Esenzione Imu e Tasi: chi non paga il saldo 2016?

Ecco quando scatta l'esenzione Imu e Tasi in vista dell'appuntamento con il saldo dovuto per il 2016 e in scadenza il prossimo 16 dicembre.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 05/12/2016 Aggiornato il 05/12/2016
Pagamento Imu in ritardo

Chi può avere l’esenzione Imu e tasi? Il 16 dicembre è l’ultimo giorno utile per pagare le tasse sulla casa, in particolare il saldo Imu e Tasi dovuto per entrambe, per il 2016. Vediamo da vicino i casi in cui scatta l’esenzione dal pagamento.

L’Imu è l’imposta municipale sugli immobili mentre la Tasi è il tributo comunale sui servizi indivisibili ed entrambe insieme alla Tari – la tassa sui rifiuti – compongono la iuc, l’Imposta Unica Comunale. Imu e Tasi sono state in parte equiparate visto che entrambe non si pagano più sulla prima casa. Occorre però fare alcune precisazioni. Molto spesso si utilizza il termine prima casa per intendere l’abitazione principale in cui vive il contribuente con la sua famiglia. In realtà sono due termini usati come sinonimi nel gergo quotidiano ma così non è.  

Il concetto di prima casa è essenzialmente di natura fiscale e si riferisce principalmente  al possesso dell’immobile e delle relative pertinenze ai fini della tassazione sugli immobili e delle relative agevolazioni fiscali (agevolazione prima casa ad esempio). Il concetto di abitazione principale invece riguarda l’ambito di gestione dell’immobile ed è legato al luogo in cui si ha effettivamente la propria residenza, o meglio la dimora abituale.  Nel caso di Imu e Tasi si fa riferimento all’abitazione principale  intesa come l’unità immobiliare, iscritta o iscrivile al catasto edilizio come unità immobiliare in cui il possessore o l’utilizzatore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Sia l’Imu e che la Tasi non sono dovute sull’abitazione principale quando sia classificata nelle categorie catastali da A2 ad A7. Di conseguenza gli immobili destinati ad abitazione principale e le relative pertinenze continuano ad essere soggette ad entrambe le imposte quando sono classificati nelle categorie catastali A1, A8 e A9, quindi siano di lusso o di pregio.

Il legislatore ha equiparato all’abitazione principale per cui scatta l’esenzione Imu e Tasi altri immobili quali:

  • unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a patto che la stessa unità immobiliare non risulti locata
  • unità immobiliare posseduta da cittadini italiani iscritti all’Aire, ossia l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero che siano pensionati nei paesi di residenza e posseggono a titolo di proprietà o usufrutto l’immobile in Italia che non sia locato o concesso in comodato d’uso
  • casa coniugale assegnata al coniuge dopo il provvedimento del giudice di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio

Tra le altre fattispecie di immobile che la legge equipara alle abitazioni principali troviamo l’immobile, iscritto o ascrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle forza di polizia ad ordinamento militare, nonché agli alloggi assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP), e per le unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa se adibiti a casa di abitazione.

Se da una parte le due tasse sono state equiparate, specie per quanto riguarda l’esenzione Imu e Tasi sull’abitazione principale, la principale differenza tra le due rimane e riguarda i soggetti tenuti al pagamento. La Tasi infatti è dovuta non solo dal proprietario dell’immobile come l’Imu, ma anche dal detentore a qualsiasi titolo, nella specie l’inquilino quando la casa è concessa in locazione. In particolare egli deve pagare la sua quota della Tasi in una percentuale compresa tra il 10 e il 30% a seconda di quanto ha deciso il Comune nella delibera relativa. La restante quota, tra il 70 e il 90% è a carico del proprietario dell’immobile. Ebbene se per l’inquilino l’unità immobiliare costituisce la sua abitazione principale – e non sia classificata nelle categorie di lusso e di pregio – allora non pagherà la sua quota della Tasi. Resta dovuta dal proprietario invece la sua percentuale e questo perché per esso l’immobile costituisce una seconda casa.

La regola principale per stabilire se sull’abitazione principale siano dovute o meno Imu e Tasi, abbiamo detto sopra, è la categoria catastale in cui si trova classificato l’immobile. Come sapere a quale categoria appartiene il proprio immobile? Basta guarda l’atto di compravendita oppure richiedere una visura catastale all’Agenzia delle Entrate. 

Infine un’ultima considerazione: l’esenzione Imu e Tasi viene estesa anche alle pertinenze, ossia gli immobili classificati nelle categorie catastali C2, C6 e C7, ossia solai, cantine, posti auto, box e tettorie, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ogni categoria indicata.

 

 

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: / 5, basato su voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!