Dal bonus affitti alla cedolare secca 2021: le agevolazioni per il proprietario di casa

Da quest'anno il proprietario di casa che concede in locazione immobili può contare sue due agevolazioni: un nuovo bonus affitti e la classica cedolare secca.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 18/02/2021 Aggiornato il 18/02/2021
Dal bonus affitti alla cedolare secca 2021: le agevolazioni per il proprietario di casa

Importanti novità per chi affitta casa. Da quest’anno entrerà in vigore un nuovo bonus affitto per un importo massimo di 1.200 destinato ai proprietari di immobili concessi in locazione che decidano di ridurre il costo del canone. E’ la legge di Bilancio che ha introdotto tale agevolazione dal 2021.

Bonus affitti 2021

Il proprietario che riduce il canone di locazione prestabilito, avrà diritto a un contributo a fondo perduto, pari sino al 50% della diminuzione della somma nel contratto. In sostanza, il bonus affitti copre il 50% dello sconto che il proprietario di casa farà all’inquilino. Per esempio, se l’affitto verrà ridotto di 100 euro al mese, al proprietario saranno restituite 50 euro mensili per un totale di 600 euro all’anno. Il massimo del rimborso annuale per il proprietario di casa è di 1.200 euro. Per beneficiare del bonus affitto, l’immobile deve trovarsi in una città ad alta tensione abitativa (vedi quali sono) e deve risultare l’abitazione principale del locatario.

Per abitazione principale si intende quell’immobile in cui il possessore e la sua famiglia vi dimorino abitualmente e vi abbiano la propria residenza anagrafica.

Il proprietario dell’immobile che vorrebbe percepire il bonus affitto 2021 deve inviare una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate anche se ad oggi si attende ancora il provvedimento su come effettuare la domanda e tutte le istruzioni del caso.

Cedolare secca 2021

Ma oltre al bonus affitti, il proprietario di immobili concessi in locazione potrà continuare a fruire anche nel 2021 della cedolare secca, un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo. A otto anni dal suo esordio, la cedolare secca sugli affitti delle abitazioni è l’opzione che riceve la preferenza dei proprietari di immobili, visto che i contribuenti che l’hanno scelta sono cresciuti di cinque volte, passando dai 504mila del 2011 a 2,54 milioni nel 2018. I redditi soggetti all’imposta sostitutiva sono balzati da 4,2 a 15,6 miliardi*.

Scegliendo la cedolare secca però, il proprietario rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

Si può optare per la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia negli anni successivi, in caso di affitti pluriennali. Quando l’opzione però non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie; in questo caso, le imposte di registro e di bollo sono dovute e non sono più rimborsabili. In caso di proroga del contratto, è necessario confermare l’opzione della cedolare secca contestualmente alla comunicazione di proroga. La conferma dell’opzione deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza del contratto o di una precedente proroga.

Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni. Può optare per la cedolare secca anche chi si avvale del regime delle locazioni brevi, ossia n contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Dal 2021 la cedolare secca è applicabile alle locazioni brevi solo però se nell’anno si destinano a questa finalità al massimo quattro appartamenti; oltre tale soglia, l’attività, da chiunque esercitata, si considera svolta in forma imprenditoriale.

Cedolare secca 2021: quando si paga l’imposta sostitutiva

Se si opta per la cedolare secca, l’imposta sostitutiva da versare segue scadenze e modalità dell’Irpef. A cambiare è la misura dell’acconto, pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente (dal 2021 passerà al 100%). Il pagamento dell’acconto va effettuato in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo è inferiore a 257,52 euro ovvero in due rate, se l’importo è superiore a 257,52 euro, la prima, pari al 40% dell’acconto complessivamente dovuto, entro il 30 giugno e la seconda, il restante 60%, entro il 30 novembre. Il saldo si versa entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, o entro il 31 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%.

*Così emerge dall’analisi di Elexia, rete di avvocati e commercialisti che raggruppa 40 professionisti di Milano, Roma e Firenze.

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