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Quando si dà in locazione il proprio appartamento oppure, viceversa, quando lo si prende in affitto, i rapporti tra le due parti sono regolati dal contratto sottoscritto per quanto riguarda il canone e la durata.
Oltre a questo, però, vi è un altro aspetto importante da considerare, ossia la suddivisione delle spese che riguardano l’appartamento, sia quelle condominiali sia quelle interne di riparazioni e gestione della casa.
Per quanto riguarda le spese interne all’appartamento, l’attribuzione al proprietario o all’inquilino può creare non solo dubbi, ma anche problemi e discussioni.
Le norme vigenti sono chiare in materia: il criterio generale da applicare pone a carico del conduttore le spese ordinarie e a carico del proprietario quelle straordinarie.
Criterio generale e normativa vigenti
Quando il proprietario stipula un contratto di locazione e affitta una casa, la consegna all’inquilino in buono stato in modo da permetterne l’uso.
Ciò significa che l’appartamento deve essere utilizzabile e tutto, dagli impianti ai muri, dallo scaldabagno agli infissi, deve essere pronto per consentire la permanenza dell’affittuario.
Nel corso del periodo di locazione, il proprietario deve eseguire le riparazioni necessarie alla conservazione del bene e al godimento dello stesso da parte dell’inquilino: lo stabilisce l’articolo 1576 del Codice Civile.
L’affittuario, dal canto suo, in base all’articolo 1609 del Codice Civile e al DM 16 gennaio 2017, deve invece provvedere a proprie spese alle piccole riparazioni, ossia a tutti quegli interventi di manutenzione la cui necessità deriva dall’uso quotidiano e dal deterioramento prodotto dall’utilizzo di oggetti, materiali, strumenti.
Quali spese dell’appartamento sono a carico dell’inquilino?
L’inquilino deve occuparsi della manutenzione ordinaria della casa presa in affitto e riparare danni, deterioramenti e guasti dovuti all’usura dell’utilizzo continuo.
Ecco in dettaglio quali lavori sono a spese del conduttore:
- manutenzione ordinaria di pavimenti, rivestimenti, infissi;
- tinteggiatura delle pareti;
- riparazione delle corde di tapparelle e veneziane, delle cerniere e maniglie dei serramenti;
- manutenzione periodica dello scaldabagno;
- pulizia e sostituzione dei filtri dell’aria condizionata;
- riparazione dei sanitari;
- sostituzione di guarnizioni e riparazione dei rubinetti;
- sostituzione di lampadine e interruttori;
- rifacimento di serrature e chiavi;
- manutenzione e riparazione di guarnizioni e filtri di lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi.
Quali riparazioni interne all’appartamento deve pagare il proprietario?
Sono invece a carico del proprietario tutti quegli interventi di manutenzione straordinaria di riparazione e sostituzione dovuti non all’uso, bensì alla vetustà dei beni o alla loro rottura fortuita.
Il proprietario deve occuparsi di:
- sostituzione di pavimenti e rivestimenti rotti o danneggiati;
- sostituzione di infissi, tapparelle, veneziane, tende da sole;
- rifacimento dell’impianto idraulico ed elettrico;
- manutenzioni straordinarie o sostituzione di impianti di riscaldamento e condizionamento;
- sostituzione dello scaldabagno o della caldaia.

































