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Il parafulmine è un impianto presente in alcuni edifici che serve per proteggere gli stessi dalle conseguenze di eventuali fulmini che dovessero colpire la struttura.
Si tratta quindi di un dispositivo di sicurezza, che, un base alla normativa italiana, talvolta, ma non sempre, è obbligatorio.
Il suo funzionamento è molto semplice, ma la sua presenza può essere essenziale per prevenire danni ingenti ed evitare pericoli per le persone.
Che cos’è e come funziona il parafulmine
Inventato a metà Settecento da Benjamin Franklin, si è poi rivelato un importante sistema di protezione degli edifici che continua a essere utilizzato anche ai giorni nostri.
Il parafulmine serve ad attirare le scariche elettriche provenienti dall’atmosfera nel corso dei temporali e a disperderle in modo sicuro a terra, evitando che vadano a colpire strutture e persone.
Questo strumento, che può essere realizzato con tecniche diverse, è in genere costituito da:
- un captatore, ossia una parte metallica, un’asta con il terminale a punta, collocata nella parte più elevata della struttura che ha la funzione di attirare la scarica;
- i conduttori, ossia dei cavi metallici che trasportano l’energia verso il basso;
- il dispersore, che scarica l’energia elettrica a terra.
Perché è importante il parafulmine in un edificio?
Durante forti temporali o eventi atmosferici di grande portata, insieme alla pioggia e al vento vi possono essere i fulmini, che trasportano cariche di energia molto importanti, fino a diversi milioni di volt.
Se uno o più fulmini colpissero un palazzo o una casa, potrebbero causare danni ingenti, per esempio distruzione di parti strutturali, come la rottura di tegole, canaline, cornicioni, guasti all’impianto elettrico con sospensione della corrente, e addirittura incendi in caso di contatto dell’energia del fulmine con sostanze o materiali infiammabili.
È evidente quindi l’importanza di installare un parafulmine sul tetto di un edificio, in modo da prevenire e impedire problemi causati dalle scariche elettriche.
In quali casi è obbligatorio il parafulmine nelle case e nei condomini?
L’installazione di un impianto parafulmine segue la normativa italiana di riferimento, costituita dal Decreto Legislativo 81/2008, che presenta una parte relativa ai rischi da fulmini e indica le linee guida per la realizzazione dei sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche.
Tale decreto si rifà alle norme tecniche CEI EN 62305 per quanto riguarda sia la valutazione del rischio sia i criteri di progettazione dell’impianto.
Non tutti gli edifici devono per forza dotarsi del dispositivo: le norme citate stabiliscono in quali casi il parafulmine è obbligatorio, tenendo conto di tutta una serie di fattori, come la zona climatica, l’ubicazione delle strutture, le caratteristiche degli immobili.
Devono quindi obbligatoriamente dotarsi di parafulmine:
- ospedali, scuole, luoghi di lavoro e tutte le strutture aperte al pubblico;
- edifici la cui particolare conformazione li espone maggiormente ai fulmini, come torri oppure case poste su rilievi e colline;
- edifici che ospitano centrali elettriche, stabilimenti chimici o industriali, depositi di materiali facilmente infiammabili;
- edifici residenziali, case e condomini, che hanno un’altezza superiore ai 24 metri.
In base a quest’ultimo punto, perciò, le abitazioni dotate di molti piani che raggiungono o superano tale altezza sono tenute a realizzare un impianto parafulmine per la sicurezza dei residenti.


































