Oggetti abbandonati nelle parti comuni: cosa fare e chi deve pagare la rimozione?

Se vi sono degli oggetti abbandonati nelle parti comuni condominiali, è l'amministratore a dover intervenire e sarà l'assemblea, in caso di mancata risoluzione, a deliberare lo smaltimento, per mantenere il decoro dell'edificio.

A cura di Vinci Formica
Pubblicato il 06/08/2026Aggiornato il 06/08/2026
oggetti abbandonati nelle parti comuni

In un condominio si possono verificare situazioni irregolari che contravvengono il regolamento, oltre che le buone norme del vivere civile, quale l’abbandono di oggetti di varia natura nelle parti comuni: come comportarsi in questi casi e a chi segnalarlo? E chi paga la rimozione?

L’amministratore tra i suoi compiti principali ha proprio il dovere di occuparsi della cosa comune e di gestirla al meglio, e in caso di oggetti abbandonati, dopo aver sollecitato il responsabile, chiederà all’assemblea la decisione circa rimozione e smaltimento.

Il problema degli oggetti abbandonati nelle parti comuni condominiali

Si tratta purtroppo di un comportamento di inciviltà e di mancato rispetto delle regole, ma talvolta si possono trovare degli oggetti abbandonati in condominio, come piccoli elettrodomestici, taniche di vernice, biciclette rotte, pneumatici usati e tanto altro ancora.

In genere vengono lasciati negli spazi comuni, come per esempio nel garage condominiale, nella cantina, in un angolo del cortile, oppure nel locale destinato ai bidoni della raccolta differenziata, magari rendendo difficile il passaggio o l’uso di questi locali e creando una situazione di degrado, che in qualche caso può prolungarsi per diverso tempo.

Inoltre, non sempre si sa a chi appartengano tali rifiuti: se a volte per la natura dell’oggetto o per la posizione in cui viene lasciato si può risalire al proprietario e quindi al responsabile del gesto, altre volte, invece, non è possibile ricostruire chi sia il condomino che ha compiuto l’atto.

Cosa fare se si trovano oggetti abbandonati

A meno che non si conosca direttamente il proprietario a cui si può chiedere di rimuovere il rifiuto in tempi brevi, la prima cosa da fare se si nota la presenza di oggetti lasciati nelle parti comuni è rivolgersi all’amministratore di condominio, che ha il dovere di occuparsene.

L’amministratore per prima cosa verificherà quanto scritto nel regolamento condominiale, che potrebbe contenere divieti specifici e relative sanzioni.

Effettuato questo controllo, se sa chi è il condomino interessato, lo contatterà per invitarlo a togliere il rifiuto e gli indicherà un termine entro cui farlo: a questo punto è probabile che il responsabile, per non incorrere in problemi, risolverà la questione.

Viceversa, se il problema si protrae per inerzia, sarà l’assemblea condominiale a poter intervenire tramite una delibera per approvare la rimozione: il condominio rimuoverà l’oggetto e lo conserverà per un tempo di 60 giorni, entro il quale il proprietario potrà richiederlo, e scaduto il quale provvederà a smaltirlo.

Se invece si tratta di oggetti abbandonati di cui non si conosce il proprietario, la procedura consiste nella sola delibera condominiale per lo smaltimento.

Cosa dicono leggi e regolamenti

Uno dei primi strumenti utili per affrontare questa sgradevole situazione è il regolamento condominiale, il cui compito è proprio quello di indicare tutto ciò che attiene agli spazi comuni, ivi compresi divieti e sanzioni.

In molti regolamenti si stabilisce, per esempio, il divieto di lasciare oggetti di qualsiasi tipo nel cortile, negli androni o nelle scale, e la necessità di segnalare la presenza di cose, rifiuti e materiali abbandonati.

La contravvenzione al divieto di abbandono, qualora presente, prevede sanzioni pecuniarie per chi infrange il regolamento, variabili caso per caso in quanto a entità, e utili come deterrente o come incentivo alla rimozione immediata.

Oltre a queste situazioni comuni, si possono verificare circostanze particolari che sfociano nel reato penale.

Il Codice dell’Ambiente, Decreto Legislativo 152/2006, stabilisce infatti che l’abbandono di rifiuti costituisce un reato, anche nel caso di aree private oltre che di aree pubbliche: per l’abbandono di rifiuti generici, è prevista un’ammenda da 1000 euro in su, mentre, nel caso di rifiuti pericolosi, si parte da 2000 euro fino ai 20.000 euro circa.

Rimozione e smaltimento di oggetti abbandonati in condominio: chi paga?

Qualora l’assemblea deliberi la rimozione e lo smaltimento del rifiuto abbandonato nelle aree comuni condominiali, la rimozione e il conferimento in discarica dell’oggetto hanno dei costi: chi deve sostenerli?

Si possono verificare due diverse situazioni:

  • se si sa chi è il condomino che ha lasciato l’oggetto, deve pagare il responsabile del comportamento, e i costi possono essere addebitati direttamente sulla sua parte delle spese condominiali;
  • se non si sa chi è il proprietario del rifiuto gettato, le spese per la sua eliminazione possono essere pagate da tutti i condomini a seguito di delibera assembleare in tal senso.

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