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Il proprietario di un’unità immobiliare posta all’interno di un condominio, in fase di ristrutturazione o di rinnovamento del proprio appartamento, può avere la necessità di fare degli interventi anche sul balcone.
Tra i lavori più frequenti, vi è il rifacimento della pavimentazione del terrazzo o del balcone di pertinenza, spesso rovinato dall’umidità o dall’usura.
Sebbene si tratti di un lavoro abbastanza comune, può sorgere il dubbio circa la libertà di realizzare questo intervento: lo si può fare in modo autonomo oppure occorre un’autorizzazione del condominio?
La risposta corretta a tale quesito è dipende: infatti la necessità di una eventuale approvazione condominiale dipende dalla tipologia di balcone di cui l’appartamento è dotato e in parte anche dall’impatto estetico di una possibile modifica.
In alcuni casi occorre l’approvazione dell’assemblea ed è comunque una buona precauzione, per non incorrere in problemi, parlarne con l’amministratore e consultare il regolamento condominiale.
Tipologie di balconi: differenza tra aggettanti e incassati
Il primo elemento da valutare è la tipologia di balcone, in quanto ne esistono due diversi tipi, quelli aggettanti e quelli incassati.
I balconi aggettanti si riconoscono immediatamente, in quanto sporgono dalla facciata dello stabile.
Sono da considerarsi una sorta di estensione dell’appartamento e di conseguenza sono privati del condomino proprietario dell’unità immobiliare.
Viceversa, i balconi incassati risultano chiusi su più lati, e quindi non sporgono all’esterno della facciata del palazzo: i loro muri fanno parte del perimetro dell’edificio, contribuendo alla sua stabilità strutturale, e di conseguenza sono da considerarsi parti comuni del condominio.
La differenza tra questi due tipi di balconi, oltre a influire sulla suddivisione delle spese in caso di manutenzione, incide sulla libertà di intervento da parte del condomino sul balcone stesso, ivi compreso l’eventuale rifacimento della pavimentazione.
Come procedere per sostituire il pavimento di un balcone aggettante
Date tali premesse, è facile capire che qualora l’appartamento abbia un balcone aggettante, dal momento che questo è di proprietà privata, il condomino può intervenire liberamente sul pavimento, rifacendolo e sostituendo la piastrellatura in piena autonomia.
Sono del proprietario infatti l’onere e la responsabilità della manutenzione ordinaria e straordinaria del balcone.
In ogni caso, per sicurezza, è bene comunicare all’amministratore la necessità di fare degli interventi sul terrazzo e di cambiare la pavimentazione, al fine di informare il condominio e non incorrere in contestazioni da parte di altri condomini.
È poi importante anche consultare il regolamento condominiale: infatti in alcuni casi il regolamento indica quali materiali si possono usare, quali finiture o quali colori devono avere i pavimenti, e ciò con lo scopo di preservare l’armonia estetica e l’uniformità del condominio.
Balcone incassato: cosa fare per cambiare il pavimento del balcone
Nel caso invece di balcone incassato, i cui muri siano parte integrante della struttura dell’edificio, il condomino deve procedere in maniera diversa.
Dal momento che il balcone viene considerato parte comune, è necessario chiedere l’approvazione dell’assemblea condominiale: una volta che l’amministratore è stato informato, inserirà la questione all’ordine del giorno della prima assemblea condominiale prevista, dove il punto verrà affrontato e approvato.
Ciò è necessario perché una modifica al balcone o al terrazzo da un lato non deve compromettere la struttura e la stabilità del palazzo, e dall’altro non deve alterare il decoro architettonico dell’edificio e la sua armonia d’insieme.
Attenzione: questo principio di decoro vale per tutti i condomini, non solo per quelli di alto valore storico, artistico e architettonico, ma anche per i normali condomini di abitazione, privi di particolari pregi estetici.





































