Allergie: si può richiedere il taglio delle piante condominiali?

Se in presenza di un giardino condominiale un residente ha problemi di allergie, per risolvere il problema occorre prendere in considerazione vari aspetti che tengano conto del diritto alla salute del singolo e del diritto all'uso del giardino da parte degli altri.

A cura di Vinci Formica
Pubblicato il 17/08/2026Aggiornato il 17/08/2026
Allergie

Nei condomini di maggiori dimensioni o costituiti da più palazzine a formare un ampio complesso, spesso sono presenti delle aree verdi, che non solo costituiscono un elemento gradevole per i residenti per via dell’ombra e della frescura e per l’aspetto estetico, ma contribuiscono a dare maggior valore e prestigio all’immobile.

Talvolta però alcuni condomini possono soffrire di allergie stagionali a vari tipi di piante, in genere dall’inizio della primavera fino alla fine dell’estate, e avere quindi dei problemi di respirazione o di asma che rendono complicata la vita quotidiana.

I giardini condominiali in genere contengono al loro interno svariate specie di piante, alberi, siepi, arbusti e fiori, alcuni dei quali possono creare questi problemi di salute.

Cosa fare in questi casi? Il condomino interessato può chiedere degli interventi di mitigazione e per trovare una soluzione adeguata per tutti si devono valutare vari fattori, come l’effettiva gravità della situazione o la distanza dall’appartamento della persona allergica.

Giardino parte comune

Il giardino, con tutte le piante ivi contenute, è una delle parti comuni del condominio, così come previsto dall’articolo 1117 del Codice Civile.

Le parti comuni, per definizione, devono essere nell’uso e nella piena disponibilità di tutti i condomini nella stessa misura: ogni proprietario deve vedere garantito il proprio diritto all’utilizzo di ogni area comune del condominio.

Inoltre, come stabilito dall’articolo 1102 del Codice Civile, nessuno può alterare la destinazione d’uso né può impedire agli altri partecipanti di fare parimenti uso secondo il loro diritto e di avere pieno godimento della cosa comune.

Data questa premessa, si può ben capire che, nel caso di problemi relativi ad allergie derivanti dal giardino condominiale, la soluzione deve contemplare un equilibrio tra le esigenze di tutti, da un lato quelle del soggetto allergico a non avere un peggioramento delle proprie condizioni di vita e dall’altro degli altri residenti a godere del proprio giardino: un bilanciamento tra tutela della salute del singolo e diritto all’uso di tutti.

Cosa considerare per risolvere il problema delle allergie

Per valutare in quale modo si può risolvere una situazione come questa, il condominio deve prendere in considerazione svariati fattori che incidono sul problema e che lo rendono più o meno grave.

In primo luogo occorre sapere qual è l’entità della patologia allergica del condomino, dal momento che le allergie non si manifestano in tutti i soggetti nello stesso modo e con gli stessi sintomi e possono andare da un semplice fastidio fino a veri e propri attacchi di asma.

Il secondo elemento da considerare è la distanza tra la piante o le piante che causano la reazione allergica e l’abitazione del condomino, per capire se il fastidio è costante e continuo e qual è l’intensità.

Infine, se le piante oggetto del problema si trovano in una specifica area del giardino, occorre vedere se il soggetto allergico può evitare di passare da quella zona per entrare e uscire dal proprio appartamento o dal proprio box, e se quindi vi sono percorsi alternativi.

Si può chiedere il taglio delle piante condominiali?

Una persona allergica può chiedere un intervento per risolvere il problema.

Deve innanzitutto comprovare il proprio stato di salute e la propria patologia tramite certificati e test allergologici che dimostrino la gravità della malattia, da produrre all’amministratore.

Questo, tenuto conto della richiesta, come prima possibilità, una volta individuato l’albero, l’arbusto o il fiore che causano il problema, può disporre un intervento di mitigazione, per esempio affidando al giardiniere una potatura accurata della pianta in oggetto o l’eliminazione delle sole parti allergizzanti.

Se la patologia è molto grave oppure se non è possibile risolvere la problematica con un intervento leggero, occorrerà agire in modo più radicale con l’abbattimento dell’albero o il taglio totale dell’arbusto.

In questi casi, dal momento che si tratta appunto di beni comuni, l’approvazione dell’eliminazione di una pianta deve passare dall’assemblea condominiale e per l’abbattimento è richiesto il voto favorevole di tutti i condomini all’unanimità.

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