Comprare casa: ecco le imposte da pagare e gli sconti “prima casa”

Tutte le imposte da pagare quando si decide di comprare casa, con o senza i requisiti per godere dell'agevolazione "prima casa".
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 22/02/2018 Aggiornato il 22/02/2018
Comprare casa

Quando si decide di comprare casa tra le spese da tenere in considerazione, oltre a quelle del notaio e ai costi del mutuo, vi sono le imposte  che variano a seconda del venditore, se sia un’impresa o un soggetto privato. Se si sta acquistando la prima casa inoltre il Fisco concede degli sconti. Entriamo nei dettagli.

Comprare casa da un’impresa

Nel caso in cui il venditore è un’impresa, la regola generale è che la cessione è esente da Iva. In questo caso, quindi, l’acquirente dovrà pagare l’imposta di registro in misura proporzionale del 9% e le imposte ipotecaria e catastale che hanno misura fissa di 50 euro ciascuna.

L’Iva si applica solo se la compravendita è realizzata da imprese costruttrici o nel caso di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento oppure anche dopo i 5 anni o ancora alle cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali. In entrambi i casi è il venditore che sceglie di applicare l’Iva con aliquota al 10% quando l’immobile è classificato nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, al 22% negli altri casi.

Comprare casa da un privato

Per chi compra casa da un soggetto privato le imposte sono di registro al 9% e quelle ipotecaria e catastale fisse di 50 euro ciascuna. L’imposta di registro non può comunque essere di importo inferiore a 1.000 euro.

Comprare casa con le agevolazioni “prima casa”

Le imposte da pagare sono ridotte quando sussistono i requisiti prima casa. Cosa significa? Con i benefici “prima casa” sono ridotte sia l’imposta di registro, se si acquista da un privato, sia l’Iva, se si acquista da un’impresa. Inoltre non sono dovuti imposta di bollo, tributi speciali catastali e tasse ipotecarie sugli atti assoggettati all’imposta di registro e quelli necessari per effettuare gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari. In particolare chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro. Se invece il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, l’acquirente dovrà versare l’imposta sul valore aggiunto, calcolata sul prezzo della cessione, pari al 4% anziché al 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna.

L’agevolazione prima casa si applica quando ricorrono dette condizioni:

  • il fabbricato che si acquista appartiene a determinate categorie catastali: A/2 (abitazioni di tipo civile); A/3 (abitazioni di tipo economico); A/4 (abitazioni di tipo popolare); A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare); A/6 (abitazioni di tipo rurale); A/7 (abitazioni in villini); A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi). Le agevolazioni prima casa non sono ammesse, invece, per l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
  • il fabbricato si trova nel comune in cui l’acquirente ha (o intende stabilire) la residenza o lavora;

Per godere dell’agevolazione per l’acquisto della “prima casa“, l’acquirente non deve possedere un altro immobile acquistato con la medesima agevolazione o, se lo possiede, deve venderlo entro 12 mesi dal nuovo acquisto agevolato. Inoltre, la casa deve trovarsi nel Comune in cui l’acquirente abbia la residenza o la trasferisca entro 18 mesi dall’acquisto.

L’agevolazione spetta anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio rimesse e autorimesse) e C/7 (tettorie chiuse o aperte), ma limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria. E’ comunque necessario che la pertinenza sia destinata in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che quest’ultima sia stata acquistata beneficiando dell’agevolazione “prima casa”.

Comprare una seconda casa con l’agevolazione

Dal 1° gennaio 2016, l’agevolazione prima casa è riconosciuta anche all’acquirente già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni, a condizione che la casa già posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto. Nell’atto di acquisto del nuovo immobile in regime agevolato (compravendita, atto di donazione o dichiarazione di successione) deve risultare l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno. Se questo non avviene, si perdono le agevolazioni usufruite per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alla maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%.

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