Comodato d’uso gratuito per gli immobili

Cos’è il comodato d’uso gratuito? Quali sono gli adempimenti richiesti per legge? Chi paga le tasse? Ecco tutte le risposte alle domande più frequenti.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 20/01/2016 Aggiornato il 20/01/2016
Comodato d’uso gratuito per gli immobili

Tra le novità previste in merito alla tassazione sugli immobili nel disegno di legge di Stabilità 2016 figura l’esenzione dalla Tasi e dall’Imu per le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito ai parenti di primo grado in linea retta, purchè l’immobile sia l’unico di proprietà e il contribuente deve aver abitato nella stessa casa che concede al parente. Vediamo cos’è il contratto di comodato, come si stipula e gli adempimenti richiesti per legge.

Cos’è il comodato d’uso gratuito di un immobile?

È l’articolo 1803 del Codice civile a stabilire che il comodato è il contratto col quale una parte detta comodante consegna all’altra, il comodatario, una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito. Vi sono dei diritti e degli obblighi che incombono su entrambe le parti. Innanzitutto il comodatario deve custodire e conservare il bene immobile ricevuto con la diligenza del buon padre di famiglia, come dice la legge e deve servirsene per il solo scopo per cui è stato ricevuto. Ha inoltre l’obbligo di consegnare l’immobile alla scadenza pattuita nel contratto. Se nel contratto non viene indicata la durata, l’immobile deve essere restituito non appena il comodante lo richiede.

Come si registra il contratto?

Non c’è l’obbligo ma è preferibile redigere il contratto in forma scritta. Una volta redatto, deve essere firmato da entrambe le parti e dopodichè si deve procedere alla registrazione presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Prima di recarsi all’Agenzia si dovranno predisporre tre copie, con firma in originale, dell’atto da registrare, una per il comodante, una per il comodatario e una per l’Ufficio e poi andrà compilato il modello 69, disponibile presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate e compilabile anche presso gli uffici dell’Agenzia. Sulle varie copie del contratto da registrare si devono apporre 3 marche da bollo da 16 euro ciascuno e poi andrà effettuato il versamento con il modello F23 dell’imposta di registro di importo pari a 200 euro. Il codice tributo da indicare nel modello F23 è “10T9”.

Infine si dovrà consegnare in Agenzia delle Entrate le copie degli atti da registrare, le fotocopie delle carte d’identità del comodante e del comodatario, le marche da bollo, il Modello 69 compilato e la copia del modello F23 attestante il versamento dell’imposta di registro.

Chi paga le tasse?

Abbiamo detto che dal 1 gennaio 2016 entrerà in vigore l’esenzione dal pagamento dell’Imu e della Tasi per il proprietario di un immobile, l’unico che possiede e i cui vive nel 2015, ad un parente in linea retta di primo grado. Fuori da questa regola, scatta invece l’obbligo di pagamento in capo sempre al comodante, il proprietario dell’immobile. Il comodatario invece deve pagare la Tari, ossia la tassa sui rifiuti visto che è il soggetto che occupa l’immobile.

 

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: / 5, basato su voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!