Catasto: che cos’è, a cosa serve, cosa raccoglie

Una mini guida sul catasto e sulle sue funzioni.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 09/07/2018 Aggiornato il 04/08/2018
Catasto: che cos’è, a cosa serve, cosa raccoglie

Quando si vende o si compra casa e quando si devono pagare le tasse, si sente spesso parlare di visura catastale, rendita catastale, categorie catastali… Ecco una breve guida con tutte le informazioni sul Catasto e i documenti che vi hanno a che fare.

Catasto: cos’è

Il Catasto, che è stato sottoposto a riforma nel 2015, è un vero e proprio archivio di tutte le proprietà immobiliari site in un Comune o in una provincia, con l’indicazione dei proprietari. È l’inventario dei beni immobili di uno Stato e fornisce le informazioni relative alla localizzazione geografica, estensione e consistenza di un bene immobiliare, la sua destinazione d’uso e le caratteristiche, relativi redditi. L’articolo 1 della Legge Fondamentale del 1886 definisce il Catasto Italiano quale: “Catasto GEOMETRICO PARTICELLARE, fondato sulla MISURA e sulla STIMA, non probatorio, allo scopo di accertare la “proprietà” immobiliare, evidenziarne le mutazioni e determinare le imposte”. In Italia si divide in due sezioni complementari: Catasto dei Terreni e Catasto dei Fabbricati.

Il Catasto Terreni comprende l’elenco di tutti i terreni di natura agricola ovvero comunque inedificati, mentre il Catasto dei Fabbricati – denominato Catasto Edilizio Urbano – è costituito dalle costruzioni di natura civile, industriale e commerciale.

A cosa serve

Ha come finalità quella di censire le proprietà immobiliari,  aggiornare eventuali cambiamenti e realizzare i presupposti per l’imposizione fiscale. La gestione delle banche dati catastali e lo svolgimento dei relativi servizi sono stati affidati all’Agenzia del Territorio che dal 1° dicembre 2012, è stata incorporata nell’Agenzia delle Entrate.

Nel Catasto Edilizio Urbano sono registrati dati di natura tecnico-fisica, giuridica ed economica, associati ad ogni unità immobiliare urbana. Tra questi dati troviamo:

– l’identificazione catastale (nome Comune, codice Sezione, numero di mappa, numero di particella, numero di subalterno);

– indirizzo

– classe di redditività (espressa solo per alcune unità immobiliari

– consistenza (espressa in vani o superficie netta)

– rendita catastale (il reddito ordinario potenzialmente ritraibile dall’unità immobiliare urbana, calcolato al netto delle spese ordinarie di conservazione e perdite eventuali ed al lordo delle imposte)

– categorie.

Le categorie catastali

Per quanto riguarda le categorie catastali esse si intendono come delle informazioni codificate, connesse alla destinazione d’uso dell’unità immobiliare urbana. Le categorie sono distinte in 5 gruppi identificati con le lettere da A a F (a quest’ultimo in particolare appartengono le cosiddette categorie fittizie, senza indicazione di rendita catastale).

Ecco le categorie appartenenti al quadro degli IMMOBILI A DESTINAZIONE ORDINARIA:

  • Gruppo A: A/1 – Abitazioni di tipo signorile; A/2 – Abitazioni di tipo civile; A/3 – Abitazioni di tipo economico; A/4 – Abitazioni di tipo popolare;  A/5 – Abitazioni di tipo ultrapopolare; A/6 – Abitazioni di tipo rurale;  A/7 – Abitazioni in villini; A/8 – Abitazioni in ville; A/9 – Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici e storici; A/10 – Uffici e studi privati; A/11 – Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi.
  • GRUPPO B: B/1 – Collegi e convitti; educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari e caserme; B/2 – Case di cure ed ospedali (quando per le loro caratteristiche risultano comparabili con le unità tipo di riferimento); B/3 – Prigioni e riformatori; B/4 – Uffici pubblici; B/5 – Scuole, laboratori scientifici; B/6 – Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie, che non hanno sede in edifici della categoria A/9; B/7 – Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico dei culti; B/8 – Magazzini sotterranei per deposito derrate
  •  GRUPPO C: C/1 – Negozi e botteghe; C/2 – Magazzini e locali di deposito; C/3 – Laboratori per arti e mestieri; C/4 – Fabbricati e locali per esercizi sportivi; C/5 – Stabilimenti balneari e di acque curative; C/6 – Stalle, scuderie, rimesse e autorimesse; C/7 – Tettoie chiuse o aperte.
Le categorie catastali ai fini IMU e Tasi

Le categorie catastali sono elemento importante al fine della tassazione immobiliare. L’Imu, l’Imposta municipale propria e la Tasi, il tributo locale sui servizi indivisibili – che insieme alla Tari formano la IUC, l’Imposta Unica Comunale – sono dovute sull’abitazione principale solo se tale immobile rientra in precise categorie. Quali? Quelle considerate di lusso o di pregio, ossia A1, A8 e A9. Per conoscere la categoria catastale del proprio immobile basta guarda l’atto di vendita o di donazione oppure fare una visura catastale.

La visura catastale

La visura catastale consente la consultazione degli atti e dei documenti catastali e permette di acquisire una serie di informazioni riguardanti un certo immobile. La visura contiene le informazioni relative alle particelle iscritte al Catasto dei Terreni e ai beni censiti al Catasto dei Fabbricati (unità immobiliare, beni comuni, lastrici solari, ecc.), alla mappa catastale e alle planimetrie rappresentative delle unità immobiliari urbane. Inoltre le visure delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria, contengono anche la superficie catastale dell’immobile.

Le informazioni catastali sono pubbliche e dunque l’accesso è consentito a tutti, pagando i relativi tributi speciali catastali. I proprietari possono chiedere la consultazione gratuita e non pagando tributi, per gli immobili di cui risultano titolari in catasto. La consultazione dei dati catastali può essere richiesta presso qualsiasi Ufficio provinciale – Territorio, sportello catastale decentrato, Sportello Amico (attivo negli uffici postali) oppure per via telematica tramite i servizi online del sito dell’Agenzia delle Entrate o di Poste Italiane S.p.A. (Certitel Catasto Web). Il rilascio delle visure catastali prevede il pagamento dei tributi speciali tranne nel caso in cui la richiesta arriva, come detto poc’anzi, dal proprietario dell’immobile. 

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