Spazzatura: come avere lo sconto sulla Tari

Le regole sul pagamento della spazzatura vengono stabilite da ogni singolo Comune, ma ci sono casi di sconto o esenzione dalla Tari a livello nazionale. Vediamo quali sono.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 19/08/2022 Aggiornato il 19/08/2022
Spazzatura: come avere lo sconto sulla Tari

La Tari è la tassa sulla spazzatura che si paga per ogni immobile suscettibile di produrre rifiuti. La legge stabilisce le regole generali e poi a livello locale i singoli Comuni stabiliscono norme più specifiche come quelle che riguardano le ipotesi di riduzioni ed esenzioni.

Che cosa è la Tari

La Tari è la tassa sulla spazzatura destinata a finanziare i costi di raccolta e smaltimento rifiuti. La tassa in particolare deve coprire i costi di gestione del Comune per la raccolta e il trasporto dei rifiuti; lo spazzamento e il lavaggio delle strade; il trattamento e recupero dei rifiuti; lo smaltimento dei rifiuti.

Chi deve pagare la Tari e chi non deve pagare la spazzatura

Il pagamento della Tari spetta a chiunque sia in possesso, o detenga a qualsiasi titolo (ad esempio, locazione, comodato d’uso, usufrutto, proprietà, ecc.), locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. È obbligato quindi  a pagare la  tassa sui rifiuti chiunque occupi l’immobile, a prescindere se sia inquilino in affitto o proprietario. Sono escluse dal pagamento della tassa le aree oggettivamente inutilizzabili e che, quindi, sono escluse dal servizio pubblico di nettezza urbana come le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, come ad esempio le cantine, le terrazze scoperte, i balconi, i giardini, i cortili o anche i posto auto scoperti. Questo non vale per le aree utilizzate per attività economiche (come il cortile di una fabbrica), che sono invece sempre tassate; le aree condominiali comuni che non siano utilizzate oppure occupate in via esclusiva, quali androni dei palazzi, gli stenditoi, gli ascensori, le scale di accesso.

Come si calcolala Tari

Ogni Comune con proprio regolamento stabilisce le proprie tariffe in base a superficie e quantità di rifiuti prodotti o a quantità e qualità di rifiuti per unità di superficie, in relazione ad usi e tipologia delle attività e al costo del servizio sui rifiuti. Si considera assoggettabile al tributo la “superficie calpestabile” di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti.  La superficie calpestabile rappresenta la base di calcolo della tassa sui rifiuti, poiché fa riferimento ai metri quadrati netti all’interno delle mura. Nel caso di utenze domestiche, oltre alla superficie dell’immobile si tiene conto anche del numero di occupanti.

Le tariffe della Tari in particolare si compongono di due parti, una parte fissa e una variabile. La prima è determinata in base alle corrispondenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti; la parte variabile, invece, serve a finanziare quei costi, per l’appunto variabili, come il trasporto dei rifiuti, la raccolta, il riciclo e lo smaltimento, è calcolata in relazione alla quantità di rifiuti attribuiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.

Come avere lo sconto sulla Tari

Il Comune può stabilire l’esenzione dal pagamento o la riduzione di quanto dovuto sulla base di alcune situazioni, come ad esempio nel caso di abitazioni con unico occupante; abitazioni o locali tenuti a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo come le case vacanza; abitazioni occupate da persone che risiedono all’estero per più di sei mesi all’anno; fabbricati rurali ad uso abitativo; case inadatte all’alloggio e sprovviste di contratti di luce, gas e acqua; produzione di compost dalla frazione umida della raccolta differenziata.

I Comuni possono anche stabilire delle riduzioni del pagamento Tari per periodi temporanei qualora non sia possibile procedere alla gestione dei rifiuti come ad esempio quando avvengono calamità naturali ci sia un problema organizzativo del gestore. In questo caso la riduzione è dell’80% di quanto dovuto. Il consiglio è rivolgersi al proprio Comune di residenza e verificare caso pe caso gli sconti previsti e si ci siano le condizioni per poterne fruire.

Bonus rifiuti

In tema di sconti e riduzioni, l’Arera ricorda che è stato introdotto il bonus rifiuti, un’agevolazione economica, introdotta su scala nazionale dalla legge ma non ancora attivata, che garantirà una riduzione della spesa per il servizio di gestione rifiuti ai nuclei familiari in condizione di disagio economico, analogamente a quanto è già previsto per i servizi elettrico, gas e acqua.

In attesa che siano definite le norme per l’attuazione del bonus nazionale rifiuti (che sarà disciplinato dall’Autorità tenendo conto dei principi e dei criteri generali  che verranno individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri), l’Autorità ha stabilito che gli Enti territorialmente competenti possono introdurre specifiche agevolazioni su base locale per i nuclei familiari che beneficiano o hanno i requisiti per beneficiare dei bonus elettrico, gas e acqua, ed eventualmente per ulteriori categorie di utenti domestici meritevoli di tutela, quali ad esempio i soggetti in grave difficoltà economica sopravvenuta a causa dell’emergenza da Covid-19. Si rinvia in questo caso ai singoli Comuni per tutte le informazioni.

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