730/2022: tutto quello che c’è da sapere

Entro quando bisogna presentarlo, come farlo precompilato da soli, al caf o dal commercialista fino alle spese che si possono scaricare e cosa fare in caso di errori: una mini guida sul 730/2022.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 21/04/2022 Aggiornato il 21/04/2022
spese tracciabili

Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati e che presenta diversi vantaggi. Principalmente, tramite questa dichiarazione dei redditi, non si devono eseguire calcoli e si ottiene il rimborso dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio. Se invece al contrario si devono versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente nella busta paga.

Il modello 730/2022 può essere usato dai contribuenti che nel 2021 hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio contratti di lavoro a progetto), redditi dei terreni e dei fabbricati, redditi di capitale, redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva  e redditi diversi. Da qualche anno l’Agenzia delle Entrate, in un’ottica di semplificazione, rende disponibile online su un’apposita sezione del suo sito il modello 730 precompilato. Non è obbligatorio presentarlo in forma precompilata e si può scegliere di utilizzare il modello ordinario.

Entro quando bisogna presentare il 730

Il 730 precompilato deve essere presentato entro il 30 settembre direttamente all’Agenzia delle entrate o al Caf o al professionista o al sostituto d’imposta.

Anche il 730 ordinario si presenta entro il 30 settembre al Caf o al commercialista o al sostituto d’imposta come il datore di lavoro o l’ente pensionistico di riferimento. Nel caso di presentazione al sostituto d’imposta il contribuente deve consegnare il modello 730 ordinario già compilato..

Come fare il 730 precompilato da soli

A partire dal 30 aprile, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet dell’Agenzia stessa. Per predisporre il modello 730 precompilato, l’Agenzia delle entrate utilizza precise informazioni come:

  • i dati contenuti nella Certificazione Unica, che viene inviata all’Agenzia delle entrate dai sostituti d’imposta
  • spese sanitarie e relativi rimborsi,
  • interessi passivi sui mutui,
  • premi assicurativi,
  • contributi previdenziali,
  • spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche,
  • spese per l’arredo degli immobili ristrutturati
  • spese per interventi finalizzati al risparmio energetico
  • spese per interventi di “sistemazione a verde” (bonus verde).

Si accede al 730 precompilato utilizzando:

  • SPID – Sistema pubblico d’identità digitale
  • CIE – Carta di identità elettronica
  • Carta Nazionale dei Servizi

Una volta effettuato l’accesso è possibile visualizzare un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione (ad esempio i dati del sostituto che ha inviato la Certificazione Unica oppure i dati della banca che ha comunicato gli interessi passivi sul mutuo).

Se le informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate risultano incomplete, queste non vengono inserite direttamente nella dichiarazione ma sono esposte nell’apposito prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed eventualmente indicarle nel 730 precompilato. Ad esempio, dall’Anagrafe tributaria può risultare l’atto di acquisto di un fabbricato, di cui però non si conosce la destinazione (sfitto, dato in comodato, ecc.). Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente.

Il risultato finale della dichiarazione sarà disponibile dopo l’integrazione del modello 730, il 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un Caf o un professionista abilitato. In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Come si presenta il 730?

Direttamente dal contribuente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate indicando i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio, compilando la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef, anche se non esprime alcuna scelta e infine verificando con attenzione che i dati presenti nel 730 precompilato siano corretti e completi.

Se il 730 precompilato non richiede nessuna correzione o integrazione, il contribuente lo può accettare senza modifiche. Se, invece, alcuni dati del 730 precompilato risultano non corretti o incompleti, il contribuente è tenuto a modificare o integrare il modello 730, ad esempio per aggiungere un reddito non presente. Una volta accettato o modificato, il modello 730 precompilato può essere presentato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate. A seguito della trasmissione della dichiarazione, nella stessa sezione del sito internet viene messa a disposizione del contribuente la ricevuta di avvenuta presentazione.

In alternativa alla presentazione diretta tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate, il modello 730 precompilato può essere presentato  al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), a un Caf o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale, Società tra professionisti). Il contribuente deve consegnare al sostituto d’imposta, al Caf o al professionista un’apposita delega per l’accesso al proprio modello 730 precompilato.

Come fare il 730 al caf o dal commercialista

Chi opta per il precompilato e si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare, qualora la delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1, in busta chiusa.

Inoltre, sia in caso di occorre sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione, conservando la documentazione in originale mentre il Caf o il professionista ne conserva copia che può essere trasmessa, su richiesta, all’Agenzia delle entrate.

I principali documenti da esibire sono:

  • Certificazione Unica e le altre certificazioni che documentano le ritenute;
  • gli scontrini, le ricevute, le fatture e le quietanze che provano le spese sostenute.
  • gli attestati di versamento d’imposta eseguiti con il modello F24.

Tutti questi documenti relativi alla dichiarazione di quest’anno vanno conservati fino al 31 dicembre 2027, termine entro il quale l’amministrazione fiscale può richiederli.

Che cosa si può scaricare per il 2021

È il Quadro E del 730 quello dedicato a oneri e spese detraibili, ossia all’indicazione di quelle spese che danno diritto a una detrazione d’imposta. Le principali spese che si possono scaricare nel 730 sono:

 Partendo dalle spese per casa, nella dichiarazione dei redditi si può fruire delle seguenti detrazioni:

  • Affitto:  detrazione di € 300 se il reddito complessivo non supera € 15.494 e di € 150 se il reddito complessivo è compreso tra € 15.494 e € 30.987; affitto con contratto a canone concordato: detrazione di € 496 se il reddito complessivo non supera € 15.494 e di € 248 se il reddito complessivo è compreso tra € 15.494 e € 30.987; Giovani inquilini di età compresa fra 20 e 30 anni che si trasferiscono dall’abitazione principale dei genitori (per i primi 3 anni): detrazione di € 992 se il reddito complessivo non supera € 15.494. 
  • Mutuo: detrazione del 19% sugli interessi passivi pagati fino a un massimo di € 4.000 per l’acquisto e fino a € 2.582 per costruzione o ristrutturazione della tua abitazione principale.
  • Bonus Facciate: per le spese relative agli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 90% dell’intera spesa sostenuta.
  • Ristrutturazione: detrazione del 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione su una spesa massima di € 96.000
  • Risparmio energetico: detrazione al 50-65% delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico, a seconda del tipo di intervento.
  • Bonus mobili: detrazione al 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe A+ o A per i forni con etichetta energetica) fino a un massimo di € 10.000 destinati a immobile oggetto di ristrutturazione tra il 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2020.
  • Bonus verde: detrazione del 36% su una spesa massima di € 5.000 per interventi di “sistemazione a verde” di giardini o aree scoperte, recinzioni, impianti di irrigazione, pozzi e include la progettazione e manutenzione connesse alla realizzazione delle opere (rimborsato in 5 rate annuali). 
  • Superbonus(rimborsato in 5 rate annuali): detrazione pari al 110% della spesa sostenuta in caso di interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici (cd. interventi “trainanti”) nonché ad ulteriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi (cd. interventi “trainati”).

Spese per la famiglia

Tra le spese sostenute per la famiglia e per cui si possono ottenere detrazioni fiscali troviamo:

  • abbonamento al trasporto pubblico: detrazione del 19% su una spesa massima di € 250 per gli abbonamenti ai mezzi pubblici locali, regionali e interregionali.
  • Spese assicurative: detrazione al 19% per i premi pagati per l’assicurazione vita, infortunio, rischio non autosufficienza su un limite massino di € 530 o € 1291,14 euro in base al tipo di polizza.
  • Contributi collaboratori domestici: i contributi versati per colf, badanti, babysitter ecc sono deducibili (dal 23% al 43%, in base al reddito) fino a un massimo di € 1.549,37.
  • Rette asilo nido (pubblici e privati): detrazione al 19% su un importo massimo di € 632 per figlio.
  • Spese di istruzione: detrazione al 19% sulle spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie per un importo che sale a € 800 per ciascun alunno.
  • Università: detrazione al 19% sulle spese per frequenza di corsi di laurea-perfezionamento sull’intero importo per le università statali e su un importo definito dal MIUR per gli istituti non statali.
  • Attività sportive: detrazione al 19% su una spesa massima di € 210 per figlio di età compresa tra i 5 e 18 anni.
  • Spese  sanitarie: detrazione al 19% per le spese superiori a € 129,11 per farmaci, ticket, degenze ospedaliere, prestazioni specialistiche/chirurgiche, analisi, cure termali, dispositivi medici (inclusi occhiali e lenti da vista) con marchio CE. 
  • Spese veterinarie: detrazione al 19% sulle spese comprese tra € 129,11 e € 500 sostenute per la cura di animali da compagnia.

Tra le novità troviamo la detrazione del 50% per le spese sostenute per la sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione. 

Novità anche il bonus acqua potabile, un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare, finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti. Puoi risparmiare fino a 1.000 euro per ogni unità immobiliare

In tema di spese da scaricare nel 730 è bene sottolineare che la detrazione fiscale spetta a condizione che la spesa sia sostenuta con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili. Il contribuente dimostra l’utilizzo del pagamento «tracciabile» mediante prova cartacea della transazione con ricevuta bancomat, estratto conto, copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA. In mancanza di tale documentazione si può ricorrere all’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione.

Errori nel 730: ravvedimento entro quando?

Se si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l’assistenza fiscale per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo. Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di indicare degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:

  • presentare entro il 10 novembre un modello 730 integrativo. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico
  • presentare, in alternativa, un modello Redditi entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un Modello Redditi e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

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