Cambio residenza: tutto quello che c’è da sapere

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 29/01/2019 Aggiornato il 29/01/2019

Dubbi sul cambio di residenza? Ecco una mini guida.

Trasloco spese detraibili?

Quando si cambia casa, sia che ci si trasferisca in una nuova abitazione in affitto  o di proprietà, il cambio di residenza va fatto. Ma entro quanto tempo? Intanto è bene specificare alcune differenze di fondo tra diverse situazioni.

Residenza: che cosa è e quali “effetti” produce

La legge definisce la residenza come il luogo nel quale la persona ha la propria abituale dimora; una situazione di fatto, alla quale si collegano una serie di effetti che regolamentano la relazione che ogni persona intrattiene con il proprio territorio. La residenza deve essere dichiarata presso l’ufficio dell’Anagrafe del Comune in cui s’intende risiedere: si parla in tal caso di residenza anagrafica, che è possibile modificare e trasferire. La prova del trasferimento della residenza è data dalla doppia dichiarazione resa al Comune dove si intende fissare la dimora abituale e a quello che si abbandona. Visto che con la residenza anagrafica avviene l’iscrizione nel registro della popolazione, si ottiene il diritto al rilascio di certificati anagrafici ed accesso ai servizi demografici.  In particolare con la residenza si ottiene:

  • l’iscrizione alla lista elettorale di quel determinato Comune;
  • la scelta del medico di famiglia;
  • gli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio;
  • la ricezione di raccomandate o di atti giudiziari;
  • la competenza dei tribunali e degli uffici giudiziari in generale;
  • la ricezione di certificati anagrafici;
  • la possibilità di accedere ai servizi demografici del proprio Comune
Residenza, domicilio o dimora?

Spesso residenza, dimora e domicilio si confondono. In verità all’articolo 43 il codice civile specifica che per residenza si deve intendere il luogo nel quale la persona ha la dimora abituale, ossia abita stabilmente. A norma del comma 1 dell’articolo 43 del codice civile inoltre, il domicilio di una persona è il luogo nel quale ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, che può anche non coincidere con quello di residenza. Nulla vieta di far coincidere residenza e domicilio, anzi nella maggior parte dei casi è così. Tuttavia, è possibile eleggere un domicilio in un luogo differente da quello di residenza, anche per lo svolgimento di singoli affari. Per stabilire il domicilio devono ricorrere due presupposti:

  • una certa stabilità in un determinato luogo;
  • l’intenzione di stabilire in quel luogo la sede principale ed esclusiva dei propri affari e interessi.

Quindi a voler fare un esempio pratico Tizio ha residenza nel Comune di Roma ma per motivi di lavoro si trova a Milano dove eleggerò domicilio.

Cambio residenza in caso di acquisto casa

Ebbene soffermandoci sul cambio di residenza in caso di acquisto di casa, la domanda si presenta all’ufficio Anagrafe del Comune. Essa può essere presentata dal cittadino maggiorenne. La persona che richiede l’iscrizione deve comprovare la propria identità mediante un valido documento di riconoscimento. Come si fa il cambio di residenza? Basta presentare un’istanza con cui si richiede di attestare la variazione della residenza, entro 20 giorni dal trasferimento nella nuova abitazione, presso l’ufficio anagrafico competente ovvero può inviare tale istanza a mezzo posta ovvero via fax o e-mail.

In caso di acquisto dell’abitazione principale per cui si sono chieste le agevolazioni prima casa e non si ha già la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile, vi è l’obbligo di trasferire la residenza entro 18 mesi dal rogito.  Il cittadino può presentare le dichiarazioni anagrafiche, relative al cambio di residenza, senza doversi recare presso l’ufficio del comune, ma inviandole a mezzo posta ovvero via fax o e-mail. Nel caso di dichiarazioni inviate tramite posta elettronica, occorre:

  • sottoscrivere la dichiarazione con firma digitale (cioè lo strumento con cui si identifica l’autore di un documento informatico);
  • essere identificati dal sistema informatico, tramite l’utilizzo della carta d’identità elettronica ovvero tramite l’utilizzo della carta nazionale dei servizi;
  • inviare la dichiarazione dalla casella di posta elettronica certificata del dichiarante e inviare per posta elettronica (non certificata) copia della dichiarazione con firma autografa e del documento d’identità del dichiarante.

L’ufficiale dell’anagrafe, nei due giorni lavorativi successivi alla presentazione delle dichiarazioni anagrafiche relative al trasferimento della residenza, effettua le iscrizioni anagrafiche. All’atto della richiesta di cambio residenza per legge avvengono i controlli. Ufficiali giudiziari intesi come la polizia municipale o altro personale comunale a ciò autorizzato devono cioè verificare la sussistenza del requisito della abitualità della dimora di chi richiede l’iscrizione nell’Anagrafe del comune. I controlli devono essere effettuati nei 45 giorni successivi alla dichiarazione resa o inviata nei modi previsti dalla legge (posta, e-mail ecc.). Se emergono irregolarità, l’ufficiale dell’Anagrafe è tenuto a segnalare quanto è emerso alla competente autorità di pubblica sicurezza.

Cambio residenza in caso di affitto

Qualora il trasloco è in una casa nuova ma in locazione, non sussiste alcun obbligo di trasferire la residenza nell’immobile affittato, a prescindere dalla durata del contratto; allo stesso modo, anche i proprietari non hanno l’obbligo di cambiare la residenza anagrafica se affittano l’appartamento.