Calcolo Imu 2018: le regole per pagare la prima rata

In vista della scadenza di domani 18 giugno per il pagamento dell'acconto, ecco quali sono le regole per il calcolo Imu 2018.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 17/06/2018 Aggiornato il 05/08/2018
Calcolo Imu 2018: le regole per pagare la prima rata

Come si fa il calcolo Imu 2018? Lunedì 18 giugno è l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto dell’Imu e della Tasi, dovute entrambe per quest’anno. Entrambe non sono dovute se l’immobile è adibito ad abitazione principale se non rientra nelle categorie catastali di lusso o di pregio. Il versamento è però dovuto in tutti gli altri casi.

Di conseguenza le tasse si pagano sugli immobili adibiti ad abitazione principale se rientrano nelle categorie A1 (immobili signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi) e sulle seconde case. LIMU è sempre a carico del proprietario mentre la TASI viene pagata anche dall’inquilino, con una proporzione che può andare dal 10 al 30%, in base a quanto prevede la delibera comunale: in mancanza di una specifica previsione dell’amministrazione di appartenenza, si applica automaticamente l’aliquota del 10%.

Calcolo Imu 2018

La domanda principale è come si calcolano? Le regole sono le medesime per l’Imu che per la Tasi.  Si parte dalla rendita catastale rivalutata del 5% e si applica il coefficiente per la tipologia di immobile. Tali coefficienti sono:

  • 160 per le abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi (categoria catastale da A/1 a A/11 – escluso A/10)
  • 80 per uffici o studi privati (categoria A10)
  • 140 per collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli (categoria catastale da b1 a b8)
  • 55 per negozi e botteghe (categoria catastale c1).

In tal modo si ottiene l’imponibile a cui si applica l’aliquota fissata dal Comune di appartenenza. Tutte le delibere con le aliquote Imu, Comune per Comune si trovano sul sito del Dipartimento delle Finanze e sui portali delle diverse amministrazioni. L’acconto Imu 2018 si calcola sulla base delle aliquote del 2017. Quindi se non ci sono state variazioni nel corso del 2017 o del 2018 – variazioni come acquisti, vendite o successioni – il contribuente può sommare l’Imu pagata nel 2017  e versare entro lunedì 18 giugno il 50% di tale importo. Poi a dicembre si farà il conguaglio tenendo conto delle delibere nuove che verranno decise dal singolo Comune nel corso dell’anno.

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