Bonus climatizzatori 2026: quali sconti fiscali si possono avere?

Anche nel 2026 si può acquistare il climatizzatore di casa e fruire, rispettando le condizioni previste dalla legge, delle detrazioni fiscali ovvero dello sconto sulle tasse applicato nella dichiarazione dei redditi.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 13/08/2025Aggiornato il 18/05/2026
bonus climatizzatori

L’acquisto di un condizionatore nel 2026 dà diritto, rispettando le condizioni previste dalla legge, ai bonus casa. Si potrà avere in particolare:

  • ecobonus per la sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con  pompe di calore ad alta efficienza.
    Per tutto il 2026 l’ecobonus ha aliquota al 50% se i lavori sono realizzati sull’abitazione principale e al 36% per le seconde, terze case e così via, fino al 31 dicembre 2025. 
    Nel  2027 l’agevolazione scenderà ancora al 36% per la prima casa e al 30 per cento per gli altri immobili diversi dall’abitazione principale.
  • bonus ristrutturazione per l’installazione di pompe di calore nella funzione anche di riscaldamento invernale.
    Anche in tal caso, la detrazione fiscale è al 50% fino al 31 dicembre 2026 solo per la prima casa, con tetto di spesa di 96.000 euro ad unità immobiliare.
    Nel 2027 la detrazione scende al 36%. Qualora l’immobile non sia adibito ad abitazione principale all’inizio dei lavori, la maggiorazione al 50% spetta a condizione che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale al termine dei lavori.
    Per le altre abitazioni diverse dall’abitazione principale, l’aliquota è al 36% dal 1° gennaio 2025 e nel 2026, mentre nel 2027 calerà del 30%.
    Dal 2028 il bonus ristrutturazione avrà un’aliquota del 30% e il tetto di spesa scenderà a 48mila euro per unità immobiliare, senza distinzione tra prima, seconda o terza casa.

Acquisto climatizzatori con ecobonus

Sono ammessi all’ecobonus gli interventi di installazione di:

  • pompe di calore destinate alla climatizzazione invernale. È la funzione di pompa di calore che comporta utilizzo di fonti rinnovabili di energia (calore a bassa temperatura sottratto all’ambiente esterno e pompato a temperatura più elevata nell’ambiente da riscaldare)
  • pompe di calore reversibili in grado cioè di fare anche il condizionamento estivo. Se si installa una pompa di calore, essa deve avere il valore del COP (coefficiente di prestazione) non inferiore a quanto previsto dal Decreto 19 febbraio 2007 e successive modificazioni. È consentita l’installazione di pompe di calore reversibili, cioè aventi anche il funzionamento in climatizzazione estiva. In questo caso l’indice di efficienza energetica EER deve essere non inferiore al pertinente valore riportato nel decreto 19 febbraio 2007. Si può fruire dell’ecobonus quando si procede alla sostituzione di un impianto destinato alla climatizzazione invernale con uno dotato di pompe di calore ad alta efficienza.

Cosa trasmettere all’Enea per avere l’ecobonus per il climatizzatore

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, data che coincide con il giorno del collaudo, occorre:

  • trasmettere telematicamente all’Enea la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa, relativa agli interventi realizzati, tutti documenti che devono essere rilasciati da tecnici abilitati. È necessaria inoltre l’asseverazione di un tecnico abilitato che dimostri il rispetto dei requisiti di prestazione energetica dell’intervento, asseverazione che può essere sostituita anche dalla certificazione del produttore. 
  •  effettuare i pagamenti con il bonifico bancario o postale parlante da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita Iva della ditta che ha eseguito l’intervento. Sul bonifico banche e poste operano una ritenuta a titolo d’acconto dell’11%
  • indicare nella dichiarazione dei redditi (730 o Unico) i dati relativi all’immobile, al tipo di intervento e alla spesa sostenuta, e la detrazione verrà ripartita in 10 anni.  

Acquisto climatizzatori con bonus ristrutturazione

L’installazione di pompe di calore per la climatizzazione con anche la funzione di riscaldamento invernale permette di avere la detrazione per la ristrutturazione edilizia. Per avere l’agevolazione occorre anche in questo caso che la pompa di calore sia reversibile e permetta il condizionamento estivo.

Quindi, in caso di installazione di un nuovo condizionatore o di sua sostituzione abbinata ad una ristrutturazione edile, la detrazione è del 50% o del 36%, a seconda se prima o seconda casa, fino al 31 dicembre 2026, se il nuovo impianto è a pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché consenta un risparmio energetico. La spesa massima ammessa è di 96mila euro

Come avere il bonus ristrutturazione per il climatizzatore

Per avere la detrazione occorre:

  • indicare le spese nella denuncia dei redditi e ripartire l’agevolazione fiscale  in 10 quote annuali di pari importo
  • effettuare il pagamento mediante bonifico bancario o postale in cui sia indicata la causale del versamento, con riferimento alla norma, il codice fiscale di chi paga e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento (l’installatore)
  • entro 90 dalla fine dei lavori, occorre trasmettere ad Enea i dati della macchina relativamente al funzionamento come pompa di calore attraverso il sito dedicato.

Acquisto climatizzatori con bonus mobili

L’acquisto del climatizzatore in grado di svolgere la funzione di raffrescamento estiva permette di fruire del bonus mobili, connesso alla ristrutturazione, ossia della detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per il 2026, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Come avere il bonus mobili

Per avere il bonus mobili occorre:

  • realizzare un intervento edilizio come: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus; ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza; restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile; manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.
  • effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate.
  • indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche).

Climatizzatori: quali non si possono comprare con i bonus

Gli interventi di installazione o di sostituzione di impianti e macchine destinati alla climatizzazione estiva non sono interventi di risparmio energetico e neanche interventi di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia. Essi pertanto, in quanto tali, non sono ammissibili alle detrazioni fiscali.

Climatizzatori: stop al Superbonus (con qualche eccezione)

Dal 2026 non si può più fruire del Superbonus,la maxi detrazione per una serie di lavori realizzati sull’immobile. Resta operativo al 110%  soltanto per gli immobili danneggiati dal terremoto situati nei Comuni del Centro Italia interessati da eventi sismici successivi al 2009.

Come avere il Conto termico per i climatizzatori 

I soggetti privati, inclusi condomìni, possono accedere al Conto Termico 3.0 -entrato in vigore il 25 dicembre 2025 – beneficiando di una dotazione complessiva pari a 900 milioni di euro annui. Il meccanismo in particolare incentiva una serie di interventi mirati all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni, tra cui:

  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi più moderni come pompe di calore o soluzioni ibride, sia di tipo “factory made” sia “add on”, che integrano pompa di calore e caldaia a condensazione.
  •  l’installazione di collettori solari termici
  • la sostituzione di vecchi scaldacqua elettrici con modelli a pompa di calore, più efficienti dal punto di vista energetico.

Il Conto Termico quindi è un’agevolazione con cui si possono acquistare climatizzatori a pompa di calore con determinate prestazioni energetiche, che devono essere installati in sostituzione di un impianto di riscaldamento preesistente.

L’importo dell’incentivo non è fisso, ma viene determinato sulla base della producibilità stimata di energia termica dell’intervento. Questo valore varia in funzione della tecnologia utilizzata, della dimensione dell’impianto e, quando rilevante, della zona climatica in cui viene realizzato l’intervento, così da tenere conto delle diverse esigenze energetiche del territorio. L’ente preposto per l’erogazione del Conto Termico è il GSE (Gestore dei servizi energetici).

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