Bollino per gli affitti brevi: va messo negli annunci

Vedrà presto la luce una banca dati delle strutture ricettive presenti in Italia tra cui rientrano anche gli immobili concessi per brevi locazioni, come le case vacanze. La novità è che tutte dovranno ottenere un bollino, un codice identificativo che dovrà obbligatoriamente comparire sugli annunci pubblicati sui vari portali on line.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 27/08/2019 Aggiornato il 29/08/2019
bollino affitti brevi

Arriva il “Bollino di qualità” per chi decide di dare in locazione il proprio appartamento con la formula degli affitti brevi. Questa la novità contenuta nel Decreto Crescita, che introduce un codice obbligatorio, una sorta di bollino presente nelle offerte di immobili in affitto, che servirà a identificare strutture e proprietari e renderà di fatto impossibile sfuggire al Fisco. Obiettivo dichiarato è infatti quello di combattere l’evasione fiscale nel settore degli affitti brevi.

Secondo quanto prevede il testo  dell’art. 13-quater del Decreto Crescita, entro un mese dall’approvazione del testo di legge dovrà nascere, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un’apposita banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi. Obiettivo  della banca dati è quello di migliorare la qualità dell’offerta turistica, assicurare la tutela del turista e contrastare forme irregolari di ospitalità, anche ai fini fiscali.

Tutte le strutture presenti in questa banca dati, anche chi offre un immobile per locazioni brevi, come le case vacanze, deve ottenere il bollino destinato a “certificare” la qualità della struttura e identificarne i proprietari. Il bollino in sostanza è un codice alfanumerico, denominato «codice identificativo», da utilizzare nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione dell’immobile on line, quindi obbligatorio per gli annunci on line. Il codice permetterà di distinguere le strutture sulla base della tipologia, delle caratteristiche e dell’ubicazione e tutti questi dati  saranno comunicati anche alle Entrate per i dovuti controlli. In caso di mancata pubblicazione del bollino si rischia una sanzione pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro, raddoppiata in caso di reiterazione della violazione.

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