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La bolletta della luce rappresenta spesso una voce di spesa importante e onerosa per le famiglie.
Talvolta poi si possono verificare degli errori riguardanti la stima dei consumi, dei guasti o dei conguagli sbagliati, oppure semplicemente può nascere il bisogno di monitorare il consumo di corrente elettrica della propria casa.
In tutti questi casi è essenziale saper effettuare in maniera autonoma la lettura del contatore.
Ma come fare?
Ecco una guida all’autolettura e alcuni suggerimenti su cosa controllare per tutelarsi da bollette troppo salate.
Contatori: tipologie e funzionamento
Esistono diverse tipologie di contatori.
Il più tradizionale e di vecchia data è il contatore meccanico, che presenta una stringa formata da più numeri che girano su un disco tramite un funzionamento elettromeccanico e che ruotano in base al consumo di elettricità.
Il più diffuso oggi è il contatore elettronico, che presenta un display a cristalli liquidi su cui appaiono le informazioni.
È dotato di un tasto, posizionato sulla destra del display, che, premuto in sequenza, permette di conoscere varie informazioni.
In entrambi i casi, periodicamente un tecnico autorizzato rileva i dati dei contatori installati nelle abitazioni per procedere al calcolo dei consumi, in genere almeno una volta all’anno.
In alternativa, l’utente può comunicare i dati rilevati tramite l’autolettura avvalendosi di diversi sistemi che variano in base all’azienda fornitrice, SMS, app, sito, numero verde ecc
In mancanza sia del rilevamento diretto sia della comunicazione dell’autolettura, il distributore procede a una stima e a un calcolo che si basa sui consumi dei periodi precedenti e grazie a questi emette la bolletta.
Negli ultimi anni poi si è diffusa la telelettura del contatore.
Si tratta di un sistema automatico di rilevamento che utilizza un particolare tipo di dispositivo capace di trasmettere i dati direttamente al distributore.
I contatori intelligenti si chiamano Smart Meter 2G: permettono il monitoraggio in tempo reale, ogni 15 minuti, con una trasmissione via cavo o tramite frequenza radio.
Questo apparecchio elimina la necessità di lettura tramite operatore e permette al distributore di energia di acquisire i dati necessari da remoto.
Perché fare l’autolettura e a cosa serve
Se si ha un contatore meccanico di vecchio tipo oppure un contatore elettronico, è necessario fare l’autolettura per trasmettere i dati dei propri consumi.
Oltre a ciò, è bene fare l’autolettura anche per tutelarsi da possibili errori e da bollette troppo salate non giustificabili.
Procedere periodicamente alla lettura del proprio contatore dell’elettricità può essere utile per:
- controllare se, in caso di mancato passaggio dell’operatore del distributore, le stime del fornitore differiscono, e di quanto, dal consumo effettivo;
- avere consapevolezza di quanta elettricità si consuma in casa e gestire meglio l’uso degli elettrodomestici, riducendo eventuali sprechi o cambiando le abitudini;
- controllare, in caso di passaggio da un fornitore di energia a un altro, l’effettivo risparmio promesso;
- valutare le offerte di altre aziende;
- capire quali sono i momenti di maggiore consumo e orientarsi tra tariffa monoraria o bioraria;
- verificare importi anomali di bollette e conguagli.
Anche in caso di apparecchi che procedono automaticamente alla telelettura, si consiglia di tanto di tanto di fare un controllo per verificare se vi siano errori di funzionamento o per poter valutare altre offerte più convenienti.
Come fare la lettura del contatore della luce
Si tratta di un’operazione semplice, che richiede pochi minuti e che varia a seconda della tipologia di contatore.
Per il contatore meccanico, basta osservare la stringa contenente le cifre e annotare quelle prima della virgola, in nero, escludendo quelle successive, contrassegnate dal colore rosso.
Per il contatore elettronico, è necessario premere il pulsante accanto al display: appariranno una dopo l’altra varie informazioni, ossia:
- il codice cliente o POD, costituito dalle lettere iniziali IT e da diverse cifre, che identifica la fornitura elettrica e che si ritrova nella bolletta;
- data e ora;
- la potenza erogata nel momento della lettura;
- la fascia erogata in quel momento, che può essere F1 (diurna), F2 (notturna) o F3 (festiva);
- la potenza in kW, che dipende dal contratto stipulato, in genere 3 kW;
- la lettura, prima quella generale, contrassegnata dalla A che è la somma delle parziali, e a seguire le misure specifiche, A1, A2, A3, che si riferiscono alle diverse fasce orarie: sono queste tre le letture che devono essere annotate e trasmesse al fornitore.


































