Agenzia immobiliare, quale provvigione e quali detrazioni

Vuoi per mancanza di tempo, vuoi per scarsa dimestichezza con normative e burocrazia, per compravendita e locazione di case ci si affida quasi sempre all'attività di un'agenzia immobiliare. Ma a quanto ammonta la provvigione? Quando si paga?

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 18/02/2019 Aggiornato il 18/02/2019
soggiorno locazione o compravendita con agenzia immobiliare

Quale provvigione spetta all’agenzia immobiliare in caso di compravendita o di locazione? È quando si deve pagare? Si può scaricare dalla dichiarazione dei redditi? Vediamo i diversi casi.

 Agenzia immobiliare: quando si paga la provvigione

Il momento in cui l’agente matura il diritto alla cosiddetta provvigione, ossia il suo compenso, è quando, grazie alla sua attività, le parti concludono l’affare. L’articolo 1755 del Codice Civile prevede che la provvigione venga pagata non appena l’affare si è concluso grazie all’intermediazione dell’agenzia immobiliare. L’affare si intende concluso quando grazie all’attività svolta dall’agente, si sia costituito tra le due parti, locatore e conduttore oppure venditore e acquirente, un vincolo tale da condurre alla stipula del contratto vero e proprio.

Per questo motivo la provvigione per la mediazione può essere corrisposta non appena le parti sottoscrivono il contratto preliminare di vendita: non è necessario che la vendita dell’immobile venga effettivamente conclusa (con la stipula del contratto di compravendita). L’agenzia non può richiedere il compenso quando non ha effettuato mediazione ma ha solo permesso la visione di un immobile alla parte potenzialmente interessata. 

Il mediatore matura il diritto alla provvigione anche quando l’affare tra le parti non si conclude per colpa di una di queste, perché ad esempio una rinunci a firmare il contratto all’ultimo minuto. La legge stabilisce che la provvigione dell’agenzia immobiliare sia a carico di tutte e due le parti. Ma la regola può sempre essere modificata nel mandato. 

A quanto ammonta la provvigione

In caso di locazione, generalmente l’agenzia immobiliare richiede la provvigione all’inquilino, ad esempio una o due mensilità del canone di locazione, al momento in cui viene stipulato il contratto. In caso di vendita, per il calcolo della provvigione si applica in percentuale sul valore dell’immobile venduto ed è applicata a discrezione dell’agenzia immobiliare, ma solitamente si aggira tra il 2% e il 3% (ma non è detto che si possa spuntare in alcuni casi anche l’1%), aumentata fino anche al 5% nelle grandi città.

Le spese pagate all’agenzia si possono scaricare nel 730?

Le spese sostenute per l’attività di intermediazione immobiliare finalizzata all’acquisto dell’abitazione principale possono difatti essere scaricate e danno diritto a una detrazione Irpef del 19%. All’atto della cessione (anche se assoggettata a Iva), va allegata un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che reca l’ammontare della spesa sostenuta per l’attività di intermediazione, i dati dell’agenzia e le relative modalità di pagamento. Si ha diritto alla detrazione a condizione che l’immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale, da dimostrarsi attraverso le risultanze dei registri anagrafici oppure mediante autocertificazione. In ogni caso, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Anche il promissario acquirente che, all’atto della stipula del contratto preliminare di vendita, abbia pagato il compenso all’agente immobiliare ha diritto a scaricare tali spese nella denuncia dei redditi. È necessario, tuttavia, che il compromesso di vendita sia stato regolarmente registrato. Beneficiario della detrazione è sempre l’acquirente dell’immobile mentre non può beneficiarne il venditore anche se ha corrisposto la relativa provvigione all’intermediario immobiliare. 

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