Affitti: cedolare secca 2018. Scadenze, calcolo e versamento

Alessandra Caparello Pubblicato il Aggiornato il 11/08/2018

Tutto quello che c'è da sapere sul regime della cedolare secca 2018: come si calcola, le scadenze da rispettare e le modalità di versamento.

Chi concede una casa in affitto deve pagare una serie di tasse ma può pagarne di meno se opta per la cedolare secca. Si chiama così quel regime facoltativo che consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione.

Chi sceglie la cedolare secca rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione al conduttore, anche se è previsto nel contratto. Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto) e  può essere esercitata per unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 – uffici o studi privati) locate a uso abitativo e per le relative pertinenze, locate congiuntamente all’abitazione, oppure con contratto separato e successivo. vediamo nei dettagli cosa sapere in merito alla cedolare secca 2018.

Cedolare secca 2018: come si calcola

L’imposta sostitutiva relativa alla cedolare secca si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. Per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988) – Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e i Comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia – e nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe), tale aliquota stata ridotta al 15%, poi ulteriormente al 10% per il quadriennio 2014-2017, prorogata di altri 2 anni (2018 e 2019) dalla legge di bilancio. Dal 2020, a meno di ulteriori proroghe, l’aliquota tornerà al 15% come previsto inizialmente.

Cedolare secca 2018: quando si paga e come

Le regole previste per il calcolo e le scadenze relative all’imposta sostituiva sono le stesse dell’Irpef. Cambia però la misura dell’acconto, che è pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Regola generale è che l’acconto non è dovuto nel primo anno di esercizio dell’opzione per la cedolare secca. L’acconto inoltre è dovuto se l’importo della cedolare supera i 51,65 euro.

In tal caso si paga in due modalità:

  • in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo è inferiore a 257,52 euro
  • in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro: la prima, del 40% (del 95%), entro il 30 giugno e la seconda, del restante 60% (del 95%), entro il 30 novembre.

Poi il saldo si versa entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, o entro il 31 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%.

Come si paga? La cedolare secca si paga utilizzando il modello F24 in cui vanno indicati tali codici:

  • 1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata
  • 1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione
  • 1842: Cedolare secca locazioni – Saldo