Workshop del PoliMi sull’arredo che cresce con i bambini, in collaborazione con Nidi: “Wear and Grow”, seconda edizione

Emotional Durability, sostenibilità e progettazione evolutiva nel workshop con studenti del Politecnico di Milano (giugno 2026). Seconda edizione che rafforza la collaborazione Nidi–Polimi.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 21/07/2026Aggiornato il 21/07/2026
Nidi

Come può un arredo accompagnare la crescita, adattandosi alla funzionalità, alle passioni e alla costruzione dell’identità? A questa domanda hanno risposto gli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano, durante il workshop “Wear & Grow”, svoltosi a giugno in  collaborazione con il brand Nidi, realtà del gruppo Battistella Company specializzata nell’arredo per bambini, ragazzi e giovani adulti.

Si tratta del secondo appuntamento di un percorso di collaborazione già avviato l’anno precedente, che conferma il dialogo tra mondo accademico e industria del settore arredamento, con l’obiettivo di esplorare nuove forme di progettazione capaci di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni e ai cambiamenti del modo di abitare contemporaneo.

Un nuovo modo di pensare l’arredo: crescita, identità e trasformazione

Al centro del workshop vi è una domanda fondamentale: come può un elemento d’arredo accompagnare la crescita di una persona, adattandosi nel tempo alle sue esigenze funzionali, alle sue passioni e alla costruzione della sua identità. A partire da questa riflessione, il laboratorio ha coinvolto gli studenti del Corso di Laurea Triennale in Design del Prodotto Industriale, sotto la guida del professor Mattia Italia e con il contributo dei designer di ToyBee, Bice Dantona e Bernardo Corbellini, oltre al supporto della tutor Francesca Corona. L’attività si è svolta lungo una settimana di lavoro intensivo, durante la quale gli studenti sono stati invitati a sviluppare concept progettuali capaci di interpretare il concetto di crescita non come fase lineare, ma come processo continuo di trasformazione.

Il punto di partenza è stato il tema del “vestire” inteso in senso ampio, non soltanto come abbigliamento, ma come insieme di oggetti, accessori, ricordi e strumenti che accompagnano la quotidianità. In questo scenario, l’arredo diventa un elemento dinamico, in grado di adattarsi ai cambiamenti fisici, emotivi e relazionali che caratterizzano l’infanzia e l’adolescenza, estendendo il proprio ciclo di vita ben oltre l’utilizzo iniziale.

Emotional Durability e sostenibilità come principi progettuali

Uno dei concetti chiave del workshop è stato quello di Emotional Durability, ovvero la capacità di un prodotto di instaurare un legame affettivo duraturo con chi lo utilizza. Questo legame non dipende solo dall’estetica o dalla funzionalità immediata, ma dalla possibilità dell’oggetto di evolvere insieme all’utente, attraverso sistemi riconfigurabili, personalizzabili e flessibili.

In questo approccio, la sostenibilità non è soltanto legata alla riduzione degli sprechi o all’utilizzo di materiali ecocompatibili, ma anche alla capacità di prolungare la vita utile dei prodotti. Un arredo che cresce con il suo utilizzatore riduce la necessità di sostituzione, contribuendo così a un modello di consumo più consapevole e responsabile.

Dieci concept per un arredo che cresce con le persone

Dal workshop sono emerse dieci proposte progettuali, ognuna delle quali interpreta in modo differente il rapporto tra crescita, funzionalità e trasformazione dell’oggetto d’arredo. Tra le soluzioni sviluppate, alcune si concentrano sulla modularità e sulla riconfigurazione degli elementi nel tempo, altre sull’interazione ludica e sulla dimensione emotiva dell’utilizzo quotidiano. In tutti i casi, l’obiettivo comune è stato quello di immaginare prodotti capaci di accompagnare l’utente dai sei anni fino all’adolescenza e oltre.

Le proposte spaziano da sistemi di illuminazione adattivi, come una lampada in grado di modificare altezza e configurazione seguendo la crescita dell’utilizzatore, fino a elementi ibridi tra gioco e arredo che si trasformano nel tempo assumendo nuove funzioni. Alcuni concept reinterpretano oggetti tradizionali come appendiabiti, contenitori o sedute, introducendo meccanismi modulari, elementi scorrevoli o strutture riconfigurabili che ne ampliano le possibilità d’uso. Altri progetti si concentrano invece sull’aspetto educativo e relazionale dell’arredo, favorendo l’autonomia dei più piccoli nella gestione degli spazi personali o trasformando l’oggetto in uno strumento per organizzare passioni, ricordi e attività quotidiane. In questo modo, l’arredo diventa parte attiva della crescita, contribuendo alla costruzione dell’identità individuale.

Nella gallery gli elaborati

  • Papillon: lampada adattabile in altezza che cresce con l’utente attraverso una
struttura flessibile e riconfigurabile.
  • Tris: appendiabiti modulare e personalizzabile.
  • Bollard: stendino in verticale, per organizzare gli abiti smessi e preparare con ordine
nuovi outfit, in modo intuitivo e giocoso.
  • Fishpole, reinterpretazione educativa
del tradizionale servo muto a forma di lisca di pesce, pensata per favorire l’autonomia dei più piccoli
nell’organizzazione dell’abbigliamento quotidiano grazie ad apposite calamite di diverse forme colore
e profumo;
  • Flip, sistema contenitore “capovolgibile” che si modifica da comoda bassa panca a
seduta più alta e infine scaffalatura.
  • Willy, un “carrello” delle passioni,
minimale cubo su ruote, contenitore da spingere con all’interno i giocattoli, per poi essere piano di
appoggio per disegnare e tenere ordinati libri, fogli e pastelli, con pannelli scorrevoli e tasche che
diventano infine punto di appoggio degli oggetti di un adolescente.
  • Ta-Dan!: seduta informale
e riconfigurabile capace di adattarsi alle diverse fasi della crescita e al loro modo di concepire la
comodità, il riposo e il relax.

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