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Come può un arredo accompagnare la crescita, adattandosi alla funzionalità, alle passioni e alla costruzione dell’identità? A questa domanda hanno risposto gli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano, durante il workshop “Wear & Grow”, svoltosi a giugno in collaborazione con il brand Nidi, realtà del gruppo Battistella Company specializzata nell’arredo per bambini, ragazzi e giovani adulti.
Si tratta del secondo appuntamento di un percorso di collaborazione già avviato l’anno precedente, che conferma il dialogo tra mondo accademico e industria del settore arredamento, con l’obiettivo di esplorare nuove forme di progettazione capaci di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni e ai cambiamenti del modo di abitare contemporaneo.
Un nuovo modo di pensare l’arredo: crescita, identità e trasformazione
Al centro del workshop vi è una domanda fondamentale: come può un elemento d’arredo accompagnare la crescita di una persona, adattandosi nel tempo alle sue esigenze funzionali, alle sue passioni e alla costruzione della sua identità. A partire da questa riflessione, il laboratorio ha coinvolto gli studenti del Corso di Laurea Triennale in Design del Prodotto Industriale, sotto la guida del professor Mattia Italia e con il contributo dei designer di ToyBee, Bice Dantona e Bernardo Corbellini, oltre al supporto della tutor Francesca Corona. L’attività si è svolta lungo una settimana di lavoro intensivo, durante la quale gli studenti sono stati invitati a sviluppare concept progettuali capaci di interpretare il concetto di crescita non come fase lineare, ma come processo continuo di trasformazione.
Il punto di partenza è stato il tema del “vestire” inteso in senso ampio, non soltanto come abbigliamento, ma come insieme di oggetti, accessori, ricordi e strumenti che accompagnano la quotidianità. In questo scenario, l’arredo diventa un elemento dinamico, in grado di adattarsi ai cambiamenti fisici, emotivi e relazionali che caratterizzano l’infanzia e l’adolescenza, estendendo il proprio ciclo di vita ben oltre l’utilizzo iniziale.
Emotional Durability e sostenibilità come principi progettuali
Uno dei concetti chiave del workshop è stato quello di Emotional Durability, ovvero la capacità di un prodotto di instaurare un legame affettivo duraturo con chi lo utilizza. Questo legame non dipende solo dall’estetica o dalla funzionalità immediata, ma dalla possibilità dell’oggetto di evolvere insieme all’utente, attraverso sistemi riconfigurabili, personalizzabili e flessibili.
In questo approccio, la sostenibilità non è soltanto legata alla riduzione degli sprechi o all’utilizzo di materiali ecocompatibili, ma anche alla capacità di prolungare la vita utile dei prodotti. Un arredo che cresce con il suo utilizzatore riduce la necessità di sostituzione, contribuendo così a un modello di consumo più consapevole e responsabile.
Dieci concept per un arredo che cresce con le persone
Dal workshop sono emerse dieci proposte progettuali, ognuna delle quali interpreta in modo differente il rapporto tra crescita, funzionalità e trasformazione dell’oggetto d’arredo. Tra le soluzioni sviluppate, alcune si concentrano sulla modularità e sulla riconfigurazione degli elementi nel tempo, altre sull’interazione ludica e sulla dimensione emotiva dell’utilizzo quotidiano. In tutti i casi, l’obiettivo comune è stato quello di immaginare prodotti capaci di accompagnare l’utente dai sei anni fino all’adolescenza e oltre.
Le proposte spaziano da sistemi di illuminazione adattivi, come una lampada in grado di modificare altezza e configurazione seguendo la crescita dell’utilizzatore, fino a elementi ibridi tra gioco e arredo che si trasformano nel tempo assumendo nuove funzioni. Alcuni concept reinterpretano oggetti tradizionali come appendiabiti, contenitori o sedute, introducendo meccanismi modulari, elementi scorrevoli o strutture riconfigurabili che ne ampliano le possibilità d’uso. Altri progetti si concentrano invece sull’aspetto educativo e relazionale dell’arredo, favorendo l’autonomia dei più piccoli nella gestione degli spazi personali o trasformando l’oggetto in uno strumento per organizzare passioni, ricordi e attività quotidiane. In questo modo, l’arredo diventa parte attiva della crescita, contribuendo alla costruzione dell’identità individuale.










































