Una casa… su un albero: architettura organica per connettersi alla natura

Una casa su un albero: l'architettura organica risponde al desiderio di estraniarsi in un posto in cui lavorare, rilassarsi, coltivare le passioni in connessione con la natura. Ecco tre esempi già realizzati
Giovanna Strino
A cura di Giovanna Strino
Pubblicato il 28/12/2020 Aggiornato il 28/12/2020
casa su un albero

Una casa su un albero non è solo il sogno di tanti bambini o un ricordo di letture adolescenziali. È una realtà e risponde a un’esigenza sempre più comune di riconnettersi alla natura. L’azienda Sullalbero progetta case sull’albero per uso privato, terrazze, strutture turistiche e pubbliche e dà vita ad un sogno che – grazie alle più innovative tecnologie costruttive del legno e ad una filiera garantita e controllata – è possibile realizzare in poche settimane. Il risultato è una casa attuale che può essere di ispirazione contemporanea oppure tradizionale, originale nell’involucro esterno, confortevole negli interni e dotata di eccellenti prestazioni energetiche. Ma soprattutto esclusiva, unica perché realizzata per il committente su misura proprio come un prodotto sartoriale.

Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria”. da Il Barone Rampante, Italo Calvino.

L’azienda

Sullalbero, con il suo team di ingegneri, architetti e carpentieri dal 2011 realizza progetti utilizzando come base gli alberi, dal concepimento alla costruzione. Case, terrazze sull’albero e spazi ricreativi vengono costruiti su misura per il committente con la formula del chiavi in mano rispettando altissimi standard qualitativi, utilizzando tecniche e materiali della bioarchitettura e favorendo nelle opere propedeutiche di preparazione all’accoglimento delle strutture il lavoro di imprese locali in grado di garantire assistenza e manutenzione in tempi rapidi. Un’unità produttiva in provincia di Varese, mezzi, macchinari e attrezzature moderne, 11 professionalità diverse tra chi progetta e chi realizza le opere edilizie, 70 abitazioni già terminate in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Calabria, e anche all’estero, in Svizzera e in Spagna. L’idea si basa su una “visione”, una reminiscenza: un ragazzino che insieme al suo migliore amico costruisce con assi rubate al nonno una piccola terrazza sul ciliegio dietro casa dove trascorre i suoi pomeriggi spensierati. Oggi è un imprenditore, si chiama Davide Torreggiani e realizza esclusive strutture in legno sugli alberi. Le strutture che realizza Sullalbero sono di 4 tipologie:

  • Privati: per offrire loro nuovi spazi da vivere in giardino.

  • Strutture ricettive: b&b, agriturismi e ristoranti per creare opportunità “speciali” ed attrattive per la loro attività.

  • Strutture pubbliche: asili, scuole e parchi pubblici, per creare insieme strutture ludiche originali.

  • Terrazze: luoghi ricreativi con l’intera struttura appesa all’alberatura.

 

Una filiera controllata e garantita

Le strutture realizzate da Sullalbero sono costruite in legno lamellare, bilama o KVH (legno massiccio da costruzione). Per progetti particolari vengono utilizzate anche travi strutturali lamellari curvate. Per il rivestimento delle superfici terrazzate vengono preferiti legnami che resistono bene all’ambiente esterno come il Larice, in particolare quello proveniente dai boschi dell’Engadina, in Svizzera, che ha ottime caratteristiche meccaniche. Vengono utilizzate anche altre essenze come castagno, rovere, mogano o acacia (robinia), ma è preferito l’utilizzo del legno di Pino Finlandese ThermoWood sia per la pavimentazione, sia per gli elementi di rivestimento come le pareti ventilate o brise soleil.
Con il ThermoWood la durata e la stabilità del legno nordico vengono fortemente aumentati grazie allo specifico trattamento termico a temperature fino a 220° tramite il solo utilizzo di calore e vapore immesso nei forni di cottura o “camere di cottura”; questa procedura avviene con utilizzo del calore e del vapore acqueo immesso nei forni di cottura. Durante questo processo diverse proprietà fisiche e chimiche del legno cambiano in modo permanente conferendo al legno la colorazione di “noce tostato”. Vengono utilizzati anche pannelli lamellari 3 o 5 strati di conifera, Abete e Larice, di provenienza Europea, sempre con filiera controllata e certificata, e pannelli Multistrati Marini di Pino Francese Batipin ad incollaggio melamminico, privi di formaldeide e certificati RINA.

 

Un team altamente specializzato

Davide Torreggiani per ogni realizzazione di Sullalbero si avvale di un team composto da professionalità specifiche, architetti, geometri, ingegneri di grande esperienza per la parte progettuale, e dottori in agronomia per lo studio delle specie di alberi più adatte e per le modalità di installazione più indicate ad ogni tipo di struttura. Lo studio Tovaglieri, in particolare, conduce indagini di tipo visivo e strumentale non invasivo, al fine di ottenere una valutazione, più completa ed obiettiva possibile, sia della sicurezza meccanica che dello stato fitosanitario dell’albero, affinché venga preservata la salute di ogni specie scelta per i progetti. La filiera produttiva comprende la fase di progettazione, poi il montaggio in officina e, infine, l’installazione sul posto che diventa il vero e proprio cantiere.

 

Architettura organica e bio: anche in Italia si può

Sullalbero non monta ponteggi o gru, ma utilizza una squadra di lavoro formata da tree-climbers specializzati, carpentieri edili e falegnami, che sia in cantiere sia in loco lavorano al progetto riducendo al massimo l’impatto ambientale. L’obiettivo del team di lavoro, che esprime al meglio la filosofia aziendale, è quello di dare meno stress possibile all’albero mantenendo le sue caratteristiche morfologiche naturali e riducendo al massimo l’impatto ambientale dell’intervento. I materiali utilizzati da Sullalbero per l’isolamento termico e certificati secondo i più rigorosi standard internazionali sono puro sughero Corkpan della Tecno Sugheri di Milano, feltrone riciclato da tessuti ad alta densità, lana di pecora Naturtherm WO della Manifattura Maiano, fibra di canapa e fibra di cocco. Il risultato è un involucro ad elevate prestazioni energetiche che garantisce la massima salubrità negli ambienti interni. L’architettura diventa così organica ed esprime forme originali e alternative – anche grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie che consentono di dare al legno forme arrotondate – e persegue l’armonia tra uomo e natura. Si tratta di un’esperienza progettuale diffusa all’estero e poco praticata nel nostro Paese. L’azienda Sullalbero svolge, infatti, un ruolo pioneristico sia in termini di progettazione che di promozione di questa tecnica costruttiva.

L’intervista al titolare, Davide Torreggiani

  • Perché ha iniziato a costruire case sull’albero?
    Sin da piccolo mi hanno affascinato le costruzioni, come capita a molti bimbi. Poi ho avuto in sorte un nonno tuttofare che è andato in guerra e ha vissuto il dopoguerra imparando, per necessità, che le cose si aggiustano e non si buttano; si costruiscono, non si comprano. Da lì è nata la mia passione per le costruzioni con i materiali di recupero, tutto ciò che si trovava nel contesto di una casa di campagna racchiusa tra giardino, prati, campi, alberi, cascine, rogge e natura. Con il mio migliore amico avevamo costruito una piccola piattaforma su un ciliegio in un campo vicino casa dove passavamo del tempo a fantasticare. Da adulto questa ispirazione è maturata: volevo una casa sull’albero in giardino per la mia famiglia. Consultando internet non ho trovato alcuna indicazione in Italia, solo in Europa. Ho capito che era un campo completamente nuovo, da esplorare, con molte potenzialità ancora inespresse, mentre nel lavoro che svolgevo, un’impresa legata al mondo degli articoli sportivi, per vendere 1.000 pezzi in più di un prodotto dovevo inventare ogni volta la promozione giusta, la strategia corretta e sperare che nessuna altra azienda intanto facesse di meglio. Sono sempre stato attratto dalle nuove sfide, aprire nuovi mercati e innovare il core delle aziende con cui lavoravo. Per questo non è stato difficile realizzare un business plan che abbinasse numeri alle idee, progetti. Così ho realizzato il progetto pilota, la mia prima Treehouse-studio che ha richiesto un’analisi dettagliata di tutti gli aspetti che riguardano questo tipo di costruzione, dalla progettazione, alla scelta dei materiali … stava nascendo la Sullalbero con la sua organizzazione aziendale ben strutturata ed organizzata.
  • Quanto è stato rischioso dal punto di vista imprenditoriale questo percorso?
    Non direi rischioso, userei piuttosto la parola difficile. Perché già fare impresa in Italia non è semplice, fare un’azienda di produzione con personale, macchinari, attrezzature e tutto ciò che ne deriva dal punto di vista burocratico e finanziario, lo è ancora di più. Inoltre, è stato dif ficile interloquire con consulenti, amministrazioni pubbliche, banche, che all’inizio non davano autorevolezza a questo progetto ritenendolo solo hobby costoso. Oggi siamo la prima indiscussa azienda Italiana.
  • In sei anni di attività come è cambiato il mercato? A chi si rivolge a Sullalbero?
    I clienti sono persone illuminate che vogliono vivere o far vivere esperienze abitative non comuni e trascorrere il tempo in un luogo speciale, “lontano da terra”, e immerso nella chioma degli alberi. I nostri clienti desiderano distaccarsi dalla realtà entrando in un nido in cui è possibile trascorrere tempo di qualità; vogliono leggere un libro, coccolarsi, lavorare, ricevere amici in una guest house a 5 metri di altezza, dove anche il concetto di tempo assume forme e dimensioni nuove. Il tema ancestrale della casa sull’albero, delle vibrazioni positive che emana la natura attraverso gli alberi sono aspetti che si materializzano in queste strutture progettate e costruite tenendo conto dei desideri dei committenti, delle caratteristiche degli alberi e del paesaggio. Il resto viene da sé: è la capacità del nostro team di pensare una progettazione originale e di realizzarla nel migliore dei modi consapevoli che la chiave del successo non è data dalla fortuna ma dall’impegno. Lavorare sodo, con passione e grande professionalità è da sempre la mia priorità: le cose avvengono come logica conseguenza di ciò che noi mettiamo in atto.

Tre esempi già realizzati

Relais Tenuta il Cigno Treehouse a Villanterio, in provincia di Pavia, Nordic Treehouse sul Lago di Garda, Terrazza Parco Teresio Olivelli a Tremezzo in provincia Como, sono solo alcuni dei numerosi progetti realizzati dall’azienda Sullalbero che esprimono le potenzialità di uno stile edilizio sofisticato e sempre più richiesto sia nell’ambito residenziale che in quello turistico ricettivo.

 

1) Relais Tenuta il Cigno Treehouse (Villanterio, PV)

Il legno di larice siberiano è alla base per questo progetto architettonico dalle forme tradizionali rivisitate in chiave moderna. Legno bruciato a fuoco, rame e larice in colorazione naturale creano un equilibrio materico corretto e dal grande valore architettonico. Le volumetrie, la scala curva, le scandole in copertura e le finiture in rame rendono la tree-house un luogo speciale. La casa sull’albero è coibentata con la lana di pecora sia nelle pareti sia nei solai di pavimento e copertura ed è completa di impianto elettrico, idraulico e di riscaldamento/raffrescamento realizzati per essere gestiti da remoto dalla reception dell’agriturismo. La vasca idromassaggio in legno con interno in resina è una vera specialità ed offre agli ospiti momenti di piacere e relax all’interno della chioma della grande quercia. La particolarità progettuale: la scala. L’idea è stata quella di dare movimento alla scala per integrarla al massimo con il fusto della quercia e permettere alle persone di salire alla casa sull’albero “arrotolandosi” sulla pianta ed entrare nella chioma. Sono stati necessari un rilievo accurato dell’albero, la progettazione parametrica per la realizzazione degli esecutivi, curvatura del legno dei cosciali, della balaustra e del corrimano. Il risultato è un’originale opera di architettura.

relais tenuta il cigno treehouse villanterio

Relais Tenuta Il cigno Treehouse a Villanterio, Pavia

2) Nordic Treehouse – Lago di Garda

“Quando siamo entrati nel parco della proprietà vicino al lago di Garda, abbiamo subito osservato un gruppo insolito di abeti che si distingueva dal resto delle alberature del giardino. Gli abeti sono sempreverdi e per forme e caratteristiche provenienti da paesi nordici ci hanno subito fatto pensare allo stile Scandinavo”, afferma il progettista Umberto Giupponi. Lo stile scandinavo ha guidato gli architetti nelle forme e nei materiali. La Treehouse è dotata di terrazza anteriore e posteriore dalla quale si scende ad una terrazza più piccolina da dove parte la lunga Zip Line. La struttura della casa sull’albero è realizzata in legno bruciato a fuoco abbinato al rosso delle pareti e al bianco dei serramenti cosi da creare una Treehouse molto particolare. La copertura è in sughero bruno Corkpan naturale. Per gli interni, legno naturale invecchiato alle pareti e a soffitto, larice scuro a pavimento, serramenti sono stati realizzati bianchi in esterno e in legno naturale in interno cosi come le pareti. La particolarità progettuale: non ci sono pali a terra! La struttura è sostenuta a mezzo di appendimenti con fascioni asolati e funi in acciaio e con l’utilizzo di TABS, dei perni prigionieri in acciaio appositamente studiati e realizzati che consentono una connessione diretta con i fusti delle alberature e i travi primari permettendo loro di muoversi sotto vento nelle diverse direzioni.

Nordic Treehouse, Lago di Garda

Nordic Treehouse, Lago di Garda

3) Terrazza Parco Teresio Olivelli: Tremezzo – Como

È uno splendido esempio di Architettura Organica che contempla forme curve e sinuose. “In questo progetto di terrazza sull’albero”, afferma l’architetto Umberto Giupponi, “abbiamo piegato il legno, dritto per natura, alle forme del maestoso albero; il legno curvo configura la facciata della terrazza e che la pone in simbiosi con l’alberatura e con il paesaggio circostante”. Il legno bruciato a fuoco della scala di accesso e il parapetto in rete nera sono stati progettati con l’obiettivo di mimetizzarsi tra i tronchi dell’albero, consentendo di portare le persone in quota per vedere il paesaggio meraviglioso del Lago di Como da un punto di vista privilegiato. La scala in legno sale arrampicandosi da dietro l’albero per rimanere nascosta alla vista della terrazza e approda su un piccolo terrazzo che porta alla grande terrazza aggettante nel vuoto. Il pavimento è realizzato in larice spazzolato e fugato assemblato con viteria Inox A2. Non ci sono pali né pilastri, tutta la struttura è appesa all’alberatura a mezzo di fascioni asolati specifici per arboricoltura e funi in acciaio con tenditori, grilli e golfari che rendono possibili le microregolazioni sia in fase di montaggio sia di manutenzione assecondando la crescita della pianta. La particolarità progettuale: Il monumentale calocedro del parco Teresio Olivelli a Tramezzina, sulla riva del Lago di Como, che ha ispirato la committenza per la realizzazione della grande terrazza sull’albero sospesa.

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