Tassi BCE fermi al 2%: cosa cambia per i mutui

La BCE ha deciso di lasciare i tassi fermi nella sua prima riunione dell'anno: gli effetti sui mutui e come risparmiare sulle rate.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 10/02/2026Aggiornato il 10/02/2026
Tassi BCE fermi al 2%: cosa cambia per i mutui

Nella riunione del 5 febbraio 2026, la prima dell’anno, la Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse al 2%.

Si tratta della quinta riunione consecutiva senza modifiche al costo del denaro, una scelta che continua ad avere effetti concreti per chi ha già un mutuo a tasso variabile e per chi sta pensando di accenderne uno nuovo.

Euribor in calo e mutui a tasso variabile più leggeri

Quando la BCE riduce o mantiene bassi i tassi di riferimento, per le banche diventa meno costoso ottenere liquidità. In genere questo si riflette anche sulle condizioni offerte ai clienti, con prestiti e mutui potenzialmente più convenienti. L’obiettivo è sostenere l’economia, favorire gli investimenti e incoraggiare i consumi.

L’impatto più immediato riguarda soprattutto i mutui a tasso variabile, legati in gran parte all’indice Euribor. Quando i tassi restano contenuti o scendono, anche l’Euribor tende a diminuire: per molte famiglie questo significa rate mensili più leggere. Allo stesso tempo, chi deve richiedere oggi un mutuo può trovare condizioni di finanziamento più favorevoli rispetto al passato recente.

In questo scenario, però, i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it evidenziano un fenomeno interessante: nonostante la stabilità dei tassi BCE, il mercato italiano dei mutui mostra un divario sempre più evidente tra tasso fisso e variabile.

Il ritorno del tasso variabile

All’inizio del 2026 la distanza tra le due tipologie di mutuo si è ulteriormente ampliata, rendendo il variabile decisamente più competitivo. Il TAN medio dei mutui variabili è inferiore di quasi 80 punti base rispetto a quello dei mutui a tasso fisso: a gennaio si è attestato intorno al 2,65%, con le offerte migliori che arrivano fino al 2,21%.

Al contrario, il tasso fisso ha registrato un nuovo aumento di circa 10 punti base nell’ultimo mese, raggiungendo una media del 3,43%. Il confronto con un anno fa è significativo: rispetto al 2,83% di gennaio 2025, oggi il fisso costa circa 60 punti base in più. In termini concreti, su un mutuo ventennale da 180 mila euro questo si traduce in una rata mensile più alta di circa 54 euro rispetto a dodici mesi fa.

Surroga del mutuo: un’opportunità per risparmiare

Chi ha già un mutuo e desidera ridurre la rata o migliorare le condizioni può valutare la surroga. Si tratta della possibilità di trasferire il proprio finanziamento da una banca a un’altra che offre condizioni più vantaggiose, senza costi per il cliente.

La surroga o portabilità del mutuo è una procedura che è stata introdotta in Italia con la legge n. 40 del 2007, anche conosciuta come Legge Bersani, consente di spostare il mutuo a costo zero mantenendo l’ipoteca originaria. In pratica si chiude il vecchio finanziamento e se ne apre uno nuovo con un altro istituto, modificando parametri come tasso o durata.

Il vantaggio principale è che l’operazione avviene senza penali né spese per il mutuatario, rendendola una soluzione interessante soprattutto in fasi di mercato in cui si aprono opportunità di risparmio sui tassi.

Come chiedere la surroga del mutuo

Richiedere una surroga è un processo relativamente semplice e gestito in gran parte dalla nuova banca scelta. Il primo passo consiste nel confrontare le offerte disponibili sul mercato per individuare le condizioni più vantaggiose, valutando attentamente tasso, durata e importo della rata.

Una volta individuato l’istituto più conveniente, è possibile presentare la richiesta di surroga fornendo la documentazione principale: documento d’identità, codice fiscale, ultime buste paga o dichiarazione dei redditi, oltre ai dati del mutuo in corso e alla documentazione relativa all’immobile.

Sarà poi la nuova banca ad avviare l’istruttoria e a contattare l’istituto originario per avviare il trasferimento del finanziamento. Se la richiesta viene approvata, si procede con la stipula del nuovo contratto e il passaggio formale del mutuo, senza costi per il cliente. L’intero iter richiede in genere alcune settimane, anche se i tempi possono variare in base alla complessità della pratica.

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