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Dal 15 ottobre 2026 diventano rilevanti le limitazioni all’utilizzo di stufe a legna, pellet e camini previste dalle normative regionali e locali. Le regole variano in base al territorio, alla classificazione ambientale e alle caratteristiche dell’apparecchio. In Lombardia, dalla stessa data si applicano nuovi requisiti per determinati generatori a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW, mentre per quelli di potenza pari o inferiore a 35 kW, le ulteriori disposizioni sono previste dal 15 ottobre 2027.
Stufe e camini, non esiste un divieto valido in tutta Italia
In Italia non è previsto un divieto generalizzato di accensione per tutte le stufe a legna, le stufe a pellet e i camini.
L’utilizzo di questi sistemi di riscaldamento è però regolato da disposizioni regionali e comunali, introdotte per ridurre le emissioni di polveri sottili e altri inquinanti prodotti dalla combustione della biomassa legnosa.
Le limitazioni sono particolarmente importanti nella Pianura Padana, dove le condizioni climatiche e la conformazione del territorio favoriscono l’accumulo degli inquinanti nell’atmosfera.
Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno quindi adottato misure specifiche per contenere le emissioni degli impianti domestici.
Per sapere se è possibile accendere una stufa o un camino, non basta verificare che l’apparecchio funzioni correttamente. Bisogna controllare la sua classe ambientale, la potenza termica, il Comune in cui si trova l’abitazione e le eventuali restrizioni temporanee legate alla qualità dell’aria.
Che cosa significano le stelle di stufe e camini
Uno degli elementi principali per determinare se un generatore a biomassa può essere utilizzato è la sua classificazione ambientale.
Il sistema, introdotto dal decreto ministeriale 186/2017, assegna agli apparecchi una classe da una a cinque stelle in base alle prestazioni emissive e all’efficienza energetica.
In generale, più stelle indicano prestazioni ambientali migliori e minori emissioni di sostanze inquinanti.
Le regole regionali stabiliscono quali classi possono essere utilizzate e quali requisiti devono rispettare gli apparecchi di nuova installazione.
In Lombardia, per esempio, sono previste limitazioni per i generatori a biomassa con classificazione ambientale inferiore a tre stelle, mentre per le nuove installazioni sono richiesti requisiti più elevati.
Anche in Piemonte l’utilizzo e l’installazione degli apparecchi sono soggetti a specifiche condizioni ambientali.
Non esiste, tuttavia, una soglia unica valida in tutte le Regioni.
Le disposizioni possono cambiare in base alla potenza del generatore, alla zona geografica e alle eventuali misure antismog attive.
Per conoscere la classificazione della propria stufa o del proprio camino è necessario consultare la documentazione tecnica del produttore, il libretto dell’apparecchio o la certificazione ambientale.
In caso di dubbi, è possibile rivolgersi a un installatore o a un tecnico qualificato.
Lombardia, quali regole entrano in vigore dal 15 ottobre 2026
In Lombardia, dal 15 ottobre 2026 si applicano nuovi requisiti emissivi e impiantistici per i generatori a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW, secondo le disposizioni regionali approvate nel 2024.
Le soglie relative alle emissioni di particolato e carbonio organico totale variano in funzione dell’altitudine del Comune in cui si trova l’impianto e del combustibile utilizzato in precedenza, quando è prevista la sostituzione di un generatore esistente.
Per questi apparecchi è richiesta una classificazione ambientale di almeno quattro stelle.
Gli obblighi per la manutenzione
La disciplina stabilisce inoltre obblighi specifici per la manutenzione della canna fumaria.
La pulizia deve essere effettuata almeno una volta all’anno oppure ogni quattro tonnellate di biomassa bruciata.
Il manutentore deve rilasciare un rapporto dell’intervento e registrarlo nel Catasto unico regionale degli impianti termici (Curit), secondo le modalità previste.
Per i generatori con potenza termica al focolare inferiore o pari a 35 kW, invece, le condizioni di utilizzo e installazione restano invariate fino al 15 ottobre 2027, quando sono previste ulteriori disposizioni.
È quindi importante distinguere tra le regole che riguardano gli impianti più potenti, interessati dalle novità del 2026, e quelle applicabili alle comuni stufe e ai camini domestici. In ogni caso, restano da rispettare gli eventuali divieti regionali o comunali già in vigore.
Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte: le limitazioni regionali
Anche nelle altre Regioni del bacino padano l’utilizzo di stufe e camini è sottoposto a restrizioni, con differenze legate alle caratteristiche degli apparecchi e alle condizioni della qualità dell’aria.
In Veneto, le limitazioni riguardano i generatori a legna e pellet appartenenti alle classi ambientali meno efficienti.
Le restrizioni possono interessare gli apparecchi con una o due stelle e, in determinate condizioni, quelli con classificazioni superiori, secondo le disposizioni applicabili e i livelli di allerta.
In Emilia-Romagna, il Piano Aria Integrato Regionale prevede misure per ridurre le emissioni degli impianti a biomassa più inquinanti.
Le limitazioni riguardano in particolare i generatori a una e due stelle nelle aree e nelle condizioni stabilite dalla normativa regionale. In presenza di episodi di inquinamento atmosferico, possono inoltre scattare misure temporanee più restrittive.
In Piemonte, le regole interessano sia l’installazione sia l’utilizzo dei generatori a biomassa legnosa. Per gli apparecchi di potenza inferiore a 35 kW sono previsti requisiti minimi di prestazione ambientale, che variano in base alla tipologia di generatore e alle disposizioni regionali.
Prima di accendere una stufa o un camino è quindi opportuno consultare il sito della propria Regione e quello del Comune di residenza. Le misure antismog possono infatti introdurre divieti temporanei anche per impianti che, in condizioni ordinarie, possono essere utilizzati.
Caminetti tradizionali e stufe a pellet: quando si possono accendere
I caminetti aperti a legna sono generalmente più inquinanti rispetto ai generatori di nuova generazione.
Per questo motivo possono essere interessati da restrizioni specifiche, anche quando vengono utilizzati soltanto occasionalmente.
Alcune normative prevedono eccezioni per i caminetti utilizzati a scopo ricreativo, entro determinati limiti di potenza, per esempio fino a 10 kW al focolare.
Queste deroghe, però, non sono valide automaticamente in tutta Italia: bisogna verificare le condizioni previste dalla disciplina regionale e locale.
Anche le stufe a pellet devono rispettare i requisiti ambientali applicabili. Il fatto che utilizzino un combustibile spesso considerato più efficiente della legna tradizionale non garantisce, da solo, la possibilità di accenderle.
Sono determinanti la classe ambientale, le caratteristiche tecniche dell’apparecchio e le eventuali restrizioni in vigore nel territorio.
Multe fino a 5.000 euro per chi non rispetta i divieti
L’utilizzo di una stufa o di un camino in violazione delle disposizioni regionali può comportare sanzioni amministrative. In alcuni casi gli importi possono arrivare fino a 5.000 euro, ma non si tratta di una multa uniforme applicabile automaticamente in tutta Italia.
La sanzione effettiva dipende dalla norma violata e dalla disciplina vigente nel territorio interessato. I controlli possono riguardare la classe ambientale del generatore, il rispetto dei divieti di utilizzo e gli obblighi di manutenzione previsti per l’impianto.
Anche la pulizia della canna fumaria è importante. La presenza di depositi e incrostazioni può compromettere il corretto funzionamento del sistema, aumentare le emissioni e creare rischi per la sicurezza domestica.
Per ridurre il rischio di violazioni è consigliabile conservare la documentazione tecnica dell’apparecchio, affidare la manutenzione a professionisti qualificati e utilizzare soltanto combustibili idonei.
La combustione di materiali non consentiti può infatti produrre sostanze nocive e comportare ulteriori conseguenze.
Come verificare se si può utilizzare la propria stufa
Prima di accendere una stufa a legna, una stufa a pellet o un camino, è opportuno effettuare alcuni controlli.
Il primo riguarda la classe ambientale e la potenza termica dell’apparecchio, informazioni che si possono ricavare dalla documentazione tecnica.
Il secondo consiste nel verificare le disposizioni regionali e comunali, comprese le eventuali misure temporanee adottate per contrastare l’inquinamento atmosferico.
È inoltre necessario controllare che l’impianto sia sottoposto alla manutenzione prevista e che la canna fumaria sia pulita e in condizioni adeguate.
Il 15 ottobre 2026, dunque, non segna l’inizio di un divieto nazionale per tutte le stufe e i camini, ma l’applicazione di specifici requisiti in Lombardia e il ritorno delle restrizioni legate alla stagione del riscaldamento in altre regioni del Nord.
Per sapere se il proprio apparecchio può essere utilizzato, la verifica decisiva resta quella delle norme effettivamente applicabili al Comune e all’impianto.






































