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Inaugurato durante 3daysofdesign, il nuovo spazio Marazzi a Copenhagen interpreta la ceramica come materia progettuale, dalle grandi lastre alle superfici decorative e tridimensionali.
Il nuovo showroom Marazzi di Copenhagen racconta una direzione precisa nella progettazione degli interni: quella di una ceramica sempre più versatile, capace di superare il tradizionale ruolo di rivestimento per entrare nella costruzione dello spazio e dell’arredo.
Lo showroom – inaugurato in occasione di uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama internazionale del design contemporaneo, i 3daysofdesign – ha rafforzato la presenza del brand nei Paesi nordici, consolidando il proprio ruolo in un mercato particolarmente attento all’innovazione, ai materiali e alla qualità del progetto.
Anche la scelta della sede contribuisce a definire il carattere dell’intervento. Il nuovo spazio si trova infatti all’interno di Kuglegården, complesso storico recentemente riqualificato e oggi tra i principali punti di riferimento di Copenhagen per il design, l’architettura e la creatività contemporanea. Un luogo in cui patrimonio storico e ricerca progettuale convivono e che favorisce l’incontro tra professionisti, aziende e istituzioni del settore.
«Copenhagen è oggi uno dei principali punti di riferimento internazionali per il design contemporaneo e la cultura del progetto. Con questa nuova apertura rafforziamo la presenza di Marazzi nei Paesi nordici e mettiamo a disposizione di clienti, partner e professionisti uno spazio dedicato alla scoperta delle nostre collezioni, delle tecnologie e delle possibilità applicative della ceramica», ha commentato Leonardo Tavani, Direttore Generale di Marazzi Group.
Un progetto in cui la ceramica costruisce l’ambiente
All’interno dello showroom, la ceramica non è presentata attraverso una semplice successione di superfici, ma entra direttamente nella composizione degli ambienti. Il percorso si sviluppa attraverso una sequenza di spazi in cui grandi lastre, superfici materiche e soluzioni decorative si confrontano e costruiscono differenti atmosfere. Un approccio che permette di leggere il materiale in rapporto all’architettura: la superficie diventa parte del volume e contribuisce a definirne l’identità, mentre le diverse applicazioni mostrano quanto ampio possa essere oggi il campo d’impiego della ceramica.
La cucina diventa un elemento architettonico
Tra le soluzioni più significative dell’allestimento c’è il volume cucina, concepito come una vera e propria presenza architettonica.

Isola e colonne sono realizzati con grandi lastre (The Top Stone Look Silver Root White), mentre il pavimento è rivestito con gres effetto cemento (della collezione Slow).
Il progetto mette così a confronto due superfici dalla personalità diversa: le venature della lastra effetto pietra dialogano con l’aspetto più rigoroso dell’effetto cemento. L’accostamento crea un equilibrio tra matericità e rigore contemporaneo e mostra come la scelta delle superfici possa diventare parte integrante della definizione dell’ambiente.
Le grandi lastre estendono inoltre il campo di applicazione della ceramica: oltre a pavimenti e pareti, possono essere utilizzate per piani cucina, tavoli e complementi d’arredo. Il materiale passa quindi dalla superficie architettonica all’elemento funzionale, mantenendo una continuità di linguaggio.
La tecnologia accentua la resa delle superfici
In questo rapporto tra materia e progetto assume un ruolo anche la tecnologia Premium 3D Ink, che amplifica realismo e profondità delle superfici e ne valorizza dettagli grafici e texture. Un aspetto che diventa particolarmente significativo quando la ceramica viene utilizzata su grandi dimensioni e acquista una presenza importante all’interno dell’ambiente: la resa grafica e la percezione della texture contribuiscono infatti alla lettura complessiva del materiale.
Terramater: il colore diventa materia
Con Terramater, parte della linea Crogiolo, lo showroom propone invece un’espressione più decorativa della ceramica, nella quale colore, variazione e tridimensionalità diventano protagonisti.
La collezione è realizzata con materie prime italiane e il 60% di materiale riciclato. Il processo produttivo prevede che speciali smalti si fondano con la terra durante la cottura, generando superfici ricche di profondità e caratterizzate da variazioni cromatiche.
La palette di colori intensi si combina con i formati modulari e con le strutture tridimensionali Ritmo e Losanga, che reinterpretano in chiave contemporanea l’estetica della ceramica degli anni Settanta.
Il risultato è una superficie nella quale il rilievo non è un dettaglio aggiunto, ma diventa parte del disegno e del carattere della materia.
Dalla collezione alla soluzione progettuale
È questo, in definitiva, il filo conduttore dello showroom: mostrare le collezioni attraverso le loro possibilità di utilizzo nello spazio.
Clienti, architetti e designer possono approfondire materiali, tecnologie e soluzioni per l’architettura e l’interior design, osservando direttamente come grandi lastre, superfici materiche e proposte decorative possano entrare in ambienti e composizioni differenti.
L’apertura di Copenhagen ha così rafforzato la presenza di Marazzi nei Paesi nordici con uno spazio che mette al centro non soltanto la varietà delle collezioni, ma il rapporto tra materiale, superficie e progetto.











































