Riscaldamento, alcuni Comuni rinviano l’accensione dei caloriferi: ecco dove

Le temperature ancora miti spingono alcune amministrazioni a posticipare l'accensione degli impianti di riscaldamento, come nel milanese. 

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 14/10/2026Aggiornato il 14/10/2026
accensione riscaldamenti

Con l’arrivo della stagione autunnale, si avvicina il momento di accendere i riscaldamenti nelle abitazioni e negli edifici pubblici. 

In Italia, il periodo in cui è consentito accendere i riscaldamenti è stabilito dalla normativa nazionale, che fissa limiti precisi per ridurre i consumi energetici e contenere l’impatto ambientale.

Le date di accensione e spegnimento non sono uguali in tutto il territorio, ma variano in base alla zona climatica di appartenenza del Comune.

Il Paese è suddiviso in sei fasce, dalla A alla F, individuate in base alle caratteristiche climatiche: a ciascuna corrispondono regole specifiche sui periodi e sulle ore giornaliere di funzionamento degli impianti.

Quest’anno, tuttavia, le temperature ancora relativamente elevate stanno spingendo alcuni Comuni, come quelli dell’hinterland milanese, a modificare il calendario previsto per l’avvio degli impianti.

Per conoscere il calendario valido per tutti i Comuni e diverse fasce previste in italia, leggi tutto l’articolo su quando si possono accendere i riscaldamenti in Italia

Riscaldamento, a Corsico e Buccinasco accensione rinviata al 22 ottobre

È il caso di Corsico e Buccinasco, nell’area sud-occidentale della provincia di Milano, dove le amministrazioni hanno deciso di rinviare l’accensione dei caloriferi a giovedì 22 ottobre 2026, anziché partire dal 15 ottobre, come previsto per la zona climatica di riferimento. 

La scelta nasce dalla volontà di adeguare l’utilizzo del riscaldamento alle condizioni meteorologiche effettive, evitando di consumare energia quando non è ancora strettamente necessario.

La data potrebbe cambiare ancora

Il calendario dell’accensione non è necessariamente definitivo. Se le temperature dovessero abbassarsi nei prossimi giorni, le amministrazioni potrebbero valutare un ritorno alla data inizialmente prevista.

Al contrario, se il clima dovesse restare particolarmente mite, non si esclude la possibilità di un ulteriore rinvio, nel rispetto delle disposizioni applicabili.

L’obiettivo è trovare un equilibrio tra il comfort nelle abitazioni e la necessità di utilizzare l’energia in modo efficiente. Accendere il riscaldamento soltanto quando serve può contribuire, infatti, a ridurre sia le emissioni legate ai consumi sia le spese in bolletta. 

Per i residenti interessati è quindi importante verificare le comunicazioni ufficiali del proprio Comune, soprattutto in caso di cambiamenti delle condizioni meteorologiche o di nuove disposizioni locali.

A Milano il riscaldamento parte il 15 ottobre, ma con orari ridotti

Diversa la scelta del Comune di Milano, che ha confermato l’avvio della stagione termica il 15 ottobre 2026, introducendo però un limite più contenuto alle ore giornaliere di funzionamento degli impianti nella prima fase. Secondo dati di ANACI, però, in molti condomini resteranno comunque spenti. 

Dal 15 al 30 ottobre, i riscaldamenti potranno essere accesi per un massimo di otto ore al giorno, nella fascia compresa tra le 5 e le 23.

A partire dal 31 ottobre e fino al 15 aprile 2027, sarà invece possibile utilizzare gli impianti per un massimo di 13 ore giornaliere, secondo il regime ordinario previsto per il periodo.

Sono stati confermati anche i limiti relativi alla temperatura interna degli edifici. Nelle abitazioni il valore massimo è fissato a 19 gradi, mentre negli edifici adibiti ad attività produttive il limite è di 18 gradi.

Per entrambe le categorie è prevista una tolleranza di due gradi.

Quando si accendono i termosifoni nel resto d’Italia

Per le altre date di accensione il calendario, almeno per il momento, rimane invariato.

  • Zona A: comprende le località più calde d’Italia, come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. I riscaldamenti possono essere accesi dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di 6 ore al giorno.

  • Zona B: include diverse località costiere del Sud e delle isole, tra cui Agrigento, Reggio Calabria, Messina, Siracusa e Trapani. Il periodo consentito va dal 1° dicembre al 31 marzo, con un limite di 8 ore giornaliere.

  • Zona C: riguarda città del Centro-Sud dal clima mite, come Napoli, Bari, Cagliari, Salerno, Latina e Lecce. L’accensione è prevista dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno.

  • Zona D: comprende città come Roma, Firenze, Genova, Pescara, Ancona e Foggia. I termosifoni possono funzionare dal 1° novembre al 15 aprile, fino a 12 ore al giorno.

  • Zona E: interessa gran parte del Nord Italia e diverse aree appenniniche, comprese Milano, Torino, Bologna, Venezia, Perugia e L’Aquila. Il periodo di accensione va dal 15 ottobre al 15 aprile, con un limite massimo di 14 ore giornaliere.

  • Zona F: comprende i Comuni montani e alpini più freddi, come Belluno, Cuneo, Trento e Aosta. Non sono previsti limiti nazionali né per le date di accensione e spegnimento né per le ore giornaliere di funzionamento.

Iscriviti alla nostra newsletter

Riceverai una volta alla settimana una mail con i più significativi articoli del nostro sito divisi per categoria. Riempi il form col tuo indirizzo mail e sarai automaticamente iscritto alla newsletter.
Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 0 / 5, basato su 0 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!