Ora legale addio? L’Unione europea potrebbe abolire il cambio ora

Il Parlamento Ue è chiamato a votare una risoluzione da presentare alla Commissione che dovrà decidere se cancellare o meno l'ora legale e il cambio delle lancette due volte l'anno.

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo alle 02:00 tornerà l’ora legale, con le lancette degli orologi che dovranno essere spostate un’ora avanti alle 03:00 segnando così l’arrivo della bella stagione con giornate più lunghe dal punto di vista dell’apporto della luce naturale.

Ma forse questo cambio orario potrebbe essere l’ultimo. Il Parlamento Europeo è chiamato a votare una risoluzione presentata da due eurodeputati con cui chiedere alla Commissione di produrre una proposta di regolamento per l’abolizione del cambio d’orario da aprile a ottobre. In sostanza si chiede di abolire una volta per tutte l’ora legale e mettere così la parola fine al cambio dell’ora, che avviene due volte l’anno.

Nella risoluzione si legge che «numerosi studi scientifici non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento orario. Al contrario, hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale». A fondamento della richiesta al Parlamento europeo, oltre ai problemi sulla salute derivanti dal cambio d’ora, anche la finalità per cui è stata istituita l’ora legale, ossia il risparmio energetico, che nei fatti non è mai stato realizzato appieno.

L’ora legale è stata introdotta invece proprio a questo scopo, perché si riteneva consentisse un risparmio nel consumo di energia, ottimizzando l’utilizzo della luce solare. Spostando le lancette di un’ora si guadagnerebbe un’ora di luce naturale in più la sera, ritardando così il consumo di energia elettrica per l’illuminazione artificiale. In Italia l’ora legale è stata introdotta il 3 giugno del 1916 sull’esempio dell’Inghilterra che aveva pensato al cambio dell’ora per risparmiare sull’energia elettrica e far fronte così alle spese di guerra. Tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della Seconda guerra mondiale e venne poi adottata definitivamente nel 1966, in un periodo di crisi energetica con durata di quattro mesi, poi estesa a sei mesi nel 1980. Nel 2010 l’Unione Europea ha istituito l’ora legale valevole per tutti i Paesi dell’Unione indipendentemente dal fuso orario.

Ma i dati sull’effettivo risparmio energetico sono contrastanti. Da una parte Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale ha indicato che grazie a quell’ora quotidiana di luce in più, l’anno scorso l’Italia ha risparmiato  567 milioni di chilowattora. Numeri che però non sono sufficienti a compensare il maggior dispendio di energia d’estate, come afferma uno studio dell’Università della California, dove il caldo estivo costringe ad un maggiore uso dei condizionatori e quindi dispendio di elettricità.