Vacanze pet-friendly: cosa cercano gli italiani e come cambiano case vacanza e strutture ricettive

La ricerca di Rover.com e Lonely Planet Italia evidenzia come gli animali domestici influenzino sempre più le scelte di viaggio, spingendo strutture ricettive e case vacanza ad adeguare servizi e spazi.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 18/07/2026Aggiornato il 18/07/2026
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Il turismo pet-friendly non è più una nicchia: sta diventando un elemento sempre più rilevante anche per il settore immobiliare e dell’ospitalità. La crescente attenzione degli italiani verso il benessere dei propri animali domestici sta infatti influenzando non solo le scelte di viaggio, ma anche le caratteristiche richieste a case vacanza, strutture ricettive e spazi abitativi.

A fotografare questa evoluzione è la ricerca realizzata da Rover.com in collaborazione con Lonely Planet Italia, che analizza le abitudini di viaggio degli italiani con i propri animali domestici e mette in luce come il pet sia ormai considerato un vero componente della famiglia.

Vacanze e immobili: il peso crescente del fattore pet-friendly

Secondo i dati del report, oltre il 60% degli italiani sceglie esclusivamente destinazioni pet-friendly e per un intervistato su due la presenza dell’animale incide in modo significativo sulla scelta della vacanza. Un dato che ha ricadute dirette anche sul mercato degli affitti turistici e delle seconde case: la disponibilità di spazi adeguati agli animali può diventare un elemento competitivo nella scelta di un alloggio.

Per più del 25% degli italiani, inoltre, il proprio animale rappresenta il compagno di viaggio preferito subito dopo il partner, mentre oltre il 70% dichiara di aver rinunciato almeno una volta a partire a causa delle difficoltà legate alla gestione del pet.

I numeri della ricerca realizzata da Rover.com in collaborazione con Lonely Planet Italia mostrano con chiarezza quanto gli animali domestici influenzino oggi le scelte di viaggio degli italiani. Oltre il 60% degli intervistati dichiara di scegliere esclusivamente destinazioni pet-friendly, mentre un italiano su due afferma di modificare la meta delle proprie vacanze in funzione delle esigenze del proprio animale. Non solo: più del 70% racconta di aver rinunciato almeno una volta a partire proprio per le difficoltà legate alla sua gestione. Viaggiare con un pet comporta inoltre un costo aggiuntivo non trascurabile, con una spesa media superiore ai 250 euro per ogni vacanza, tra servizi dedicati, trasporti e sistemazioni adeguate.

Cosa cercano i viaggiatori con animali

La ricerca evidenzia che chi viaggia con un animale non cerca più semplicemente strutture “pet allowed”, ma servizi e informazioni pensati per rendere il soggiorno realmente funzionale. Tra gli aspetti considerati più importanti:

  • la facilità nel trovare alloggi pet-friendly (54%);
  • informazioni chiare su regole e restrizioni (42%);
  • consigli pratici per gestire il viaggio (40%);
  • contatti utili sul territorio, come veterinari e servizi dedicati (43%).

Per chi opera nel settore immobiliare e dell’accoglienza, questi dati indicano che la semplice ammissione degli animali potrebbe non essere più sufficiente: contano la qualità degli spazi, la presenza di aree esterne, la vicinanza a servizi dedicati e una comunicazione trasparente delle condizioni di soggiorno.

Un impatto anche sulla progettazione degli spazi

Il fenomeno interessa sempre più anche l’arredamento e la progettazione degli interni. Gli animali domestici influenzano infatti la scelta di materiali, rivestimenti e organizzazione degli ambienti. Tra le soluzioni più apprezzate dai proprietari di pet:

  • pavimenti facili da pulire e resistenti ai graffi;
  • tessuti antimacchia per divani e poltrone;
  • spazi dedicati a cucce e accessori;
  • aree esterne sicure e recintate;
  • zone d’ombra e ventilazione adeguata nei mesi estivi.

La crescente domanda di abitazioni “pet-oriented” sta quindi contribuendo a ridefinire alcuni criteri di progettazione sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni.

Viaggiare con il pet: una scelta sempre più emotiva

Il report di Rover e Lonely Planet Italia mette in evidenza anche la componente emotiva del fenomeno. Quando sono costretti a lasciare il proprio animale, il 28% degli italiani prova senso di colpa o ansia, mentre il 43% si dichiara triste pur sapendo di averlo affidato a persone fidate. Non sorprende quindi che il 41% consideri il principale vantaggio del viaggio proprio la possibilità di non separarsi dal proprio pet, mentre il 39% valorizza soprattutto i momenti condivisi.

Viaggiare con un animale comporta però anche costi aggiuntivi: la spesa media extra supera i 250 euro, anche se il 61% degli intervistati afferma di riuscire a trovare un equilibrio tra comfort e servizi.

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