RAEE: come riciclare le lampadine esauste

Non solo scarti alimentari, vetro e plastica, ma anche le apparecchiature elettroniche ed elettriche alla fine del loro ciclo di vita diventano rifiuti, chiamati RAEE, che possono essere trattati e recuperati.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 05/06/2015 Aggiornato il 05/06/2015
RAEE: come riciclare le lampadine esauste

Nelle nostre case ogni giorno vengono prodotte elevate quantità di rifiuti, dagli scarti alimentari ai prodotti per la pulizia e l’igiene personale, fino alle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per proteggere l’ambiente che ci circonda e di conseguenza la nostra salute, è necessario adottare comportamenti responsabili e virtuosi incentrati sul riciclo e riutilizzo.

La prima regola in questo caso è informarsi. Si parla spesso di riciclo di vetro e di plastica e ancora di raccolta dell’umido da utilizzare come fertilizzante o per creare il cosiddetto compost domestico. Molti non sanno però che anche le lampadine a basso consumo esauste possono essere destinate alla raccolta differenziata. Si parla in questi casi del trattamento dei RAEE, sigla che indica i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche che possono derivare da:

  • grandi elettrodomestici (lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, lavatrici)
  • piccoli elettrodomestici (asciugacapelli, aspirapolvere, piastre)
  • apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (telefoni cellulari, calcolatrici, computer)
  • apparecchiature di consumo (radio, televisori, videocamere, fotocamere)
  • apparecchiature di illuminazione (tubi fluorescenti, sorgenti luminose in genere)
  • giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport (videogiochi, consolle)
  • dispositivi medici non impiantati ed infettati (strumento per misurare la pressione)
  • strumenti di monitoraggio e controllo (termostati).

Le aziende che li producono, in base al decreto legislativo n. 49 del 2014, hanno l’obbligo di garantire, tramite il ritiro di tutti i RAEE da centri di raccolta, il trattamento in appositi impianti di questi rifiuti. Trattando i RAEE è possibile infatti recuperare oltre il 95% dei materiali di cui sono composti, come vetro, metalli e anche plastiche, evitando anche la dispersione nell’ambiente di mercurio che si trova in alcune apparecchiature elettroniche ed elettriche.

Cosa può fare il cittadino? Può innanzitutto separare lampadine a basso consumo di energia e altre sorgenti luminose dagli altri rifiuti e portarle presso i più vicini centri di raccolta comunale o presso apposite isole ecologiche.

Per conoscere quello più vicino casa, si può consultare il sito del Centro di Coordinamento RAEE www.cdcraee.it, dove dalla sezione Ricerca, accanto a Menù, vi è la lista dei Centri di Raccolta Comunale, divisi per Area Geografica.

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Il corretto smaltimento delle lampadine a basso consumo è stato oggetto della quarta edizione di “Illumina il riciclo”, la campagna di Ecolamp e Legambiente che si è svolta il 9 e 10 maggio scorso a Milano con l’obiettivo di sensibilizzare e informare i consumatori sulle possibili modalità di conferimento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, tra i quali anche le sorgenti luminose. Tra le iniziative ancora in corso il “ritiro uno contro zero”, che consente di consegnare le lampadine esauste e i piccoli elettrodomestici (con lunghezza inferiore ai 25 cm) presso i punti vendita di maggiori dimensioni senza obbligo d’acquisto di un prodotto equivalente. www.ecolamp.it; www.legambiente.it

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