Qual è la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione? Nasce l’Etichetta Consapevole

Conoscere la differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione può contribuire a ridurre lo spreco alimentare; così nasce l'Etichetta Consapevole, iniziativa di Too Good To Go che promuove l'inserimento dell'ulteriore dicitura "Spesso buono oltre" per incoraggiare i consumatori ad utilizzare i propri sensi prima di gettare un prodotto.
Stefania Lobosco
A cura di Stefania Lobosco
Pubblicato il 24/09/2021 Aggiornato il 24/09/2021
Etichetta Consapevole_mock up (1)

Il 63% degli italiani non conosce la differenza tra data di scadenza e TMC – Termine Minimo di Conservazione – contribuendo così in modo inconsapevole al 10% dello spreco alimentare in Europa dovuto all’errata interpretazione di queste diciture. L’app contro gli sprechi alimentari Too Good To Go ha lanciato in Italia l’iniziativa Etichetta Consapevole per fronteggiare lo spreco alimentare, promuovendo una ulteriore specifica in etichetta che ha l’obiettivo di consapevolizzare i consumatori sul reale significato del “da consumarsi preferibilmente entro“. 

Too Good To Go con l’Etichetta Consapevole promuove l’inserimento della dicitura “Spesso buono oltre”, accompagnata da alcuni pittogrammi esplicativi dedicata ai prodotti con il TMC (ossia con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”) per incoraggiare i consumatori ad utilizzare i propri sensi prima di gettare un prodotto.

Ogni anno in Europa si sprecano circa 9 milioni di tonnellate di cibo, a causa dell’errata interpretazione della dicitura, che equivalgono a più di 22 milioni di tonnellate di CO2e immesse nell’atmosfera; un danno non solo economico, ma in primis ambientale.

In Italia, da una recente indagine di Altroconsumo risulta che solo il 37% dei consumatori è davvero consapevole che:

  • la data di scadenza “da consumarsi entro” attesta che effettivamente consumare il prodotto oltre quella data può essere un rischio per la salute, si trova soprattuto su quei prodotti che sono molto deperibili dal punto di vista microbiologico, come gli alimenti pre-confezionati freschi, che possono includere latte, uova, formaggi freschi, carne, pesce, ma anche insalate confezionate e pasta fresca confezionata (elenco non esaustivo).
  • il termine minimo di conservazione (TMC) “da consumarsi preferibilmente entro” indica che l’alimento potrebbe iniziare da quel periodo di tempo a perdere minimamente alcune delle sue proprietà organolettiche (gusto, profumo, fragranza) ma, se conservato nella maniera corretta, è ancora perfettamente consumabile senza rischi anche oltre la data indicata. Quest’ultimo si trova generalmente su prodotti secchi confezionati, alimenti in scatola, confetture e conserve, conserve sott’olio, prodotti surgelati, bevande confezionate e bevande UHT, salse, spezie ed erbe aromatiche, farine, cereali, caffè, the e infusi (elenco non esaustivo).

Utilizzare i propri sensi, per capire se il prodotto è molto deperito oppure ha odore o colore anomalo, rappresenta una strategia utile per combattere lo spreco alimentare ed evitare che cibo ancora perfettamente ottimo rischi di essere buttato a causa di un’errata interpretazione della dicitura in etichetta” – ha spiegato Laura Rossi, Responsabile Scientifico Osservatorio sugli sprechi alimentari del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

Il consumatore, affidandosi ai propri sensi (vista, gusto e olfatto), può così evitare di gettare cibo ancora perfettamente commestibile. Ad un anno dal lancio dell’iniziativa di sensibilizzazione in Danimarca il 70% dei consumatori ha dichiarato di essere più consapevole sul tema e il 60% di aver sprecato meno cibo dopo essere venuto a conoscenza del problema grazie alla campagna di Too Good To Go. Anche in Italia, l’obiettivo è quello di portare maggiore consapevolezza sul tema, per abbattere in modo concreto ed immediato gli sprechi alimentari che ammontano a circa 27 kg per persona.

Sono già diverse le aziende e le associazioni di consumatori che si uniscono alla chiamata di Too Good To Go; da maggio si possono già trovare sugli scaffali dei negozi biologici di tutta Italia alcuni prodotti a marchio NaturaSì con l’indicazione del termine minimo di conservazione, oltre che referenze di Salumi Pasini e WAMI, che riportano l’Etichetta Consapevole. Altre aziende come Granarolo, Fruttagel, Bel Group, Gruppo VéGé, Raspini Salumi, Nestlé, Danone e Olio Raineri si sono impegnate ad aggiungere l’ulteriore specifica su alcuni loro prodotti e Too Good To Go continuerà ad allargare il proprio raggio d’azione, con lo scopo di aumentare la consapevolezza e l’informazione del consumatore e, di conseguenza, diminuire gli sprechi domestici. Per conoscere chi aderisce all’Etichetta Consapevole e per saperne di più basta consultare il sito www.spessobuonooltre.it.

Il progetto Etichetta Consapevole, che si inserisce tra le azioni che stiamo portando avanti all’interno del Patto contro lo Spreco Alimentare lanciato a gennaio, è uno step importante, sia per il consumatore che per le aziende. La consapevolezza, quando si tratta di sprechi alimentari, a volte è la prima e più determinante arma per generare un impatto concreto”, aggiunge Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go.

Anche la Commissione Europea ha riconosciuto che una migliore comprensione della differenza tra data di scadenza e TMC potrebbe contribuire in modo significativo a ridurre lo spreco alimentare a diversi livelli della filiera, e sta considerando le possibili opzioni per semplificare l’etichettatura, promuovendo una migliore comprensione delle date di scadenza e TMC da parte di tutti gli attori coinvolti. A tal proposito a Dicembre 2020, l’EFSA (European Food Safety Authority) ha pubblicato un primo studio, Guidance on date marking and related food information: part 1 (date marking), che possa facilitare i produttori nello scegliere la dicitura più appropriata tra data di scadenza e TMC. Kostas Koutsoumanis, presidente del gruppo di esperti EFSA sui pericoli biologici, ha dichiarato: “Informazioni chiare e corrette sulla confezione e una miglior comprensione e applicazione dell’indicazione della data appropriata sugli alimenti da parte di tutti i soggetti coinvolti possono contribuire a ridurre gli sprechi alimentari nell’UE, pur continuando a garantire la sicurezza degli alimenti. Il parere scientifico pubblicato oggi rappresenta un passo avanti in tale direzione”.

Fonti / Bibliografia