Progettare il lavoro di domani, ecco i premiati del concorso di design All Around Work

Cinque premi ex-aequo per il concorso di design collegato all’omonima manifestazione dedicata agli spazi di lavoro del futuro
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 25/10/2021 Aggiornato il 25/10/2021
premio concorso di design All Around Work

Il concorso di design All Around Work è stato bandito durante l’ultima edizione dell’omonima manifestazione tenutasi l’anno scorso presso lo spazio milanese Megawatt Court e organizzata da Event Factory, dedicata agli spazi per lavorare. Un appuntamento biennale che ha voluto con questo concorso indagare possibili forme di cambiamento dei metodi e dei luoghi di lavoro – non più relegati solo ai classici uffici –, chiamando a raccolta sotto il patrocinio dell’ADI (Associazione Italiana per il Disegno Industriale) progettisti, designer, architetti e ingegneri, oltre che studenti di università e scuole di design.

La giuria ha decretato i lavori degni di nota, è così possibile individuare alcuni temi comuni della ricerca condotta dai partecipanti al concorso di design, come il nomadismo del lavoro, la flessibilità necessaria delle postazioni, le criticità che la situazione pandemica ha portato con sé. I giurati – il presidente ADI Luciano Galimberti, l’ideatore di All Around Work Marco Predari, l’architetto Alfonso Femia, il blogger Danilo Premoli, l’ingegnere Aldo Bottini di BMS Progetti – hanno deciso di non assegnare premi, ma solo menzioni speciali, sia per la categoria professionisti sia per quella degli studenti. Il montepremi previsto è stato così suddiviso in cinque ex-aequo, di cui uno solo destinato al migliore dei dodici progetti sottoposi al vaglio nella categoria professionisti.  

Categoria professionisti
progetto Ariario di Franco Fiorani

progetto Ariario di Franco Fiorani

Il progetto Arario di Franco Fiorani, menzione nella categoria professionisti, considera il comfort ambientale proponendo una stazione di monitoraggio e di purificazione dell’aria interna. Si tratta di un vero e proprio elettrodomestico, capace di filtrare l’aria ambientale mediante un sistema composto da serra bioclimatica e fotobioreattore. Un volume che richiama immediatamente il mondo naturale, con tuttavia chiari riferimenti alla tecnologia più avanzata.

Sezione Studenti

La giuria del concorso di design ha individuato anche i quattro progetti nella sezione studenti, a cui sono andate altrettante menzioni ex-aequo. Si tratta di lavori eterogenei, che spaziano dagli arredi trasformisti a un manuale per contrastare la depressione da isolamento e da lavoro.

 

progetto Open di Lorenzo Cortese

progetto Open di Lorenzo Cortese

Il progetto Open di Lorenzo Cortese, menzione nella categoria studenti, prevede una serie di elementi d’arredo trasformabili, adatti agli spazi di lavoro così come alle abitazioni. Ogni componente dà vita nell’insieme a piccole architetture capaci di offrire sedute, piani d’appoggio, contenitori, secondo una serie di infinite possibili aggregazioni. Un’idea semplice ed economica che risolve al meglio le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e più in generale nell’abitare.

 

progetto All Around Creativity di Capuzzimati, Bucci, Ciummelli

progetto All Around Creativity di Capuzzimati, Bucci, Ciummelli

Il progetto All Around Creativity di Ilaria Capuzzimati, Monica Bucci e Martina Ciummelli, menzione nella categoria studenti, si traduce in un manuale con tecniche per la rimozione di un eventuale sindrome da “burnout” da lavoro, ovvero quella sensazione di sfinimento, di esaurimento emotivo e mentale, oltre che fisico. Una situazione molto diffusa in tempo di pandemia, che le autrici cercano di contrastare con una grafica originale, dai contenuti ironici.

 

progetto Flix-Box di Monica Marinucci e Luisa Wang

progetto Flix-Box di Monica Marinucci e Luisa Wang

Flix-Box di Monica Marinucci e Luisa Wang, menzione nella categoria studenti, è una postazione di lavoro mobile da sfruttare sia seduti sia in piedi. Perfetta per luoghi di attesa, come aeroporti e stazioni, è studiata per ospitare un computer potatile, ricreando una piccola bolla di privacy, nomade ma funzionale. Una soluzione interessante per la combinazione di tecnologia, di praticità, di facilità di stoccaggio (come un qualsiasi carrello portabagagli).

 

progetto Spot di Aida Afsari

progetto Spot di Aida Afsari

Spot di Aida Afsari, menzione nella categoria studenti, è una cellula-bozzolo portatile per lavorare in tranquillità, matericamente leggera ma tecnologicamente avanzata. Espandibile in altezza, può trasformarsi in riparo parziale o totale della persona, che può lavorare in piedi o seduta, sfruttando la concentrazione dell’isolamento.

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