Parchi da visitare in Sicilia e Sardegna

Nelle isole si trovano i giardini più belli e suggestivi dal punto di vista panoramico e gli spunti più interessanti dal punto di vista paesaggistico. Ma anche piccoli e grandi gioielli botanici da ammirare con reverenza.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/08/2016 Aggiornato il 12/08/2016
Parchi da visitare in Sicilia e Sardegna
orto Botanico dell’Università di Palermo – Palermo

Moltissime specie vegetali si possono ammirare nell’Orto Botanico di Palermo, una tra le più importanti istituzioni accademiche italiane. È considerato un grande museo all’aria aperta per la sua estensione (circa dieci ettari) e per la varietà di specie mediterranee, tropicali e subtropicali ospitate, che si sono ambientate perfettamente grazie al clima della città. Tra le altre strutture, qui si trova anche l’Erbario Mediterraneo, con circa 400.000 exsiccata (piante essiccate a scopo di conservazione e di studio). Il Giardino botanico ospita diverse manifestazioni, tra cui la mostra mercato “La Zagara” in primavera e in autunno e “Una Marina di Libri” in giugno.

  • Da visitare perché: è il modo ideale per scoprire l’immensa varietà del mondo vegetale ed è sempre aperto, in estate dalle 9 di mattina alle 8 di sera.
  • Info: www.ortobotanico.unipa.it

 

Giardino della Kolymbethra – Valle dei Templi – Agrigento

Tra vestigia dell’antichità classica, nella famosissima Valle dei Templi di Agrigento sorge in il Giardino della Kolimbethra, un gioiello archeologico e botanico ora affidato al FAI (Fondo Ambiente Italiano) e recuperato dopo un lungo abbandono. Le specie che crescono in questo “giardino” in senso antico per la compresenza di orti, alberi da frutto e agrumi, sono quelle tipiche della macchia mediterranea, tra cui mirto, lentisco, terebinto euforbia e ginestra. C’è anche un ricco agrumeto ricco di varietà antiche di limoni, mandarini e aranci e ancora giganteschi olivi “saraceni”, gelsi, carrubi, mandorli, melograni e fichi d’India che caratterizzano i punti in cui c’è più scarsità d’acqua.

  • Da visitare perché: le tecniche di irrigazione sono ancora quelle di tradizione araba e si possono visitare gli Acquedotti Feaci e il Tempio di Vulcano; e perché nelle sere del 13 e del 27 agosto si potrà visitare anche in notturna per l’evento “Notte tra gli aranci”.
  • Info: www.visitfai.it/giardinodellakolymbethra
Giardino-della-Kolymbethra_Foto-Vincenzo-Camma

Giardino della Kolymbethra – Valle dei Templi – Agrigento. Foto Vincenzo Camma

 

Il giardino di casa Cuseni – Taormina (ME)

Questo giardino è stato costruito all’inizio del Novecento su un preesistente sito greco-romano grazie a quattro straordinari talenti artistici e Accademici Reali: Robert H. Kitson, Sir Frank Brangwyn, Sir Alfred East e Sir Cecil Hunt. Il risultato è un giardino inglese che si sviluppa su sette livelli con numerose terrazze, utilizzando le prospettive e il paesaggio come elementi decorativi dall’Etna al golfo di Naxos. Il giardino, ricco di piante africane, rose inglesi, vite, glicini e agrumi, ospita il Museo delle Belle Arti della Città di Taormina, visitabile solo su prenotazione.

  • Da visitare perché: il panorama che si gode da qui è unico al mondo.
  • Info: www.casacuseni.it o www.grandigiardini.it
8Casa-Cuseni_Grandi-Giardini-Italiani_b

Il Giardino di Casa Cuseni – Taormina (ME)

 

Olivastri millenari di Luras (SS)

 

In Gallura, vicino a Luras, la località Santo Baltolu di Carana ospita, vicino a un grazioso boschetto, degli olivastri davvero speciali. Si tratta di ulivi selvatici molto antichi e per uno di questi l’università di Sassari ha determinato un’età che ha dell’incredibile: tra i 3000 e i 4000 anni. Età che lo attesta tra gli alberi più antichi d’Italia e d’Europa. L’ulivo di Luras è stato giustamente dichiarato Monumento Naturale e rientra tra i “Venti alberi secolari italiani” da tutelare.

Lui, il venerabile “patriarca della natura”, con la sua altezza di circa 8 metri e una circonferenza di 12 metri, continua imperterrito a prosperare, indifferente anche alle antiche leggende che lo consideravano abitato da spiriti non proprio benevoli, in compagnia del suo vicino “più giovane” la cui età è di circa 2500 anni. Si accede con visite guidate organizzate dalla piccola cooperativa Màs-Que-Nada, presente sul posto a orari variabili secondo la stagione e l’affluenza.

  • Da visitare perché: questi ulivi sono tra gli esseri viventi più antichi del pianeta.
  • Info: pagina Facebook Olivastri-Millenari-Luras-Cooperativa-Màs-Que-Nada Tel. 339/3668478
IMG_2036

Ha tra i 3000 e i 4000 anni l’oleastro a Luras in Gallura, età che lo attesta tra gli alberi più antichi d’Italia e d’Europa. L’ulivo di Luras è stato giustamente dichiarato Monumento Naturale e rientra tra i “Venti alberi secolari italiani” da tutelare.

IMG_2045

Un altro oleastro, sempre in Gallura, relativamente più giovane rispetto al precedente. Potrebbe avere “solo” 1800 anni.

 

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: / 5, basato su voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!