Omaggio a Carlo Mollino, architetto “misterioso” e designer ante litteram

In occasione della presentazione alla Triennale di Milano di alcuni arredi, torna alla ribalta la figura originale di Carlo Mollino.
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 19/12/2021 Aggiornato il 20/12/2021
arredi di casa Albonico®Triennale Milano

In occasione dell’esposizione alla Triennale Milano degli arredi di Carlo Mollino per casa Albonico a Torino, Zanotta ripresenta la sua collezione a firma dell’architetto piemontese, rieditata dopo un accurato studio filologico dei progetti originali. L’azienda ha infatti contribuito alla riscoperta di questa “misteriosa” figura già a partire dagli inizi degli anni Ottanta, quando mette in produzione l’originale sedia alpina Fenis, concepita da Mollino per la sua stanza al Politecnico di Torino.

Fenis (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Fenis (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Fenis, sedia (1959) dalla presenza teatrale, ha linee anatomiche essenziali e nel contempo scultoree, che attingono allo stile vernacolare. Progettata per lo studio di Mollino alla Facoltà di architettura del Politecnico di Torino, viene da lui utilizzata anche per un progetto di corporate identity durante la sua lunga direzione dell’Istituto di composizione architettonica. Di legno massello (acero naturale o verniciato nero), misura L 38 x H 96 x P 58 cm.

Una ricerca che continua poi nel tempo a selezionare altri arredi, per arrivare a una collezione di otto pezzi a catalogo.

Arabesco (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Arabesco (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Arabesco, tavolino (1949), ha la base ottenuta da un foglio di multistrato piegato in curve e contro-curve che contribuiscono a irrigidirlo. L’appoggio a terra è risolto con puntali metallici e con il multistrato stesso, forato per alleggerire visivamente l’insieme e nel contempo strutturalmente le superfici meno sollecitate. I piani di cristallo – temperato extra-chiaro in abbinamento al rovere naturale o fumé grigio per il rovere tinto nero – riprendono forme anatomiche femminili e collaborano alla tenuta costruttiva del mobile, funzionando da tiranti che evitano lo spanciamento della base sotto carico. Misure L 53 x H 45 x P 129 cm.

Ardea (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Ardea (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Ardea, poltrona bergère (1946) per la conversazione, ha uno schienale alto e protettivo contraddistinto da due ali che si ripiegano verso l’interno per l’appoggio della testa. Perfetta per creare una atmosfera intima e appartata, si poggia su esili gambe di legno massello (rovere naturale o tinto nero, noce canaletto naturale) e ha la struttura portante di acciaio con molleggio su nastri elastici e imbottitura di poliuretano schiumato autoestinguente con fibra poliestere termo-legata. Il rivestimento, di tessuto o pelle, è sfoderabile. Misure L 78 x H 115 x P 94 cm.

Carlino (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Carlino (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Carlino, contenitore (1938) retto da una sola gamba a puntale che ne esalta la presenza nel contempo discreta e scultorea, ha un cassetto a scorrimento sagomato secondo un profilo ondulato perfettamente simmetrico. Di legno verniciato bianco o nero, ha il piano d’appoggio di cristallo retro-verniciato nelle stesse tinte e il fondo del cassetto rivestito di cuoio in nuance con l’esterno. Misure L 45 x H 91 x P 28 cm. 

Poco conosciuto ai più per le opere di architettura (quasi tutte situate a Torino o sulle Alpi circostanti) l’architetto – oltre che fotografo, pilota di aerei e automobili, maestro di sci – Carlo Mollino è sicuramente maggiormente riconosciuto per l’attività di designer, iniziata quando questa definizione ancora non era neppure così diffusa. La sua originale ricerca in questo ambito comincia infatti negli anni Quaranta, prima del grande boom del dopoguerra e dell’altrettanto incisiva rivoluzione del design made in Italy. Derivata dalle sue dirette esperienze nel mondo sportivo e della velocità, si focalizza su arredi in pezzi unici o in serie limitate, in cui si fondono modalità di stampo artigianale e sperimentazioni tecnico-materiche.

Sedie e tavoli, poltrone e contenitori ottenuti mediante curvatura a freddo di fogli di legno compensato o lavorazioni tipiche dell’ebanisteria più raffinata ripropongono una estetica votata all’organicità biomorfica del tutto personale.

Cavour (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Cavour (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Cavour, scrittoio (1949) ardito vero e proprio esercizio strutturale, ha un’esile struttura asimmetrica dalle forme slanciate e organiche che si contrappone ai geometrici volumi pieni del vano portaoggetti, della cassettiera, del piano. Due le versioni disponibili: rovere naturale o tinto nero e noce canaletto, con cassettiera e piano estraibile impiallacciati nelle medesime finiture, in abbinamento a cristallo trasparente, extra-chiaro o fumé grigio. A richiesta è disponibile anche un executive kit con rivestimento di cuoio nero del fondo del piano estraibile e del primo cassetto, sottomano di cuoio e portapenne di legno massello dalle forme sinuose simili a quelle del avolino Arabesco. Misure L 90 x H 75 x P 247 cm.

Gilda (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Gilda (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Gilda, poltrona reclinabile in quattro posizioni (1953) dallo stile eclettico, ha la struttura sagomata e scolpita di legno di rovere naturale o tinto nero oppure di noce canaletto naturale, con sedile e schienale imbottiti. Bracciolo e gamba posteriore sono realizzati con un pezzo unico che si collega alla gamba anteriore, dando slancio all’insieme. Gli elementi metallici sono d’ottone nichel satinato nero, mentre l’imbottitura è di poliuretano schiumato autoestinguente con fibra poliestere termo-legata su molleggio a spirali d’acciaio. Il rivestimento, di tessuto o di pelle, è sfoderabile. Misure L 79/93 x H 70/85 x P 113 cm.

Creativo e intellettualmente libero – aveva una seconda casa segreta per tutti a Torino, oggi Museo Casa Mollino, e amava fotografare donne nude in studiati set con protagonisti anche i suoi mobili –, nonostante la provenienza da una famiglia borghese e il padre ingegnere, per gli arredi di casa Albonico esposti in Triennale lavora come sempre “senza industria”, esclusivamente a stretto contatto con sapienti artigiani. Ricevendo per il risultato apprezzamenti anche da colleghi contemporanei ben più famosi, tra cui Gio Ponti e Franco Albini.

Milo (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Milo (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Milo, specchio (1938) che riproduce la silhouette femminile della Venere di Milo, è un oggetto quasi metafisico, che anticipa lo stile di molti arredi a noi contemporanei. Di cristallo, ha un nottolino di acciaio inox per fissarlo a parete. Misure L 43 x H 81 cm.

Reale (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Reale (Carlo Mollino) Zanotta 2020

Reale, tavolo (1948) elegante, si contraddistingue per un sofisticato sistema di struttura portante a cavalletto con puntoni e tiranti, che sostiene un piano di cristallo apparentemente solo appoggiato. Tutti i pezzi si incastrano con precisione, generando forme organiche snelle e asciutte frutto tuttavia di logiche costruttive molto vicine a quelle della produzione seriale. Il piano può essere sia extra-chiaro con bordo bisellato (spessore 15 mm) sia fumé grigio sempre con bordo bisellato (12 mm), mentre la struttura di rovere massello naturale o tinto nero oppure di noce canaletto massello naturale. Quattro le misure disponibili: 90×220 cm, 100×250 cm, 100×280 cm.

Gli arredi di Carlo Mollino per casa Albonico esposti in Triennale

  • console per casa Albonico, Carlo Mollino ©Triennale Milano (foto Gianluca Di Ioia)
  • tavolo per casa Albonico, Carlo Mollino ©Triennale Milano (foto Gianluca Di Ioia)
  • sedia per casa Albonico, Carlo Mollino ©Triennale Milano (foto Gianluca Di Ioia)
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