Nel Campus della luce: i nuovi spazi del Politecnico di Milano

Taglio del nastro, alla presenza del Presidente Mattarella, per il Campus di architettura ideato da Renzo Piano: riqualificazione, verde e nuovo legame tra università e città.
Silvia Scognamiglio
A cura di Silvia Scognamiglio
Pubblicato il 22/06/2021 Aggiornato il 23/06/2021
campus politecnico

Fa parte del Campus Leonardo del Politecnico di Milano, ma è anche e soprattutto un progetto che coinvolge il quartiere e l’intera città, contribuisce a ricucire il tessuto urbano e a costruire nuove relazioni con il territorio in un rapporto di interscambio. Dopo soli tre anni dall’inizio dei lavori, è stato inaugurato questa mattina dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del ministro dell’università Maria Cristina Messa, il nuovo Campus di architettura a Città Studi (nella storica sede tra via Ponzio, via Bonardi e via Ampère).

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il senatore Renzo Piano e il rettore del Politecnico Ferruccio Resta all'inaugurazione
Gli storici edifici Nave e Trifoglio (completamente ristrutturato all’interno) sono ora collegati con la parte nuova che comprende aule, laboratori, spazi per lo studio e un’Aula Magna (che è stata dedicata a Giampiero Pesenti); e in mezzo c’è tanto spazio per il verde, nel grande parterre con gli alberi appena piantati.
La partecipazione dei cittadini al progetto del Campus era iniziata ancora prima dell’apertura del cantiere, quando il Politecnico aveva lanciato un crowdfunding per contribuire alla realizzazione delle opere e la piantumazione degli alberi.
Il Campus risponde a una concezione moderna di università che si è andata affermando negli anni: non più enclave di studio e di ricerca isolata dal mondo e chiusa su stessa come nel passato, bensì luogo di incontro e di scambio con la città, strettamente legata alla sua storia e al suo futuro. Sono tanti gli esempi, in Italia e nel mondo, in cui l’università si è fatta promotrice di interventi di riqualificazione e rigenerazione che si apre su un orizzonte urbano sempre più ampio, dal centro alla periferia.
Sono trascorsi due anni molto difficili per Milano, in cui a causa della pandemia, anche il Politecnico – come le altre università cittadine – era stato costretto a interrompere per lunghi periodi le attività didattiche in presenza per concentrarsi sullo sviluppo del digitale. Oggi l’inaugurazione del Campus di architettura rappresenta – come ha ricordato il sindaco Sala – un forte segnale di ripresa e rinascita, un passaggio incoraggiante che potrà rappresentare un esempio per futuri interventi orientati alla sostenibilità e alla rigenerazione dell’ambiente urbano. Il Politecnico è impegnato anche in altri progetti che si pongono gli stessi obiettivi come quello del Parco dei gasometri alla Bovisa, sede dell’altro Campus universitario. 

campus architettura
Il Campus raccoglie un concetto ampio di didattica, ricerca, cultura: non è soltanto un cento di ricerca e di innovazione, è un luogo privilegiato dove nascono le idee. Così lo ha definito l’architetto e senatore a vita Renzo Piano che aveva regalato al Politecnico – università in cui aveva studiato e si era laureato – il progetto del nuovo Campus di architettura inaugurato oggi.
Eccolo dunque pronto per accogliere gli studenti, questo Campus “fabbrica di idee” che, come spiega Piano nasce come opera corale e collettiva destinata ad ospitare una comunità, “un campus pieno di luce in cui stare insieme e crescere rivolti al futuro perché “rifugiarsi nel passato è sterile”. Il progetto tuttavia non cancella il passato né gli passa sopra Si muove nel rispetto di ciò che l’esistente rappresenta nella storia del Politecnico di Milano: una scuola d’eccellenza che ha oltre cento anni di vita e che oggi è considerata dalle classifiche internazionali di valutazione come la prima università italiana, la 42° nel mondo.
Il Campus si identifica come un accurato e ben riuscito “rammendo” che ha puntato sulla qualità e la bellezza, secondo la definizione del rettore Ferruccio Resta, oltre che sulla velocità del programma di realizzazione; un argine contro il degrado e l’incuria che rischiano di divorare le periferie cittadine. Il progetto aggiunge senza interferire con quanto c’è già e va salvato; l’intento è piuttosto di restaurare e valorizzare tutto ciò che vale la pena e costituisce testimonianza storica. Perché nell’arte e nella conoscenza, così come in architettura – spiega ancora Piano nella sua presentazione – è importante attingere, “poiché noi siamo tutto quello che abbiamo visto, fatto e ascoltato”; però sempre aggiungere del nuovo così da restituire quanto abbiamo appreso dallo studio e dall’esperienza.

A partire dall’idea originale di Renzo Piano, il progetto è stato sviluppato da ODB-Ottavio Di Blasi & Partners. Nel distretto del Campus di architettura gli edifici da poco ultimati offrono nuovi spazi per un totale di 4.200 mq, suddivisi tra aule didattiche, aree studio e laboratori; uno di questi ultimi è LABora, un innovativo centro di modellistica architettonica e stampa in 3D. All’aperto, l’estensione del Campus è di circa 8.000 mq con uno spazio verde che nel tempo si trasformerà in un vero e proprio bosco urbano: collega il patio di architettura con gli edifici Trifoglio e Nave; le coperture degli edifici sono praticabili e permetteranno di ospitare eventi aperti al pubblico.

 

Foto nuovo Campus di architettura del Politecnico di Milano, ideato da Renzo Piano

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