Arte come bene rifugio. Riscoperta, per rendere gli interni più gradevoli

Le opere d'arte vedono crescere il loro valore, e la partecipazione alle aste aumenta: un altro fra gli effetti della pandemia.
Floriana Morrone
A cura di Floriana Morrone
Pubblicato il 15/08/2020 Aggiornato il 15/08/2020
arte bene rifugio

Incrociando i dati legati alle aste e alla vendita di opere d’arte, emerge come durante la pandemia e in questi ultimi mesi sia cresciuta la considerazione di quadri e sculture non solo come beni rifugio ma come elementi in grado di migliorare la qualità degli interni residenziali.

L’aumento del loro valore è certificata dal Deloitte Art&Finance Report 2019, secondo cui si stima una crescita anche del 7,5% sul lungo periodo. Un altro dato viene dalla casa d’aste britannica Sotheby’s, che tra marzo e giugno 2020 ha visto le proprie vendite quasi quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2019 per un valore di oltre 100 milioni di dollari.

“La pandemia ha sensibilizzato il cuore del mondo interno e la sensibilità è capace di far riscoprire interessi culturali in tutti noi”, ha commentato Matteo Mauro, artista e scultore, noto soprattutto per le opere Micromegalic Inscriptions. “La poesia, la musica, l’arte ci hanno sostenuto e confortato durante questo lungo periodo di angoscia ed incertezza. Per entrambi, spettatori e collezionisti, l’interagire con le arti ha garantito che l’attività mentale rompesse le mura del lockdown e continuasse a far sognare aldilà dei limiti imposti”.

In questo periodo sono dunque arrivate numerose richieste agli artisti da parte di compratori, confermando alle opere d’arte un valore superiore rispetto alle aspettative. Prosegue Matteo Mauro: “nei mesi del lockdown ho registrato un vero e proprio record di richieste e di vendite, che sono addirittura triplicate, soprattutto da paesi esteri. In Italia, invece, ancora si fa fatica ad aprirsi completamente a questo tipo di investimenti, soprattutto per l’arte contemporanea. Ovviamente, la crisi che avanza fa prevedere che ci sarà a breve un piccolo calo generale di richieste. Collezionisti appassionati, investitori alla ricerca di un bene sicuro, ma anche persone comuni che, in questo periodo difficile, ritrovatesi in case spoglie e piene di oggetti commerciali, hanno sentito il desiderio di circondarsi di arte autentica“.

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