La plastica per l’arredo (sostenibile) delle case del futuro: riciclata, sostenibile, bio

Più sostenibile e bio, la plastica per l'arredo di domani comincia a fare capolino nelle collezioni di alcune importanti aziende del settore.

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 30/07/2019 Aggiornato il 30/07/2019
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La plastica per l’arredo delle nostre case di domani sarà solamente riciclata, sostenibile, bio. Una trasformazione industriale già in atto, resa necessaria dalla lunga vita dei materiali polimerici tradizionali, derivati dal petrolio, e di conseguenza dal problema del loro complesso e costoso smaltimento. Se infatti in molti settori produttivi – come ad esempio quello degli imballaggi – il processo di sostituzione delle classiche materie plastiche è stato da tempo avviato, nel campo dell’arredamento e del design l’interesse per degni sostituti comincia a fare i primi passi.

Tra gli esempi di plastica per l’arredo votata alla sostenibilità troviamo i primi mobili o complementi realizzati con materiali riciclati al 100%, come il polietilene, ricavati dagli scarti di alcune lavorazioni industriali o da oggetti giunti alla seconda vita. O, ancor meglio, da rifiuti abbandonati nella natura, tra cui quelli plastici che inquinano grandi superfici dei nostri oceani. E che hanno già costretto diverse organizzazioni internazionali ad occuparsi dei processi del loro recupero e della successiva lavorazione.

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La collezione di sedute da esterno Mara (design Lorenza Bozzoli) di Slide è realizzata con polietilene riciclato al 100% in tinta Mahogany Leather, colore novità di quest’anno che ricorda il cuoio intrecciato. Si tratta di un nuovo materiale frutto della ricerca dell’azienda, che sostiene l’economia circolare e la sostenibilità per il territorio in cui opera. E da tempo si distingue per l’utilizzo nei suoi divani, nelle poltrone, nei pouf, di materie prime innovative, gradevoli esteticamente e a ridotto impatto ambientale. Come ad esempio i colori derivati da plastiche riciclate già in collezione: Chocolate Brown, Elephant Grey, Jet Black. www.slidedesign.it

Ovviamente il nodo, nell’ambito della plastica per l’arredo verte, oltre che sulle prestazioni tecnico-funzionali e sulla sostenibilità, anche sulle qualità estetiche dei materiali, imprescindibili quando si pensi ad un oggetto per la casa. Ma le aziende più avanzate si stanno adeguando, spingendo la ricerca sempre più in là. Ecco allora la plastica per l’arredo alternativa originata da carbonio rinnovabile, biodegradabile e compostabile, e addirittura le bioplastiche. Sorprendenti nella loro composizione chimica, queste ultime sono biomasse vegetali, ottenute da mix di scarti dell’agricoltura (diversi da quelli utilizzati normalmente per la produzione di cibo umano o animale), “lavorate” da batteri specifici, che ne affinano le potenzialità per i successivi passaggi industriali. Apparentemente indistinguibili dalla plastica tradizionale, questi materiali del futuro hanno a loro favore la rinnovabilità, la sostenibilità ambientale anche per quanto riguarda i processi produttivi, un costo contenuto: per oggetti belli, biodegradabili e biocompatibili.

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Icone Kartell da oltre cinquant’anni, i Componibili si presentano in una veste “full sustainable” grazie a un materiale naturale sviluppato dall’azienda in collaborazione con Bio-on. Derivata da scarti del settore agricolo, che non entrano in competizione con la produzione di cibo per uomini o animali, questa nuova materia prima è frutto del lavoro di una serie di microrganismi su una biomassa naturale successivamente affinata nella composizione e lavorata (per iniezione e stampaggio), capace di acquisire le medesime qualità della plastica tradizionale. I Componibili (disegnati nel 1967 da Anna Castelli Ferrieri) sono i primi prodotti a catalogo dell’azienda realizzati con questo innovativo processo – declinati in questa speciale edizione nelle tinte verde, rosa, tortora, giallo –, ma rientrano in un più ampio progetto denominato Kartell Bio. www.kartell.it

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Musselblomma (design Inma Bermúdez) di Ikea è la prima collezione del gruppo svedese ad essere realizzata con plastica raccolta dagli oceani. Disponibile in Italia e in Spagna nel 2020, e a seguire negli altri paesi, comprende una borsa, due fodere per cuscini, una tovaglia di poliestere 100% riciclato ottenuto da rifiuti di PET raccolti da pescatori spagnoli che collaborano con l’organizzazione Seaqual, attiva nella pulizia dei mari dai detriti. I resti, puliti, classificati e riciclati meccanicamente, vengono trasformati in filati e tessuti e per ogni chilo altri nove (metallo, plastica, gomma, vetro…) sono ugualmente recuperati dalle acque. Un impegno che Ikea intende proseguire nel tempo grazie all’appartenenza a NextWave, iniziativa di società private, scienziati, ong per la diffusione di questo materiale riciclato per i prodotti di consumo. www.ikea.com

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