La gestione sostenibile delle foreste

Pianificazione, gestione sostenibile e prevenzione del rischio climatico sono i punti cardini della strategia di gestione delle foreste. In più, ci sono le proposte del progetto europeo LIFECO2PES&PEF, tra cui l'analisi della vulnerabilità climatica e un ruolo più attivo da parte delle Regioni.
Simona Preda
A cura di Simona Preda
Pubblicato il 06/04/2022 Aggiornato il 06/04/2022
FSC - filiera legno sostenibile - deforestazione - climate change

Il patrimonio forestale italiano è molto importante e va preservato, poiché è una risorsa essenziale per la nostra salute, per il benessere e la salvaguardia delle comunità locali, oltre che un fondamentale alleato nella lotta al cambiamento climatico.

Sono tantissimi i motivi per cui è importante gestirlo al meglio e incrementarlo, perciò il partenariato del progetto europeo dedicato alla gestione sostenibile delle foreste LIFECO2PES&PEF, ha lanciato alcune proposte in linea con gli obiettivi della Strategia forestale italiana per migliorare e ottimizzare i servizi ecosistemici forniti dalle foreste.

Finanziato dalla Commissione Europea con il Programma LIFE, il progetto LIFECO2PES&PEF ha come coordinatore la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa, a cui si aggiungo come associati il Consorzio Comunalie Parmensi, FederlegnoArredo, Legambiente, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Regione Emilia Romagna, l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e l’Università degli Studi di Milano.

Pianificazione, gestione sostenibile e prevenzione del rischio climatico per le foreste italiane sono i tre assi portanti della nuova strategia nazionale, che conta di portare la superficie forestale  pianificata in Italia con piani di gestione al 30% entro il 2025, definire azioni climaticamente intelligenti per la gestione sostenibile e realizzare un piano del rischio climatico per i boschi d’Italia.

Analizzare la vulnerabilità climatica

A partire dal tema della pianificazione forestale, il progetto LIFECO2PES&PEF propone di usare modelli di simulazione matematica per analizzare la vulnerabilità climatica delle foreste sottoposte ai nuovi piani di gestione forestale, per poter progettare interventi di gestione forestale climaticamente intelligente e sostenibile che prevengano nuove emissioni di carbonio o aumentino la capacità di assorbimento della foresta. Tutto ciò come richiesto dal nuovo decreto ministeriale sulla pianificazione, emanato a valle del Testo Unico sulle Foreste e Filiere Forestali (n° 34 del 2018), ovvero la nuova legge quadro sulle foreste, che propone di integrare nei piani proprio un’analisi della vulnerabilità climatica.

Grazie ai rilievi e ai modelli di simulazione utilizzati nelle tre aree pilota di studio del progetto, rappresentative dell’area alpina e appenninica, ovvero il Demanio Forestale Forlivese, il Consorzio Comunalie Parmensi e la proprietà Regionale di Fusine, sono state individuate le aree più vulnerabili a incendi (boschi semi-abbandonati di Roverella e Carpino Nero dell’Appennino forlivese), schianti da vento (area di Fusine) e difficoltà di assorbimento del carbonio.

Richiesta di un ruolo più attivo per le Regioni

Una delle azioni prioritarie e strumentali della strategia forestale italiana è il coordinamento delle politiche forestali nazionali e regionali. Infatti, nonostante il titolo quinto della Costituzione assegni le politiche forestali alla competenza delle Regioni, vi sono anche interessi e competenze nazionali che vanno a ricadere sulle foreste, come quelli relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Da qui arriva quindi la proposta di policy riguardo alla gestione dei crediti di carbonio forestali, ovvero un possibile accordo tra Stato, Regioni e proprietari forestali per dare valore all’azione climatica del bosco e generare un ritorno economico che supporti la sua gestione sostenibile e pianificata.

Un credito di carbonio è un certificato negoziabile, ovvero un titolo equivalente ad una tonnellata di CO2 non emessa o assorbita grazie ad un progetto di tutela ambientale, realizzato con lo scopo di ridurre o riassorbire le emissioni globali di CO2 e altri gas ad effetto serra. Viene scambiato per compensare l’emissione di una tonnellata di anidride carbonica equivalente, attraverso la realizzazione di un progetto di sviluppo con intervento da parte di un ente terzo.

Secondo i dati ISPRA per il Ministero della Transizione Ecologica, le foreste italiane assorbiranno nel quinquennio 2021-2025 circa 20 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Tuttavia, solo una piccola parte di queste può essere contabilizzata dallo Stato per compensare le emissioni nazionali del settore energetico e industriale iscritte nel Registro dell’Effort Sharing Regulation (sistema europeo di compensazioni del carbonio). Ne consegue che la gran parte degli assorbimenti del settore forestale non verranno considerate per alcuna forma di compensazione.

Il progetto LIFECO2PES&PEF propone che tutte le Regioni italiane competenti in materia di gestione forestale, attraverso la redazione dei Programmi Regionali Forestali (D.Lgs. 34 2018) e titolari della gestione dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (L. 221/2015 art. 70), siano rese protagoniste di un nuovo schema di co-gestione e vendita dei Crediti di Carbonio Forestale generati sul loro territorio.

Si tratta di una proposta che punta a responsabilizzare i territori nella buona gestione delle loro foreste, per prevenire incendi e altri danni climatici, e che potrebbe mobilizzare gli investimenti del settore privato destinandoli alla cura responsabile del patrimonio boschivo, che ricopre oltre un terzo del nostro Paese.

La nuova Strategia Forestale Nazionale ha obiettivi molto ambiziosi“, spiega Omar Degoli, Ufficio Ambiente FederlegnoArredo. “La pianificazione forestale, le modalità per arrivare a forme di pagamento dei servizi ecosistemici e la promozione delle filiere su scala locale sono solo alcune tra le disposizioni contenute nella strategia che intersecano le attività del progetto CO2PES&PEF. Insieme alla qualificazione degli operatori, alla tracciabilità dei prodotti forestali e al Cluster per la promozione nazionale dei distretti industriali del legno, costituiscono a nostro avviso un set di azioni decisive per una piena valorizzazione del nostro patrimonio forestale nazionale.

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