Inquinamento indoor: l’importanza della qualità dell’aria in cucina

L’inquinamento dell’aria in cucina è un tema sentito dagli italiani, come rivela una ricerca promossa da Dyson.
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 06/06/2020 Aggiornato il 06/06/2020
Inquinamento indoor: l’importanza della qualità dell’aria in cucina

Trascorriamo quasi la totalità del nostro tempo al chiuso – in casa, al lavoro, a scuola, in palestra –, dove l’inquinamento indoor è spesso rilevante. Dyson, marchio di elettrodomestici ad alto grado tecnologico, ha commissionato a Toluna una ricerca per indagare la qualità dell’aria nelle case degli italiani, focalizzando l’interesse sulla cucina. Uno strumento utile per evidenziare le abitudini delle persone, oltre che eventuali preoccupazioni e desideri.

Cattivi odori, ma anche batteri e virus, funghi e muffe sono gli inquinanti più diffusi in questo ambiente della casa, in cui si nascondono anche altri invisibili pericoli per la salute. Un esempio è il limonene, che dà ai detersivi il profumo di agrumi: può reagire con l’ozono naturale interno e formare formaldeide, sostanza volatile nociva dalle particelle infinitamente piccole e pertanto difficili da eliminare.

La ricerca evidenzia che le ore passate in cucina sono molte. Più della metà degli intervistati – di età compresa tra 30 e 54 anni, decisori principali o in condivisione nell’acquisto degli elettrodomestici e cuochi in casa almeno tre o quattro volte a settimana – cucina tutti i giorni (con una media di 6,1 giorni su 7) e passa più di due ore al giorno (precisamente 2,2) alla preparazione dei pasti. Tempo che aumenta in media nel fine settimana (3 ore) e cresce esponenzialmente (fino a 8 ore) nelle festività speciali, come Natale o Pasqua.

A Napoli il primato per il maggior tempo passato quotidianamente ai fornelli (2,3 ore), mentre Milano è agli antipodi con sole 1,8 ore al giorno (su una media nazionale di 2,2 ore quotidiane). I romani invece si dedicano maggiormente alla cucina durante le feste (7,9 ore).

La rilevanza della problematica dell’inquinamento indoor viene percepita dal 70% delle persone prese a campione, con maggiore preoccupazione soprattutto nel centro-sud del paese (79% e 75% rispettivamente a Napoli e Roma, contro il 72% a Milano).  

Le misure adottate per migliorare la qualità dell’aria in cucina vertono sull’aerazione del locale, con apertura di porte e finestre (86% degli intervistati), accensione della cappa o dell’aspiratore (74%), accensione di purificatori o altri apparecchi specifici (13%). Soluzione quest’ultima che, per l’efficacia dei risultati, il campione interrogato destinerebbe proprio alla cucina (80%) e a seguire alla zona giorno e alla camera da letto (29% a pari merito).

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