Cambio dall’ora legale all’ora solare, sabato 26 ottobre 2013

L'ora solare torna in vigore nella notte tra sabato 26 ottobre e domenica 27. Ecco le cifre del risparmio energetico favorito dall'introduzione dell'ora legale.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/10/2013 Aggiornato il 23/10/2013
Cambio dall’ora legale all’ora solare, sabato 26 ottobre 2013

Sabato 26 ottobre 2013 andremo a dormire con l’ora legale e ci sveglieremo con quella solare. Infatti, durante la notte tra i due giorni alle ore 3 bisognerà portare le lancette dell’orologio indietro di 60 minuti. Si dorme un’ora in più, mentre le giornate sembreranno accorciarsi. L’ora legale è stata introdotta proprio per sfruttare la luce solare e, quindi, ridurre i consumi energetici, una vera e propria necessità durante la crisi petrolifera degli anni Sessanta-Settanta. Il maggiore risparmio energetico si registra ad aprile e ottobre, rispettivamente con 129 milioni di kWh e di 161 milioni di kWh. Tale traguardo è raggiunto perché questi due mesi hanno giornate più corte in termini di luce naturale. Con l’ora legale, spostando in avanti le lancette si ritarda l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, invece, poiché le giornate sono più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione della luce si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, quindi, si registrano risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità (che ammonta a circa 260 kilowattora). Ma quanto abbiamo risparmiato con l’ora legale? Terna, operatore di reti per la trasmissione dell’energia, a marzo – mese in cui entra in vigore l’ora legale – aveva stimato un risparmio dei consumi pari a quasi 544 milioni di kilowattora e ad oltre 90 milioni di euro. Con l’avvicinarsi del ritorno all’ora solare, l’operatore ha aggiornato le sue previsioni stimando che, in termini di costi, l’Italia ha guadagnato con l’ora legale circa 102 milioni di euro, considerando che per il cliente finale 1 kilowattora è costato, nel periodo in esame, in media circa 16,65 centesimi di euro al netto delle imposte. Un risparmio non da poco, soprattutto se ricalcolato nella lunga durata: dal 2004 al 2012 il risparmio complessivo del Paese è stato di circa 5 miliardi e 600 milioni di kilowattora, pari ad un valore di circa 800 milioni di euro.

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