Cambio ora 2022: nella notte tra il 26 e 27 marzo, ora legale. Lancette avanti di un’ora

Tornano il cambio ora e l'avvento di quella legale, che ha come finalità quella di ottimizzare le ore di luce naturale del giorno, ottenendo risparmi in termini soprattutto economici, obiettivo fondamentale ancora di più nel contesto attuale.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 24/03/2022 Aggiornato il 24/03/2022
Esterni con pergola PERGOLUMEN BT Group

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Con la primavera torna anche l’ora legale: nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, dovremo spostare le lancette degli orologi – formula ormai superata dato che i dispositivi elettronici connessi ad internet lo fanno in automatico – un’ora avanti; dalle 02:00 si passerà alle 03:00. L’ora legale sarà in vigore fino al 30 ottobre, con il ritorno all’ora solare.

Ora legale in Italia

Era il 3 giugno del 1916 quando venne introdotta per la prima volta in Italia l’ora legale seguendo l’Inghilterra al fine di risparmiare sull’energia elettrica e far fronte così alle spese di guerra. Da quella data è stata di volta in volta modificata nel corso del tempo. Così fino al 1980 l’ora legale durava 4 mesi, da fine maggio a fine settembre, dal 1981 al 1995 venne allungata a 6 mesi, dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Dal 1996 ad oggi invece dura 7 mesi, dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre. Nel 2010 l’Italia, recependo la direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo, ha fissato l’inizio dell’ora legale all’ultima domenica di marzo, la fine all’ultima domenica di ottobre.

L’introduzione dell’ora legale ha come finalità quella di ottimizzare le ore di luce naturale del giorno, ottenendo risparmi in termini economici e di inquinamento. Con l’ora legale infatti si ritarda l’uso della luce artificiale quindi l’accensione delle lampadine e della corrente elettrica, beneficiando dell’illuminazione naturale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

pergola bioclimatica Opera di PRATIC con lamelle

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Rincari bollette: le misure del governo

Proprio il rincaro energetico è un argomento caldo considerando che nel primo trimestre di quest’anno è stato deciso un aumento per le famiglie del 55% delle bollette dell’elettricità e del 41,8% del gas.  Con la Legge di Bilancio 2022, il Governo è intervenuto riducendo l’Iva sul gas al 5% per il trimestre suddetto e stanziato le risorse necessarie agli interventi, per alleggerire l’impatto su famiglie e microimprese.

In particolare, per gli aventi diritto sulla base dell’ISEE, sono stati potenziati i bonus sociali per l’elettricità e per il gas compensando gli aumenti tariffari. L’Arera ha così potenziato i bonus che, per il solo primo trimestre 2022, sosterranno le famiglie in difficoltà con circa 600 euro: 200 euro per l’elettricità (famiglia con 3-4 componenti) e 400 euro per il gas (famiglia fino a 4 componenti, con riscaldamento a gas in zona climatica D). Per i clienti domestici che dovessero trovarsi in condizioni di morosità, sono state definite le modalità di rateizzazione delle bollette di elettricità e gas emesse da gennaio ad aprile 2022, per un periodo massimo di 10 mesi e senza interessi. Per il sistema di rateizzazione è previsto un fondo di 1 miliardo di euro.

Ricordiamo che il bonus energia è uno sconto sulla bolletta riconosciuto a quei soggetti che versano in determinare condizioni economiche come attesta l’Isee, e coloro con condizioni di salute particolari che necessitano di apparecchiature ad hoc per la sopravvivenza. Il bonus sociale è diventato automatico per gli aventi diritto. Ciò significa che per ottenere l’agevolazione, non è più infatti necessario presentare la domanda che andava prima depositata presso i Comuni o i Caf abilitati: basta quindi compilare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ai fini dell’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente) per ottenere la riduzione sulle spesa sostenuta per le forniture di energia elettrica, gas e acqua. Se il nucleo familiare rientra nei parametri, l’Inps invia così automaticamente le informazioni al Sistema informativo integrato (Sii), la banca dati che contiene informazioni utili a individuare le forniture elettriche, gas e i gestori idrici competenti per territorio.

Ora legale: oltre 190 milioni di euro di risparmi in 7 mesi

 Nei sette mesi in cui sarà in vigore l’ora legale, secondo le stime di Terna, la società italiana operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, l’Italia risparmierà oltre 190 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 420 milioni di kilowattora che consentirà, inoltre, di apportare un importante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 200 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera. 

Dal 2004 al 2021, secondo l’analisi della società, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,5 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di oltre 1,8 miliardi di euro. Nel periodo primavera-estate, i mesi che segnano il maggior risparmio energetico stimato da Terna sono aprile e ottobre. Nei mesi estivi l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate e fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico.

Fonti / Bibliografia

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