Biopiscina e biolago: il progetto dell’acqua naturale in giardino, costi e manutenzione

Funzionamento, criteri di integrazione nel paesaggio, costi al metro quadro e gestione dell'equilibrio biologico senza cloro

Alma Dainesi
A cura di Alma Dainesi, Monica Mattiacci
Pubblicato il 08/09/2026Aggiornato il 08/09/2026
Biopiscina progettata dallo studio GPT

La biopiscina trasforma il giardino in un piccolo ecosistema balneabile. Richiede però un progetto su misura e qualche attenzione in più rispetto a quanto suggerisce il suo aspetto spontaneo.

˝Un’acqua morbida, priva dell’aggressività del cloro, che non brucia gli occhi, non secca la pelle, non lascia odore dopo il bagno, non toglie l’abbronzatura”: è così che Maurizio Vegini, agronomo paesaggista di Piscine&Natura e Studio GPT, descrive la sensazione di chi si tuffa in una biopiscina. Molti clienti, racconta, parlano di un’acqua “viva”, diversa da quella di una piscina tradizionale; per chi da bambino ha fatto il bagno nei fiumi o nei laghetti, il ricordo riemerge immediato: “è esattamente così che ricordavo l’acqua”.

Le prime biopiscine nascono circa trent’anni fa, ispirandosi ai principi fitodepurativi impiegati per il trattamento delle acque reflue.

Progetti di biopiscine e biolaghi: idee e ispirazioni per il giardino

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Biopiscina

Biolago, piscina naturale e biopiscina: quali sono le differenze?

Biopiscina, biolago, piscina naturale e lago balneabile indicano, in sostanza, lo stesso principio: una vasca per la balneazione senza cloro, in cui l’acqua viene mantenuta pulita grazie a piante acquatiche, microrganismi e a un sistema di ricircolo.

Sempre secondo Vegini, “biolago” richiama di più l’aspetto spontaneo e paesaggistico, “piscina naturale” è il termine più descrittivo e neutro, mentre “biopiscina” è quello più usato in Italia perché sottolinea l’approccio biologico alla depurazione dell’acqua.

Nel recente passato si faceva una distinzione estetica: biolago rimandava a un bacino artificiale capace di riprodurre le caratteristiche di uno specchio d’acqua naturale, mentre la biopiscina aveva dettagli più vicini a quelli delle piscine tradizionali.

Oggi, però, questa differenza serve soprattutto a descrivere l’effetto finale, più naturale o più architettonico, ma non cambia il funzionamento.

Le differenze tra una piscina tradizionale e una biopiscina ecologica

Quella più importante non è tanto l’assenza di cloro, ma il modo in cui si ottiene la qualità dell’acqua. In una piscina classica, l’acqua viene trattata per rimanere il più possibile sterile; in una biopiscina, invece, si lavora su un equilibrio biologico.

La zona di rigenerazione, piantumata e composta da ghiaie, zeoliti e piante acquatiche, ospita batteri e microrganismi che degradano la sostanza organica introdotta dai bagnanti. Le piante assorbono nutrienti come azoto e fosforo, contribuendo a limitare lo sviluppo delle alghe indesiderate, mentre il ricircolo mantiene l’acqua in movimento e ossigenata.

La biopiscina, quindi, non è una piscina tradizionale “senza cloro”, ma un piccolo ecosistema acquatico tecnicamente supportato. In un periodo in cui il tema delle risorse idriche è sempre più centrale, inoltre, va progettata considerando evaporazione, rabbocchi e perdite. Lo specchio d’acqua all’aperto è esposto al sole, al vento e all’evapotraspirazione delle piante; per questo il progetto deve prevedere un corretto dimensionamento dei livelli, bordi ben realizzati, impianti efficienti e una gestione attenta nei periodi più caldi.

Il vantaggio non sta nel tipo di gestione: non richiede svuotamenti stagionali ordinari — riducendo l’impronta idrica globale dell’immobile — e non ha bisogno di ricambi legati all’uso di prodotti chimici, ma va comunque seguita con attenzione.

Biopiscina in un parco privato sulle colline lombarde: un progetto di Studio GPT

Progettata da Studio GPT, questa biopiscina realizzata in un parco privato in Lombardia si inserisce nel paesaggio pedecollinare con forme morbide e materiali naturali.

Biopiscina progettata dallo studio GPT

Biopiscina Progetto Studio GPT https://www.studiogpt.it

La superficie complessiva è di 365 mq, suddivisa tra area balneabile irregolare di 185 mq e zona di rigenerazione di 180 mq, dove avviene il filtraggio biologico dell’acqua. Il telo impermeabilizzante in FPO (poliolefine flessibili, un materiale sintetico alternativo al PVC) verde scuro accentua l’effetto di specchio d’acqua naturale, mentre il granito grigio definisce il bordo, i segnapassi e il muretto a secco che separa la parte balneabile dalla zona di rigenerazione.

Due deck in tavolame di larice completano il progetto: uno si affaccia sulla vasca, l’altro è inserito nell’area vegetale, circondato dall’acqua e raggiungibile solo attraverso passi in pietra. Ha profondità variabile da 140 a 280 cm ed è gestita da tre pompe elettroniche monofase a potenza variabile. 

Come progettare un biolago in giardino: orientamento, dimensioni minime e vincoli

Il primo step nella progettazione non è la scelta della forma, ma la lettura del luogo. Per introdurre l’acqua in giardino bisogna valutare l’estensione dello spazio outdoor, l’orografia, il clima e il budget, perché ogni contesto suggerisce una soluzione diversa.

A questi aspetti si aggiungono esposizione solare, vegetazione esistente, accessi al cantiere, numero di bagnanti previsto e rapporto con la casa. Vera Luciani, di Vera Luciani Biolaghi, consiglia di prevedere almeno 50 mq complessivi per garantire un corretto equilibrio biologico.

Questa superficie può essere considerata una soglia orientativa per pensare a un vero allestimento acquatico in giardino, anche se il dato va sempre verificato caso per caso. Quando lo spazio è troppo ridotto per dimensionare bene la fitodepurazione, può essere più indicata una soluzione alternativa, come una piscina al sale a bassa salinità.

Quanto costa fare una biopiscina al mq? I prezzi orientativi

La spesa va calcolata sulla superficie complessiva, non solo sulla zona in cui si nuota. Oltre alla vasca balneabile, infatti, deve essere realizzata l’area di rigenerazione.

Secondo Maurizio Vegini (Piscine&Natura e Studio GPT), si può considerare una forbice tra 400 e 700 euro al mq. Un biolago di 80 mq può quindi collocarsi, in modo molto indicativo, tra 32.000 e 56.000 euro, con variazioni legate a dimensioni, accessibilità del cantiere, qualità dei materiali, finiture, illuminazione, cascate, rocce e aree relax.

Design e stili della piscina naturale: dal biolago rustico alle linee moderne

Uno dei falsi miti più resistenti è che un biolago debba per forza avere un aspetto rustico, con sponde informali, massi e vegetazione spontanea.

Può essere così, ma può anche avere linee geometriche, una vasca rettangolare, un bordo a sfioro, un deck in legno e un disegno molto contemporaneo.

La forma dipende dal contesto dell’abitazione, dal gusto del committente e dal modo in cui si vuole vivere lo spazio: più immersivo e paesaggistico, con la zona di rigenerazione integrata alla vasca, oppure più ordinato e architettonico, con la parte vegetale separata.

Nuotare circondati da ninfee e piante acquatiche aumenta l’effetto di immersione nella natura, ma può comportare una maggiore presenza di alghe nell’area di balneazione; separare nettamente rigenerazione e vasca riduce molto questo rischio, restituendo però un’immagine più vicina alla piscina tradizionale.

Biolago urbano con area acqua bassa per bambini: l’allestimento di Bergamo

Inserita in un contesto urbano, la vasca ha una superficie complessiva di 125 mq, con area balneabile regolare di 56 mq e zona di rigenerazione irregolare di 69 mq. La parte destinata al nuoto, rettangolare e di circa 1200 x 450 cm, è circondata da forme più naturali, mentre l’impianto integra una pompa computerizzata monofase a potenza variabile, filtro a sabbia e filtro UV sperimentali, tre skimmer di diversa tipologia.

Spazio di accoglienza

progetto dimostrativo realizzato da Studio GPT nella sede di Bergamo di Piscine&Natura Srl

L’intorno è stato riqualificato come spazio di accoglienza, con deck in legno, sdraio, ombrellone, doccia e spogliatoio schermati da una siepe di carpino. Per i bambini è stata prevista anche una piccola area con ghiaia e acqua bassa, sicura e adatta al gioco. È un progetto dimostrativo realizzato da Studio GPT nella sede di Bergamo di Piscine&Natura Srl, per far provare ai visitatori il piacere del bagno in acqua naturale e per testare tecnologie, attrezzature e piante acquatiche. https://www.studiogpt.it

Insetti, zanzare e alghe nella biopiscina: come funziona l’ecosistema naturale

Proprio perché si tratta di un ambiente vivo e biologicamente bilanciato, il biolago può avere al suo interno organismi acquatici, insetti utili e piccoli animali.

L’ecosistema della biopiscina attira spontaneamente specie autoctone come libellule, rane, uccelli e altri predatori naturali: la loro presenza non rappresenta un problema igienico, ma costituisce una vera e propria lotta biologica integrata che contribuisce a controllare la presenza delle zanzare e dei loro depositi larvali.

Le alghe, invece, vanno accettate come una possibile presenza fisiologica, soprattutto nella zona di rigenerazione e nei periodi di picco termico estivo. La piscina tradizionale garantisce acqua cristallina e assenza di alghe perché èPiscina naturale senza cloro: come funziona, quanto costa al mq e quali permessi servono; quella naturale punta su un equilibrio biologico ed ecosistemico diverso.

Per questo è fondamentale chiarire le aspettative fin dalla fase di progettazione: chi desidera un’acqua sempre azzurra, uniforme e completamente “asettica” potrebbe non essere il committente ideale per questo tipo di intervento paesaggistico.

L’intervista all’esperto: acqua trasparente ma non azzurra chimica

Domande e risposte a Maurizio Vegini (Piscine&Natura e Studio GPT)

Qual è l’errore più comune di chi si avvicina a una biopiscina?
Pensare che sia una vasca tradizionale a cui è stato tolto il cloro. In realtà è un ambiente vivo, dove piante, microrganismi e impianti devono essere pensati insieme. Questo significa accettare una certa variabilità stagionale, la presenza
di organismi utili e una manutenzione più simile alla cura di un giardino acquatico che alla sola gestione tecnica.

L’acqua è limpida come quella di una piscina tradizionale?
Un biolago ben progettato e ben gestito può avere acqua limpida e trasparente, ma non bisogna cercare l’effetto azzurro uniforme della piscina con il cloro. Il colore percepito dipende anche dal rivestimento impermeabile, spesso scelto in tonalità scure o verdi per ottenere un’immagine più vicina a quella di un lago di montagna. È un’acqua pulita e balneabile, ma non “finta”: la sua qualità non coincide con la sterilità visiva a cui molte persone sono abituate.

Biopiscina

Chi pulisce l’acqua, se non c’è il cloro?
La pulisce la natura, ma con un supporto tecnico preciso. Nella zona di rigenerazione vivono batteri utili, piante acquatiche e microrganismi che lavorano insieme: i batteri degradano la sostanza organica introdotta dai bagnanti, le piante assorbono azoto e fosforo, i raggi UV del sole svolgono una parziale azione germicida e il ricircolo dell’acqua rende più efficiente l’intero processo. La differenza concettuale rispetto a una vasca tradizionale è netta: il cloro sterilizza, mentre il biolago filtra biologicamente, riproducendo in forma controllata ciò che avviene in un lago o in un fiume.

Quanto incide la manutenzione?
Non si acquistano prodotti chimici come cloro, alghicidi o flocculanti, ma vanno controllati impianto, skimmer, ricircolo, fondo, pareti e vegetazione. La cura corretta è fatta di continuità: togliere foglie e residui, intervenire sulle alghe quando compaiono, potare e gestire le piante, mantenere efficiente il sistema di movimento dell’acqua sono azioni da eseguire in modo regolare. L’obiettivo non è eliminare ogni forma di vita, ma impedire che il sistema perda il proprio equilibrio.

Biopiscina ecologica senza cemento: il progetto integrato nel paesaggio

Progettata e realizzata da Suingiardino, la biopiscina è pensata per inserirsi nel paesaggio con un impiego minimo di tecnologia e senza l’ausilio di opere strutturali in cemento.

L’acqua, contenuta da un telo in Pvc, ha profondità variabili da 20 a 250 cm. La zona balneabile è delimitata da una vasca in legno coordinata al deck perimetrale: una scelta che dà all’acqua una tonalità scura e riflettente.

Le piante intorno si specchiano così sulla superficie, amplificando la percezione dello spazio e creando un effetto naturale di “cielo infinito”. Costo indicativo: circa 30.000 euro, variabile in base a finiture ed elementi ornamentali scelti. suingiardino.com

Biopiscina progettata da Suingiardino

 

Come si fa la manutenzione di una biopiscina durante l’anno? Servono cure costanti

Un biolago non richiede cloro, antialghe o flocculanti, ma ha comunque bisogno di manutenzione. Questa riguarda il controllo dell’acqua, il buon funzionamento dell’impianto, la pulizia del fondo e delle pareti, la rimozione di foglie e sostanza organica, la gestione delle piante e il contenimento delle alghe filamentose quando compaiono.

Biopiscina-progettata-da-Suingiardino

Il tempo richiesto non è necessariamente molto superiore a quello di una piscina tradizionale, ma deve essere continuo: piccoli interventi regolari funzionano meglio di grandi pulizie concentrate e distanziate nel lungo periodo.

La biopiscina, inoltre, non va svuotata né coperta durante l’inverno: resta parte del giardino anche fuori dalla stagione balneabile, con colori, vegetazione, riflessi e cambiamenti stagionali.

Biolago balneabile in pietra naturale nelle Marche: il progetto firmato Luciani Biolaghi

Realizzato da Vera Luciani per Luciani Biolaghi, questo biolago balneabile nelle Marche nasce dal desiderio dei proprietari di avere uno spazio per il nuoto e il relax con un impatto ambientale e paesaggistico contenuto.

La superficie complessiva è di 130 mq, con area balneabile di 100 mq, profonda da 90 a 150 cm, e zona di fitodepurazione di 30 mq, profonda 50 cm. Costruito senza uso di cemento e depurato dall’azione combinata delle piante acquatiche e di un impianto a circuito chiuso, il bacino ha forme libere ispirate alle linee delle colline.

La pietra posata a opus incertum (senza uno schema fisso) definisce il perimetro e ritorna nei gradini, nel ruscello, nella cascata, nella scala di accesso e nei camminamenti, creando continuità. https://www.lucianibiolaghi.it

Biolago-realizzato-da-Vera-Luciani-

L’esperto risponde: autorizzazioni, permessi e fitodepurazione

Intervista a Vera Luciani, di Vera Luciani Biolaghi

Da dove si parte quando si progetta una biopiscina?
Prima ancora della forma, conta il luogo. Si parte dall’analisi di esposizione solare, morfologia del terreno, vegetazione esistente, inserimento paesaggistico e numero di bagnanti. A questi elementi vanno aggiunti la località, la tipologia di suolo, la facilità di accesso al cantiere, i materiali previsti per le finiture e gli eventuali accessori, come cascate, illuminazione, ingressi particolari e area relax. Ogni biolago viene studiato su misura e può avere un aspetto molto naturale, simile a un laghetto, oppure linee più pulite e contemporanee, vicine all’estetica di una piscina tradizionale.

Rispetto a una piscina tradizionale, che cosa cambia nella costruzione?
Il biolago viene generalmente realizzato senza cemento armato, privilegiando soluzioni più naturali e integrate nel paesaggio. La vasca è modellata seguendo l’andamento del terreno, con pareti inclinate in base alla profondità; dopo lo scavo e la compattazione si installa l’impianto tecnico e si procede con l’impermeabilizzazione tramite teli specifici saldati a caldo in opera. Seguono le finiture, il riempimento con substrati idonei, la messa a dimora delle piante acquatiche e l’avvio dell’impianto.

Quale ruolo ha la fitodepurazione?
È il cuore del sistema. La depurazione avviene grazie all’azione combinata delle piante acquatiche e di un impianto tecnico che movimenta e filtra l’acqua in un circuito chiuso, con pompe, filtri e, quando previste, cascatelle. Le piante non servono solo a decorare: assorbono nutrienti, ombreggiano l’acqua, contribuiscono all’ossigenazione del substrato e offrono un ambiente favorevole ai microrganismi responsabili della depurazione. Con il tempo, il biolago evolve in un piccolo ecosistema, con fioriture stagionali e presenza di impollinatori, anfibi e piccoli uccelli.

Che cosa verificare prima di iniziare?
Oltre agli aspetti tecnici, serve una verifica urbanistica e paesaggistica. In Italia il tema può variare molto in base al Comune e al contesto, soprattutto in presenza di vincoli ambientali o paesaggistici. Il fatto che il biolago abbia un impatto più naturale non elimina la necessità di autorizzazioni: ci sono comunque scavi, impermeabilizzazioni e impianti tecnici da valutare prima del cantiere.

La manutenzione è complicata?
Il biolago dispone comunque di un impianto tecnico, quindi richiede controlli periodici su circolazione e filtrazione. Fondo e pareti possono essere puliti anche con robot simili a quelli usati nelle piscine classiche, ma in più va gestito il comparto vegetale: potature stagionali, pulizia, eventuale diradamento o integrazione delle specie acquatiche. Non è una manutenzione difficile, ma riguarda un sistema vivo.

Biolago a Montalcino in Val d’Orcia: l’estetica della piscina con filtraggio naturale

A Montalcino (SI), Vera Luciani per Luciani Biolaghi firma progetto e realizzazione di un biolago inserito nel paesaggio della Val d’Orcia, nella Tenuta Col d’Orcia.

La superficie totale è di 130 mq, con area balneabile di 100 mq, profonda da 150 a 180 cm, e zona di fitodepurazione di circa 30 mq, con profondità di 50-60 cm. Il disegno richiama più da vicino l’immagine di una piscina tradizionale, ma il funzionamento resta quello di un biolago, con depurazione naturale e attenzione all’inserimento nel contesto. L’impermeabilizzazione è in Pvc armato goffratoda 2 mm, mentre il travertino toscano definisce pavimentazioni, camminamento e area relax; completano l’intervento faretti subacquei a led e doccia solare. https://www.lucianibiolaghi.it

Biolago-realizzato-da-Vera-Luciani

Trasformare una piscina tradizionale in biopiscina: è possibile?

La trasformazione è possibile, ma non consiste in un semplice cambio di impianto. Occorre prevedere un’area di rigenerazione, che può essere ricavata all’interno dell’invaso esistente, riducendo la superficie balneabile, oppure realizzata all’esterno, affiancandola alla vasca.

Una sezione della piscina può quindi essere dedicata alla rigenerazione, oppure la vasca può essere ampliata su uno dei lati per accogliere la parte biologica.

Il momento più adatto per valutare la trasformazione è spesso una ristrutturazione già prevista, perché l’intervento richiede opere edili, nuova impermeabilizzazione, modifiche impiantistiche e una diversa distribuzione tra zona di nuoto e zona biologica.

Le regole di utilizzo per mantenere pulita l’acqua della biopiscina

Un biolago non è fragile, ma è un ambiente vivo: qualche attenzione aiuta a mantenere l’acqua in equilibrio e a ridurre il carico organico che il sistema deve smaltire.

  • Prima di entrare, è bene fare una doccia con sola acqua, senza shampoo o detergenti, ed evitare creme o prodotti che possano disperdersi nella vasca.
  • Meglio non fare il bagno con ferite aperte e, soprattutto con i bambini, è utile passare prima dalla toilette.
  • In acqua non vanno gettati sassi, terra o altri corpi estranei, perché aumentano lo sporco e possono alterare l’equilibrio generale.
  • Anche gli animali domestici dovrebbero restare fuori dalla vasca: cani, tartarughe, anatre e pesci non vanno introdotti, salvo casi molto specifici di lotta biologica valutati da un tecnico.
  • La zona di rigenerazione, infine, non è una seconda area di gioco o di nuoto: è il filtro naturale dell’acqua e va rispettata come tale. Si nuota quindi solo nella parte balneabile, lasciando piante, ghiaie e microrganismi lavorare indisturbati.

Biopiscine, una scelta naturale: il libro guida alla progettazione

L’e-book raccoglie indicazioni tecniche, progettuali e gestionali sulle piscine naturali. Il volume affronta il tema con un taglio pratico: spiega che cos’è una biopiscina, come funziona il ricircolo dell’acqua, quali materiali si utilizzano, quali impianti servono, come si progetta la zona di rigenerazione, come si gestisce la manutenzione stagionale e come si può trasformare una piscina tradizionale in piscina naturale.

Biopiscine una scelta naturale
di Maurizio Vegini
e Claudio Vegini
2025 - pp. 228
€ 14,50

Biopiscine una scelta naturale di Maurizio Vegini e Claudio Vegini 2025 – pp. 228 € 14,50

 

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