Architettura Arco Alpino: in mostra il meglio dell’architettura d’alta quota italiana

246 i progetti realizzati, 22 i finalisti in rassegna individuati da una giuria d’eccezione e 4 i vincitori che saranno svelati il 17 marzo nel corso dell’inaugurazione della mostra diffusa su tutto l’arco alpino, voluta dall’associazione Architetti Arco Alpino.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 16/03/2017 Aggiornato il 17/08/2018
Architettura Arco Alpino: in mostra il meglio dell’architettura d’alta quota italiana

Una rassegna diffusa che raccoglie il meglio dell’architettura d’alta quota italiana. È questo l’obiettivo di Architettura Arco Alpino, una mostra in cui sono esposte le migliori architetture alpine italiane, ad opera dell’associazione Architetti Arco Alpino che riunisce sotto le proprie insegne, “AAA”, ben nove ordini di Architetti con 14mila iscritti. La rassegna-premio chiama a raccolta gli architetti dell’arco alpino italiano e individua le migliori soluzioni progettuali che valorizzano la buona architettura in quota in cui cornice è la montagna, banco di prova duro e imparziale e progettare in alta quota significa proprio sfidare la montagna, ma con rispetto, assecondarla, ma con personalità e amarla, senza compromessi

246 i progetti architettonici che hanno partecipato alla rassegna Architetti Arco Alpino e 22 le opere finaliste scelte da una giuria di esperti, composta da Bernardo Bader (Austria), Sebastiano Brandolini (Italia) e Quintus Miller (Svizzera), tra cui verranno  selezionati quattro vincitori che rappresentano il meglio delle progettazioni alpine italiane. I progetti vincitori saranno svelati il 17 marzo nel corso dell’inaugurazione della mostra diffusa su tutto l’arco alpino, mostra che si aprirà in contemporanea in nove sedi diverse sulle Alpi: ad Aosta presso la Sala espositiva Hôtel des États, Belluno presso la sede Ordine Architetti, Bolzano al Museion, Cuneo al Rifugio Paraloup (Rittana), a Sondrio a Castel Masegra, Torino presso Casa Olimpia a Sestriere, a Trento allo Chalet Fiat di Madonna di Campiglio, ad Udine a Palazzo Morpurgo e infine a Verbania presso il Palazzo S. Francesco di Domodossola.

Nella gallery alcuni progetti della rassegna Architettura Arco Alpino

  • Campofei, una delle più importanti borgate del comune di Castelmagno in alta Valle Grana. Nel 2009 viene comprata da un gruppo di imprenditori che con la società agricola Chandarfei dà l’avvio alla rivitalizzazione economica del borgo, permettendo la realizzazione di un progetto completo e omogeneo che si integrasse nel paesaggio, rispettando le tipologie architettoniche del luogo. Architetti Valeria Cottino,
Dario Castellino,
Prof. Daniele Regis
  • WOOD AND THE DOG di StudioErrante Architetture: il  capanno, con le sue dimensioni irrisorie include in sé una serie di funzioni che si esplicitano in altrettante soluzioni formali, da legnaia per lo stoccaggio della legna da ardere per il sistema di riscaldamento dell’ abitazione
a zona di lavoro e servizio all’area esterna della casa a zona di riparo e di interazione tra interno ed esterno del cortile.
  • La miniera di Brusson si trova in una struttura in acciaio che si affaccia sulla valle di Ayas. Il progetto di valorizzazione dell’intero sito minerario, sia nella sua parte museale, che nell’allestimento della mostra permanente dedicata all’opera di Joseph Herbet, fotografo e capitano di miniera, è improntata alla massima semplicità e rigore formale. Architetto Corrado Binel
EM2 Architekten
  • Il Centro culturale Lou Pourtoun completamente in pietra e dall’immagine fortemente massiva deve il suo nome alla tipologia insediativa, caratteristica della borgata Sant’Antonio, che è alla base del progetto: una sorta di strada coperta – il pourtoun –, disposta ortogonalmente al pendio, su cui si affacciano a monte e a valle le cellule edilizie dando vita a una specie di piccolo villaggio ospitato sotto un unico tetto. Architetti Massimo Crotti,
Antonio De Rossi,
Marie-Pierre Forsans,
Studio Associato GSP
  • L'asilo nido Valdaora  si integra nell’ambiente circostante con la massima naturalezza e disinvoltura, senza alcuna subordinazione, recuperando e prendendo a modello le qualità spaziali del piccolo paese di Valdaora di Sotto. Feld72 Architekten
  • Il rifugio Val Bona nella Valle di Gares, a pochi chilometri da Canale d’Agordo, sul gruppo montuoso delle Pale di San Martino, si apre tra miniere medievali e antichi pascoli. Il progetto reinterpreta i resti di un ricovero per il bestiame come testimonianza di un uso ancestrale delle risorse della montagna. Architetti
Gianluca Parcianello
Lio Parcianello
Renato Da Re
  • Il rifugio Alpe di Tires, a 2.440 metri di quota, è un punto di confluenza di vari sentieri al confine tra il Trentino e l’Alto Adige e scopo del progetto architettonico è  rendere il soggiorno degli ospiti confortevole rispettando il luogo e i princìpi dell’edilizia montana. Senoner Tammerle Architekten
  • Cantina Nals Margreid: il progetto di recupero e ampliamento prevedeva la riunione dei  siti di produzione di Magrè e Nalles e l'espansione della produzione vinicola a Nalles.
E' stato così costruito un nuovo edificio di testa per lo scarico e la vinificazione dell’uva con una torre di vinificazione annessa, una grande cantina interrata che collega quelle esistenti e una nuova barricaia. Markus Scherer Architekt
  • Il progetto Nuova Casa Sociale per l'abitato di Caltron nel paese di Cles-Tn è un punto d’incontro per gli abitanti, dove bambini, giovani, adulti ed anziani possono incontrarsi, confrontarsi e fare crescere insieme l’identità della comunità.
La nuova costruzione funge da trait d’union tra l’edificato storico ed il verde agricolo, ma allo stesso tempo si pone come limite all’espansione dell’abitato e quindi al consumo indiscriminato di suolo.Architetto Mirko Franzoso
Campofei, una delle più importanti borgate del comune di Castelmagno in alta Valle Grana. Nel 2009 viene comprata da un gruppo di imprenditori che con la società agricola Chandarfei dà l’avvio alla rivitalizzazione economica del borgo, permettendo la realizzazione di un progetto completo e omogeneo che si integrasse nel paesaggio, rispettando le tipologie architettoniche del luogo. Architetti Valeria Cottino,
Dario Castellino,
Prof. Daniele Regis

Campofei, una delle più importanti borgate del comune di Castelmagno in alta Valle Grana. Nel 2009 viene comprata da un gruppo di imprenditori che con la società agricola Chandarfei dà l’avvio alla rivitalizzazione economica del borgo, permettendo la realizzazione di un progetto completo e omogeneo che si integrasse nel paesaggio, rispettando le tipologie architettoniche del luogo. Architetti Valeria Cottino,
Dario Castellino,
Prof. Daniele Regis

WOOD AND THE DOG di StudioErrante Architetture: il capanno, con le sue dimensioni irrisorie include in sé una serie di funzioni che si esplicitano in altrettante soluzioni formali, da legnaia per lo stoccaggio della legna da ardere per il sistema di riscaldamento dell’ abitazione
a zona di lavoro e servizio all’area esterna della casa a zona di riparo e di interazione tra interno ed esterno del cortile.

WOOD AND THE DOG di StudioErrante Architetture: il capanno, con le sue dimensioni irrisorie include in sé una serie di funzioni che si esplicitano in altrettante soluzioni formali, da legnaia per lo stoccaggio della legna da ardere per il sistema di riscaldamento dell’ abitazione
a zona di lavoro e servizio all’area esterna della casa a zona di riparo e di interazione tra interno ed esterno del cortile.

La miniera di Brusson si trova in una struttura in acciaio che si affaccia sulla valle di Ayas. Il progetto di valorizzazione dell’intero sito minerario, sia nella sua parte museale, che nell’allestimento della mostra permanente dedicata all’opera di Joseph Herbet, fotografo e capitano di miniera, è improntata alla massima semplicità e rigore formale. Architetto Corrado Binel
EM2 Architekten

La miniera di Brusson si trova in una struttura in acciaio che si affaccia sulla valle di Ayas. Il progetto di valorizzazione dell’intero sito minerario, sia nella sua parte museale, che nell’allestimento della mostra permanente dedicata all’opera di Joseph Herbet, fotografo e capitano di miniera, è improntata alla massima semplicità e rigore formale. Architetto Corrado Binel
EM2 Architekten

Il Centro culturale Lou Pourtoun completamente in pietra e dall’immagine fortemente massiva deve il suo nome alla tipologia insediativa, caratteristica della borgata Sant’Antonio, che è alla base del progetto: una sorta di strada coperta – il pourtoun –, disposta ortogonalmente al pendio, su cui si affacciano a monte e a valle le cellule edilizie dando vita a una specie di piccolo villaggio ospitato sotto un unico tetto. Architetti Massimo Crotti,
Antonio De Rossi,
Marie-Pierre Forsans,
Studio Associato GSP

Il Centro culturale Lou Pourtoun completamente in pietra e dall’immagine fortemente massiva deve il suo nome alla tipologia insediativa, caratteristica della borgata Sant’Antonio, che è alla base del progetto: una sorta di strada coperta – il pourtoun –, disposta ortogonalmente al pendio, su cui si affacciano a monte e a valle le cellule edilizie dando vita a una specie di piccolo villaggio ospitato sotto un unico tetto. Architetti Massimo Crotti,
Antonio De Rossi,
Marie-Pierre Forsans,
Studio Associato GSP

L’asilo nido Valdaora si integra nell’ambiente circostante con la massima naturalezza e disinvoltura, senza alcuna subordinazione, recuperando e prendendo a modello le qualità spaziali del piccolo paese di Valdaora di Sotto. Feld72 Architekten

L’asilo nido Valdaora si integra nell’ambiente circostante con la massima naturalezza e disinvoltura, senza alcuna subordinazione, recuperando e prendendo a modello le qualità spaziali del piccolo paese di Valdaora di Sotto. Feld72 Architekten

Il rifugio Val Bona nella Valle di Gares, a pochi chilometri da Canale d’Agordo, sul gruppo montuoso delle Pale di San Martino, si apre tra miniere medievali e antichi pascoli. Il progetto reinterpreta i resti di un ricovero per il bestiame come testimonianza di un uso ancestrale delle risorse della montagna. Architetti
Gianluca Parcianello
Lio Parcianello
Renato Da Re

Il rifugio Val Bona nella Valle di Gares, a pochi chilometri da Canale d’Agordo, sul gruppo montuoso delle Pale di San Martino, si apre tra miniere medievali e antichi pascoli. Il progetto reinterpreta i resti di un ricovero per il bestiame come testimonianza di un uso ancestrale delle risorse della montagna. Architetti
Gianluca Parcianello
Lio Parcianello
Renato Da Re

Il rifugio Alpe di Tires, a 2.440 metri di quota, è un punto di confluenza di vari sentieri al confine tra il Trentino e l’Alto Adige e scopo del progetto architettonico è rendere il soggiorno degli ospiti confortevole rispettando il luogo e i princìpi dell’edilizia montana. Senoner Tammerle Architekten

Il rifugio Alpe di Tires, a 2.440 metri di quota, è un punto di confluenza di vari sentieri al confine tra il Trentino e l’Alto Adige e scopo del progetto architettonico è rendere il soggiorno degli ospiti confortevole rispettando il luogo e i princìpi dell’edilizia montana. Senoner Tammerle Architekten

Cantina Nals Margreid: il progetto di recupero e ampliamento prevedeva la riunione dei siti di produzione di Magrè e Nalles e l’espansione della produzione vinicola a Nalles.
E’ stato così costruito un nuovo edificio di testa per lo scarico e la vinificazione dell’uva con una torre di vinificazione annessa, una grande cantina interrata che collega quelle esistenti e una nuova barricaia. Markus Scherer Architekt

Cantina Nals Margreid: il progetto di recupero e ampliamento prevedeva la riunione dei siti di produzione di Magrè e Nalles e l’espansione della produzione vinicola a Nalles.
E’ stato così costruito un nuovo edificio di testa per lo scarico e la vinificazione dell’uva con una torre di vinificazione annessa, una grande cantina interrata che collega quelle esistenti e una nuova barricaia. Markus Scherer Architekt

Il progetto Nuova Casa Sociale per l’abitato di Caltron nel paese di Cles-Tn è un punto d’incontro per gli abitanti, dove bambini, giovani, adulti ed anziani possono incontrarsi, confrontarsi e fare crescere insieme l’identità della comunità.
La nuova costruzione funge da trait d’union tra l’edificato storico ed il verde agricolo, ma allo stesso tempo si pone come limite all’espansione dell’abitato e quindi al consumo indiscriminato di suolo.Architetto Mirko Franzoso

Il progetto Nuova Casa Sociale per l’abitato di Caltron nel paese di Cles-Tn è un punto d’incontro per gli abitanti, dove bambini, giovani, adulti ed anziani possono incontrarsi, confrontarsi e fare crescere insieme l’identità della comunità.
La nuova costruzione funge da trait d’union tra l’edificato storico ed il verde agricolo, ma allo stesso tempo si pone come limite all’espansione dell’abitato e quindi al consumo indiscriminato di suolo.Architetto Mirko Franzoso

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