La cucina del futuro secondo i designer di domani

Ecco i progetti della seconda edizione di Conviviality 4 Kitchen and Modern Living, master universitario di POLI.design, che illustrano alla perfezione la cucina del futuro.
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 25/08/2018 Aggiornato il 25/08/2018
La cucina del futuro secondo i designer di domani

Chef di uno yacht privato, food blogger con spazio di cucina outdoor, giovane aspirante chef: questi i tre destinatari dei progetti dei giovani studenti del master Conviviality 4 Kitchen and Modern Living di POLI.design-Politecnico di Milano con il supporto di Frigo2000 e Abimis. Giunto alla seconda edizione, il corso ha chiesto ai giovani designer di domani di pensare alle diverse azioni di ciascun protagonista nel proprio spazio-cucina, partendo da elementi realizzati con un materiale igienico, funzionale e performante come l’acciaio.

Già protagonista indiscusso delle cucine professionali, il metallo è stato così declinato in tre soluzioni basate sui principi del “costruire su misura, curare il dettaglio, comprendere le esigenze dell’utente”. Una terna di proposte pensate per luoghi diversi – uno yacht di lusso, un giardino, una casa – seppure accomunate dall’estrema flessibilità funzionale e dalla ricchezza di accessori e di complementi. Tutte le cucine nascono infatti come organismi dotati di vita propria, capaci di trasformarsi nello spazio e di ricreare soluzioni ad hoc a seconda delle esigenze del momento.

C-ater, destinata a una giovane donna aspirante chef, è un anfiteatro culinario con ali laterali che si aprono per moltiplicare postazioni e volumi contenitivi; Swatch, monoblocco da esterni per food blogger, ha il top che si apre a ventaglio disponendosi in più posizioni a seconda delle modalità di preparazione e di presentazione del cibo e del grado di convivialità desiderata; Penelope, adatta a soddisfare i desideri di un armatore con chef stellato, rivoluziona il modo di stoccare le materie prime e di sfruttare lo spazio al centimetro senza rinunciare a nulla.

Ecco allora volumi che traslano e slittano, dettagli tecnici che aprono ante, piani di lavoro, accessori bloccandoli nella posizione migliore, materiali che si adattano alle funzioni, elettrodomestici dalle ante trasparenti per avere sott’occhio tutto il necessario, piani cottura che si muovono nello spazio.

Una giuria di professionisti del settore ha consegnato la palma a Swatch, cucina da esterni, per “la sintesi di tecnologia e tradizione, in cui tradizione significa rispetto e amore per la cucina e tecnologia è la consapevolezza dell’uso progettuale di strumenti innovativi e materiali architettonici evoluti”.

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  • C-ater (progetto di Fiorella Di Cunto, Zoya Rehman, Gabriel Valls) è una cucina per una giovane donna aspirante chef ispirata al disegno degli anfiteatri. Un sistema flessibile che si adatta a diverse esigenze di preparazione e di cottura e si presenta come un oggetto prezioso di legno, marmo, acciaio in tinta rame.
  • Il blocco a sezione di cerchio di C-ater (progetto di Fiorella Di Cunto, Zoya Rehman, Gabriel Valls)  alle estremità ha due ali scorrevoli, da estrarre all’occorrenza. I due volumi aumentano la capacità contenitiva e la superficie di lavoro, permettendo di differenziare le azioni di conservazione e di preparazione del cibo.
  • Swatch, cucina da esterni di Josefina Colombero, Francisco Nabor, Rima Nafouj, è pensata per una food blogger. Si tratta di un monoblocco ricco di funzioni e accessori, in grado di soddisfare le necessità sia pratiche sia “scenografiche” di una persona che deve preparare piatti complicati e presentarli al pubblico in modo accattivante. E’ risultata il progetto vincitore del master organizzato da POLI.design-Politecnico di Milano con il contributo di Frigo2000 e Abimis.
  • Ispirata al concetto del coltellino svizzero, Swatch (progetto di Josefina Colombero, Francisco Nabor, Rima Nafouj) ha parte del top che si apre come un ventaglio, per moltiplicare i piani di lavoro e le funzioni, oltre che i modi di operare attorno al suo volume d’acciaio. Si presta così a trasformarsi in tavolo, cucina tradizionale e estesa, bar, postazione per “social cooking”, barbecue, set televisivo o di presentazione dei piatti, dimostrazioni pratiche ad un pubblico.
  • Penelope (progetto di Lorenzo Paoli, Nehir Iren, Cari Espinosa), cucina per imbarcazioni di lusso, è ispirata al lavoro della famosa moglie di Ulisse: di giorno dispiega tutte le sue potenzialità funzionali, per tornare alla sua forma originaria di notte. Si tratta infatti di un’isola estensibile, capace di passare da un blocco compatto a una cucina paragonabile a una soluzione in linea di grandi dimensioni.
  • Progettata per uno chef stellato al servizio di un armatore, Penelope (design Lorenzo Paoli, Nehir Iren, Cari Espinosa) ottimizza più funzioni in uno spazio ridotto. Ed è dotata di accessori e di complementi ad hoc, come i pensili estensibili in verticale, che permettono di aumentare i piani di appoggio per l’impiattamento solo quando necessario.
C-ater (progetto di Fiorella Di Cunto, Zoya Rehman, Gabriel Valls) è una cucina per una giovane donna aspirante chef ispirata al disegno degli anfiteatri. Un sistema flessibile che si adatta a diverse esigenze di preparazione e di cottura e si presenta come un oggetto prezioso di legno, marmo, acciaio in tinta rame.

C-ater (progetto di Fiorella Di Cunto, Zoya Rehman, Gabriel Valls) è una cucina per una giovane donna aspirante chef ispirata al disegno degli anfiteatri. Un sistema flessibile che si adatta a diverse esigenze di preparazione e di cottura e si presenta come un oggetto prezioso di legno, marmo, acciaio in tinta rame.

Il blocco a sezione di cerchio di C-ater (progetto di Fiorella Di Cunto, Zoya Rehman, Gabriel Valls)  alle estremità ha due ali scorrevoli, da estrarre all’occorrenza. I due volumi aumentano la capacità contenitiva e la superficie di lavoro, permettendo di differenziare le azioni di conservazione e di preparazione del cibo.

Il blocco a sezione di cerchio di C-ater (progetto di Fiorella Di Cunto, Zoya Rehman, Gabriel Valls) alle estremità ha due ali scorrevoli, da estrarre all’occorrenza. I due volumi aumentano la capacità contenitiva e la superficie di lavoro, permettendo di differenziare le azioni di conservazione e di preparazione del cibo.

Swatch, cucina da esterni di Josefina Colombero, Francisco Nabor, Rima Nafouj, è pensata per una food blogger. Si tratta di un monoblocco ricco di funzioni e accessori, in grado di soddisfare le necessità sia pratiche sia “scenografiche” di una persona che deve preparare piatti complicati e presentarli al pubblico in modo accattivante. E’ risultata il progetto vincitore del master organizzato da POLI.design-Politecnico di Milano con il contributo di Frigo2000 e Abimis.

Swatch, cucina da esterni di Josefina Colombero, Francisco Nabor, Rima Nafouj, è pensata per una food blogger. Si tratta di un monoblocco ricco di funzioni e accessori, in grado di soddisfare le necessità sia pratiche sia “scenografiche” di una persona che deve preparare piatti complicati e presentarli al pubblico in modo accattivante. E’ risultata il progetto vincitore del master organizzato da POLI.design-Politecnico di Milano con il contributo di Frigo2000 e Abimis.

Ispirata al concetto del coltellino svizzero, Swatch (progetto di Josefina Colombero, Francisco Nabor, Rima Nafouj) ha parte del top che si apre come un ventaglio, per moltiplicare i piani di lavoro e le funzioni, oltre che i modi di operare attorno al suo volume d’acciaio. Si presta così a trasformarsi in tavolo, cucina tradizionale e estesa, bar, postazione per “social cooking”, barbecue, set televisivo o di presentazione dei piatti, dimostrazioni pratiche ad un pubblico.

Ispirata al concetto del coltellino svizzero, Swatch (progetto di Josefina Colombero, Francisco Nabor, Rima Nafouj) ha parte del top che si apre come un ventaglio, per moltiplicare i piani di lavoro e le funzioni, oltre che i modi di operare attorno al suo volume d’acciaio. Si presta così a trasformarsi in tavolo, cucina tradizionale e estesa, bar, postazione per “social cooking”, barbecue, set televisivo o di presentazione dei piatti, dimostrazioni pratiche ad un pubblico.

Penelope (progetto di Lorenzo Paoli, Nehir Iren, Cari Espinosa), cucina per imbarcazioni di lusso, è ispirata al lavoro della famosa moglie di Ulisse: di giorno dispiega tutte le sue potenzialità funzionali, per tornare alla sua forma originaria di notte. Si tratta infatti di un’isola estensibile, capace di passare da un blocco compatto a una cucina paragonabile a una soluzione in linea di grandi dimensioni.

Penelope (progetto di Lorenzo Paoli, Nehir Iren, Cari Espinosa), cucina per imbarcazioni di lusso, è ispirata al lavoro della famosa moglie di Ulisse: di giorno dispiega tutte le sue potenzialità funzionali, per tornare alla sua forma originaria di notte. Si tratta infatti di un’isola estensibile, capace di passare da un blocco compatto a una cucina paragonabile a una soluzione in linea di grandi dimensioni.

Progettata per uno chef stellato al servizio di un armatore, Penelope (design Lorenzo Paoli, Nehir Iren, Cari Espinosa) ottimizza più funzioni in uno spazio ridotto. Ed è dotata di accessori e di complementi ad hoc, come i pensili estensibili in verticale, che permettono di aumentare i piani di appoggio per l’impiattamento solo quando necessario.

Progettata per uno chef stellato al servizio di un armatore, Penelope (design Lorenzo Paoli, Nehir Iren, Cari Espinosa) ottimizza più funzioni in uno spazio ridotto. Ed è dotata di accessori e di complementi ad hoc, come i pensili estensibili in verticale, che permettono di aumentare i piani di appoggio per l’impiattamento solo quando necessario.

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