Identità digitale certificata agli oggetti di design, con il protocollo blockchain

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 12/12/2018 Aggiornato il 12/12/2018

La tutela degli oggetti di design passa oggi anche dal digitale, con il protocollo di sicurezza blockchain.

Usato fino ad ora soprattutto nell’ambito dell’economia virtuale, il protocollo di sicurezza blockchain è uno strumento per gestire in tutta sicurezza lo scambio di informazioni in Internet. Si tratta infatti di un database distribuito e condiviso di dati crittografati e identificati da una marcatura temporale: una sorta di registro pubblico aperto a tutti, che riporta l’intera storia di un dato o di una informazione. Niente più singolo ente certificatore o istituzione centralizzata a detenere un archivio, come è avvenuto fino ad ora, ma una rete diffusa di partecipanti, che acquisiscono risorse e nel contempo le validano.

Si tratta di un mezzo che potrebbe avere in futuro una serie infinita di applicazioni, prima tra tutte quella legata all’attribuzione di una identità digitale non modificabile agli oggetti. Ed è proprio in questa direzione che ha lavorato la startup padovana Noima, presentando all’ultimo Smau londinese l’app CERTO, in grado di tutelare il diritto d’autore di un prodotto e di conseguenza di evitare ogni rischio di contraffazione. Un mezzo accessibile a tutti gli appassionati di design e di made in Italy, che semplicemente passando uno smartphone sul QR code applicato ai prodotti certificati potranno leggere il passaporto digitale dell’oggetto.

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Lo speciale QR code applicato ad ogni lampada Mystēs di Leucos può essere letto da qualsiasi smartphone mediante l’app CERTO, sviluppata da EZ lab per Noima, startup padovana nata nel 2017 che ha presentato internazionalmente il sistema all’ultimo Smau di Londra. In questo modo si acquisisce il passaporto digitale del prodotto: tutte le informazioni che ne certificano l’autenticità, per la prima volta applicate nella tutela di un oggetto di design made in Italy.

Una prova che per la prima volta al mondo, nel campo del design made in Italy, si può fare alla Biennale di Venezia: le lampade progettate da Roberto Paoli per i camminamenti esterni delle dieci Vatican Chapels del padiglione della Santa Sede sull’Isola di San Giorgio, prodotte da Leucos, sono infatti certificate e tutelate con questo innovativo protocollo. Che in futuro garantirà tutte le lampade in serie limitata dell’azienda, per proteggerne autenticità e valore nel tempo.

Mystes_Vatican-Chapels

Per la prima volta al mondo nel settore del design made in Italy, le lampade Mystēs (progetto Roberto Paoli) di Leucos che illuminano i percorsi di collegamento tra le Vatican Chapels del padiglione della Santa Sede alla Biennale di Architettura di Venezia sono certificate con il protocollo blockchain. Un database di informazioni condiviso e criptato secondo precise regole di sicurezza, acquisibile mediante l’app CERTO di Noima, startup padovana specializzata in web reputation e risk management.

Mystes_Vatican-Chapels_Close-up

Nate appositamente per gli spazi aperti del padiglione della Santa Sede, le lampade Mystēs (progetto Roberto Paoli) di Leucos – con corpo di alluminio verniciato a polvere in diverse finiture e diffusori di vetro borosilicato – sintetizzano valori architettonici contemporanei e simboli antichi. Il protocollo blockchain permette di tutelare questo lavoro di ricerca e di garantirne autenticità e valore nel tempo: ogni lampada ha infatti una identità digitale non modificabile (un vero e proprio passaporto digitale), a tutela del diritto d’autore e contro ogni rischio di contraffazione. Una sicurezza in più per chi disegna e produce, oltre che per gli acquirenti finali.