Grand Prix Casalgrande Padana, osservatorio permanente sull’architettura contemporanea

Assegnati i riconoscimenti del premio per le migliori architetture con materiale ceramico di Casalgrande Padana.

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 29/06/2019 Aggiornato il 29/06/2019
Grand Prix Casalgrande Padana, osservatorio permanente sull’architettura contemporanea

Giunto all’undicesima edizione, il Grand Prix Casalgrande Padana, che premia le realizzazioni più significative in cui siano valorizzati i prodotti ceramici dell’azienda, ha selezionato i vincitori per il biennio 2016-2018. Un osservatorio permanente sullo stato dell’arte dell’architettura contemporanea internazionale attivo da quasi trent’anni, che questa volta ha visto la partecipazione di oltre centotrenta progetti, suddivisi in quattro categorie: centri commerciali e direzionali, edilizia pubblica e dei servizi e industriale, edilizia residenziale, rivestimenti di facciata, pavimentazioni esterne, piscine e SPA.

Cultura della produzione e del progetto sono i due poli di riferimento della filosofia aziendale, così come la virtuosa interpretazione del materiale ceramico in qualità di protagonista di una realizzazione dal punto di vista formale e funzionale è il focus per la selezione da parte della giuria internazionale di esperti del settore (architetti, critici, professori e giornalisti). La quale viene chiamata a premiare solo edifici già costruiti, al fine di evidenziare una casistica reale e di stimolare un dibattito su basi concrete.

Nella categoria edilizia residenziale, riconoscimenti a tre abitazioni monofamiliari e a una piscina in cui le lastre di ceramica sottolineano la composizione formale degli interni, esaltandone i caratteri peculiari. Il primo premio è andato a una casa dell’architetto finlandese Birgitta Hjelm-Luontola, in cui rivestimenti lucidi e opachi ritmano i diversi ambienti, il secondo alla E.House dell’ungherese Glória Papp, progetto total white di forte impatto espressivo, il terzo alla Casa MM di Ardea Collective, che si distingue per le superfici compatte e materiche sia in interno sia in esterno. Menzione speciale invece alla scenografica piscina di Simone Capozza e Nina Voluta per una residenza laziale, rivestita con lastre di gres nero e ocra.

Il gres porcellanato è protagonista assoluto anche nelle altre sezioni del Grand Prix, in cui edifici a diversa destinazione riassumono le potenzialità di questo materiale sempre più amato da interior designer e architetti per le sue qualità estetiche oltre che tecniche. Declinato in un abaco eterogeneo di superfici e di involucri architettonici in cui decoro e matericità si fondono per dare vita ad esempi felici del costruire contemporaneo. Come il nuovo complesso didattico ed espositivo Dallara di Atelier(s) Alfonso Femia a Varano de’ Melegari (Parma), La Barquière di Pietri Architects a Marsiglia, rilettura della mediterraneità attraverso il candore di piccole piastrelle a onde tridimensionali, o la centrale di cogenerazione di Andrea Zanarini a Bologna, su cui svettano due torri di esalazione dall’originale brise-soleil ceramico multicolor.

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