Sostenibilità, salubrità e competitività della ceramica italiana

Investimenti, fatturato, occupazione: tutti i numeri del settore ceramico italiano sono stati raccontati nel Convengo economico inaugurale della 37esima edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 26/09/2019 Aggiornato il 27/09/2019
Sostenibilità, salubrità e competitività della ceramica italiana

La 37esima edizione di Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno anche quest’anno si è aperta con un convegno dal titolo “Ceramica: salubrità degli ambienti, tra crescita sostenibile e guerre commerciali”.

Nel 2018 il settore ceramico italiano ha superato i 507 milioni di euro di investimenti, occupando oltre 22mila addetti e generando un fatturato di 5,7 miliardi di euro, l’85% dei quali all’estero. “Il tema delle infrastrutture è strategico – ha ricordato durante il convegno Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica – perché movimentiamo circa 17 milioni di tonnellate di prodotti all’anno, che necessitano di un collegamento diretto con la rete autostradale: attualmente utilizziamo complessivamente il 23% dei trasporti su ferro e solo un quinto delle materie prime che arrivano al Porto di Ravenna vengono trasportate a Sassuolo tramite treno”.

“Un altro tema che ci sta profondamente a cuore – ha proseguito Savorani – è il tema della salubrità degli ambienti: la ceramica da sempre è un materiale sicuro e anallergico, che resiste al gelo, al fuoco, non si deteriora e dura in eterno. Studi svolti da ArpaE e dalle ASL dimostrano che le nostre fabbriche inquinano meno rispetto ai centri abitati”. “Il settore investe quasi il 10% del fatturato, da anni, per migliorare i processi produttivi e i prodotti, rendendo l’industria ceramica un fiore all’occhiello della sostenibilità e dell’efficienza energetica. Abbiamo bisogno che lo Stato si faccia sentire in sede Europea – sottolinea il Presidente di Confindustria Ceramica – perché la Direttiva sulle Emissioni di Co2 in atmosfera che ci impone un ulteriore -23% nel 2020 rischia di mettere all’angolo le nostre imprese”. Importante anche il capitolo risparmio idrico. “Oggi i sanitari italiani scaricano dai 3 ai 6 litri e se sostituissimo il vecchio patrimonio di ceramica sanitaria ultratrentennale si avrebbe un risparmio per l’intero Paese”.

Sull’eccellenza del settore ceramico italiano, che ha avuto il coraggio di investire anche negli anni della crisi, andando contro ad una logica di difesa e si è soffermato il Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. “Ho usato la ceramica moltissime volte nel mio lavoro di progettista – ha ricordato Patuanelli – con estrema soddisfazione. Il vostro prodotto è un mix di design, tradizione e innovazione, la vera essenza del made in Italy”. Gli altri interventi sono stati di appello alle istituzioni a fare di più per il settore industriale italiano. “Oggi abbiamo una disoccupazione sotto al 5% – ha dichiarato il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini– e spendiamo tutti i soldi che riceviamo dai fondi europei. Pretendiamo di avere una autonomia differenziata sui temi strategici per la nostra Regione, come ad esempio la formazione che fornisca figure professionali indispensabili alle imprese eccellenti del nostro territorio. Le nostre aziende hanno bisogno di vedersi alleggerito il carico fiscale, quindi è più importante la riduzione del costo del lavoro piuttosto che introdurre la flat-tax”.

 

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