Fuorisalone 2026 all’Università Statale: le novità di una delle più amate mostre-evento

Dal 20 al 30 aprile l'università degli Studi di Milano, chiamata anche Statale, si anima con tante installazioni, dove la materia è protagonista. Architettura, arte, materiali sono protagonisti di installazioni multisensoriali, alcune con l'interazione dell'intelligenza artificiale.

Simona Preda
A cura di Simona Preda
Pubblicato il 02/04/2026Aggiornato il 02/04/2026
Fuorisalone 2026 Innesti Silvio De Ponte

In occasione del Fuorisalone alla Milano Design Week, dal 20 al 30 aprile 2026, l’Università degli Studi di Milano si anima con la mostra-evento INTERNI MATERIAE, ideata e organizzata dalla rivista Interni, magazine di interior e contemporary design diretto da Gilda Bojardi.

MATERIAE propone una riflessione sulla materia, non solo come elemento fisico ma come linguaggio culturale capace di connettere innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e immaginazione progettuale. Il progetto parte dall’idea che la materia non sia mai neutra, ogni materiale conserva tracce, produce conseguenze e attiva relazioni tra ambiente, tecnologia e società. Per questo le installazioni presenti nel percorso espositivo non sono semplici oggetti, ma esperienze capaci di mettere in dialogo artigianato, industria, ricerca scientifica e immaginazione artistica.

Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7
Giorni e orari:

  • dal 20 al 26 aprile orario: 10 – 24, ultimo ingresso 23.30
  • dal 27 al 29 aprile orario: 10 – 22
  • 30 aprile orario: 10 – 18

Progetto di luce sulla facciata d’ingresso

Luce Massiccia alla Statale

Luce Massiccia alla Statale è l’opera ideata da Alexander Maria Bellman del Gruppo C14 – Milano Design Studio e realizzata con Ilti Luce (Nemo Group), che trae ispirazione dalle stelle massicce e dalle teorie quantistiche, trasformando l’energia cosmica in un linguaggio contemporaneo di design. Grazie agli elementi luminosi digitali Miniflux, la luce diventa materia modellante, scandendo e scolpendo lo spazio architettonico dell’università. Il risultato è un’installazione suggestiva e armoniosa, capace di valorizzare muri, volte e colonne, raccontando un’energia lontana che prende forma e diventa esperienza sensibile per chi la attraversa.

Cosa vedere nel Cortile del Settecento

UN_Material è una barca in scala reale in tessuto trasparente

UN_Material è l’installazione di Piero Lissoni per Sanlorenzo, che composta da una sequenza di sezioni trasversali in scala 1:1 di SHE, che nell’insieme rendono il volume dell’intera barca. Ciascun elemento è rivestito di un tessuto semitrasparente realizzando un gioco di sovrapposizioni molto scenografico. La tela microforata è anche funzionale alla resistenza alle sollecitazioni del vento. I profili in metallo nero disegnano l’outline della barca.

L’intera installazione è percorribile dai visitatori che la possono attraversare in ogni sezione. Il piano di calpestio è una pedana, su cui sono installate le sezioni, immaginata ad una quota che segna il confine tra la parte emersa dello scafo e quella immersa, la linea d’acqua. Un ledwall posizionato sotto il porticato è situato in corrispondenza della poppa per una lunghezza di circa 12 metri.

UN_Material, Piero Lissoni per Sanlorenzo

UN_Material, Piero Lissoni per Sanlorenzo

Cosa vedere nel Cortile della Farmacia

Infinity – Design della mente con l’intelligenza artificiale

Infinity – Design della mente è l’installazione immersiva dell’artista Marco Nereo Rotelli realizzata con Domyn e Veolia, dove sensori, musica generativa e poesia creano un dialogo tra essere umano e l’intelligenza artificiale. Lo spazio diventa un dispositivo interattivo in cui sensori scientifici rilevano la presenza dei visitatori e attivano suoni, luci e testi. La musica generativa “Codice d’Acqua”, creata dal compositore Alessio Bertallot con l’IA a partire da una poesia di Valerio Magrelli, accompagna l’esperienza.

Infinity Design della mente dell'artista Marco Nereo Rotelli

Infinity Design della mente dell’artista Marco Nereo Rotelli

Cosa vedere al Portico del Richini

House of Polpa con 20 mila lattine di pomodoro

House of Polpa è costruita con ventimila lattine di Polpa di pomodoro Mutti ed è un’architettura rossa, compatta e attraversabile. Effimera per scelta, la struttura invita a riflettere sull’importanza di un consumo e di una produzione consapevoli: ogni lattina è simbolo di una filiera che si impegna a ridurre l’impatto e trasformare ciò che nasce dalla terra in un bene condiviso. Si tratta di un manifesto di circolarità e zero waste, dalla pavimentazione in bucce di pomodoro riutilizzate e fino alla donazione delle ventimila lattine, una volta concluso il Fuorisalone.

House of Polpa di Mutti

House of Polpa di Mutti

Alcune installazioni nel Cortile d’Onore

I Suoni della Materia mixa richiami al formaggio e suoni

Otto Studio – Paola Navone e Cristina Pettenuzzo con la realizzazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano hanno creato uno spazio circolare, che riprende la forma del Parmigiano Reggiano. Lo spazio accoglie i visitatori accompagnandoli in un’installazione immersiva, con all’interno le pareti rivestite con pannelli fonoassorbenti e all’esterno un rivestimento in PVC metallizzato forato. All’interno sono presenti materiali e strumenti legati al processo produttivo del Parmigiano Reggiano che, attivati dalla presenza dei visitatori, generano una composizione sono in continua trasformazione. Il progetto tecnico e sonoro è di Studio Azzurro.

Mater con macerie rigenerate

L’installazione Mater di Alessandro Scandurra con Holcim Italia utilizza macerie rigenerate per costruire una struttura circolare simbolo di comunità e ricostruzione. All’interno dell’anello si sviluppa uno spazio di incontro con una seduta continua e una struttura modulare in tubolari che sostiene l’insieme. Una passerella conduce a una piattaforma centrale in legno, pensata come luogo di attraversamento e osservazione, mantenendo al tempo stesso la continuità visiva con il chiostro.

Mater di Alessandro Scandurra

Mater di Alessandro Scandurra

Ad Aquam 2026 – Reflections per riflettere sul consumo d’acqua

Ad Aquam 2026 – Reflections dello studio Q-BIC con gli studenti del Politecnico di Milano e realizzata da Rubinetterie Treemme invita il visitatore a riflettere sul tema del consumo idrico e sulle sue implicazioni ambientali, sociali e culturali. Definito da un involucro in lamiera specchiata ondulata che riveste pareti e copertura richiamando il movimento instabile dell’acqua, il progetto ha una struttura a “L” divisa in due aree. La prima è uno spazio immersivo in cui la proiezione di immagini e dati numerici genera una narrazione visiva dedicata al consumo idrico globale e alle sue conseguenze ambientali; la seconda area presenta rubinetterie e docce che mostrano in tempo reale i litri d’acqua erogati.

Chronolith – Stone is time made visible, meridiana in pietra

DAAA Haus Group realizza per Halmann Vella Ltd l’opera Chronolith – Stone is time made visible, un padiglione in pietra calcarea ricostituita che funziona come una meridiana architettonica, capace di misurare il tempo attraverso il movimento della luce. Il padiglione è disegnato come un quadrante, con al centro un palo in legno, la cui ombra si muove all’interno dello spazio durante il corso della giornata. Una telecamera a 360 gradi posizionata sopra il palo registra i movimenti delle persone, mostrando come un’architettura essenziale venga attivata dall’interazione quotidiana.

Kiri³ è una struttura in legno con albero al centro

Kiri³ di Maria Elisabetta Ripamonti e Alessandro Terzariol per MM Design e Xlam Dolomiti è una struttura a cubo in Superlegno dagli spessori ridotti, composta da tavole in struttura reticolare, in grado di sostenere pesi elevati. Kiri è il nome giapponese della Paulownia, pianta dal portamento maestoso con fioriture decorative e foglie cuoriformi lunghe quasi un metro. Quindi al centro del cubo una pianta stilizzata simboleggia il passaggio dalla natura all’opera dell’uomo, un simbolo di vita e connessione tra suolo e cielo.

AO TING Court è un paesaggio contemplativo

L’installazione di Wu Bin – W.Design reinterpreta i principi della pittura paesaggistica cinese trasformandoli in esperienza immersiva. All’interno di una corte di 6×6 metri prende forma un “paesaggio interiore” con volumi sovrapposti, arretramenti e variazioni di quota che disegnano un itinerario silenzioso, che invita a rallentare e a perdersi. Il percorso, concepito come un’ascesa iniziatica, conduce verso una vetta luminosa che resta presenza lontana. Superfici minerali e texture stratificate, dai pannelli Yardcom alle finiture M77, fino alla Pierre Bleue Du Hainaut di UMGG, evocano rocce scolpite dal tempo, mentre la luce integrata di Moorgen daà la sensazione di un chiarore lunare.

senzaFINE, beyond space limits è una struttura metallica a spirale

senzaFINE, beyond space limits è l’installazione di Simone Micheli Architectural Hero con Lumyra Energy, Pilosio e WorldHotels. La struttura circolare in tubolare d’acciaio bianco ha diametro 6,50 m ed è alta 10,50 m. Definita da ritmi modulari e anelli spiraliformi, accoglie il visitatore in uno spazio attraversabile e immersivo. Al centro, su pavimentazione fotovoltaica in vetro antiscivolo, si eleva un monolite rivestito in coils d’acciaio stampati con grafica personalizzata, che integra due videowall dedicati alla narrazione dei progetti Hubai Aparthotel e Sensoria Tower a Dubai. Luci, suoni e sfere in plexiglass verniciato amplificano l’esperienza.

senzaFINE, beyond space limits di Simone Micheli Architectural Hero

senzaFINE, beyond space limits di Simone Micheli Architectural Hero

Busan Echoes con suoni attivati dalle persone

Migliore+Servetto per City of Busan crea un’installazione con elementi sonori ispirati alla tradizione coreana degli ottoni, che creano un giardino acustico polifonico, attivato dal movimento e dal tocco delle persone. La presenza umana genera vibrazioni e connessioni “sinaptiche” tra individui e spazio. Veli tessili semitrasparenti, attraversati dalla luce e animati dall’aria, riportano parole in Hangul come segni identitari forti.

Tracce di cura è una piccola architettura abitabile

Michele De Lucchi AMDL Circle per Zambon crea Tracce di cura, una struttura concepita come una piccola architettura abitabile ispirata alle Architetture Ideografiche di De Lucchi. Ha ingresso, uscita e quattro snodi espositivi ed è realizzata con frame lignei rivestiti con pannelli in alluminio composito Alucobond color bianco caldo. Nelle nicchie, rifinite nel colore Burgundy, ci sono silhouette femminili ispirate ai bozzetti di Masahiko Cubo, visibile in video mentre disegna con tecniche giapponesi tradizionali, pochi segni che evocano il dialogo tra scienza e tocco umano, restituendo il senso della cura.

Chiedi alla luna, live chat con l’intelligenza artificiale

Chiedi alla Luna è un’installazione esperienziale di Artset per Ever in Art con LiveHelp, in cui una luna sospesa dialoga con i visitatori tramite una live chat. Le domande ricevono risposte generate da un’intelligenza artificiale chiamata GeniusAgents, capace di interpretare contesto e tono. Lo spazio è intimo e notturno, con una pedana circolare in moquette blu e un fondale in velluto. Al centro, un cerchio di ferro suggerisce la luna piena, ma solo una mezzaluna in legno rivestita di specchi è visibile, mentre la parte mancante lascia emergere il blu dello sfondo. Lo specchio riflette chi guarda, mentre il vuoto evoca possibilità, creando un dialogo tra materia e immaginazione.

Wild Kong è una scultura alta 3 metri

Wild Kong di Richard Orlinski per Fidenza Village – The Bicester Collection è una scultura rossa alta tre metri, che dialoga con il tema della sperimentazione dei materiali, offrendo un’esperienza immersiva in cui arte, design e moda dialogano tra loro, suscitando emozione, stupore e riflessione.

Alcune installazioni nel Sottoportico e Loggiato

Comfort Inside, cuore tecnologico per il comfort

L’installazione Comfort Inside di GCS Genny Canton Studio, Operaventuno e ABS Group per MCZ Group è un volume rosso intenso con un percorso multisensoriale che attraversa estremi climatici. Al centro Compact AA di MCZ Group, un cuore tecnologico invisibile che rende possibile un comfort continuo e armonioso, senza compromessi tra stagioni.

Comfort Inside di MCZ Group

Comfort Inside di MCZ Group

Metropac, il gaming con protagonista Pac-Man

Il progetto del Corso Triennale in Design e Architettura degli Interni dell’Accademia IUAD racconta un viaggio nel mondo del gaming attraverso la figura iconica di Pac-Man, immersa in uno scenario metropolitano. Il primo ambiente rievoca il labirinto del gioco, richiamando anche il segno di Franco Albini. Il secondo spazio, ispirato all’approccio provocatorio di Marcel Duchamp, reinterpreta in chiave dissacrante lo spazio bagno. Il terzo ambiente ha nicchie luminose ispirate ai fantasmi del gioco, invitando a riflettere sul rapporto tra dimensione ludica e realtà urbana.

Light Knot Progression, scenografici nodi di luce

Light Knot Progression corre sotto le arcate del Loggiato Est del Cortile d’Onore disegnando una sequenza di nodi che si sviluppano lungo undici campate. L’installazione di BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide ha una lunghezza di 280 metri, con un sostegno in alluminio che regge una strip led ad emissione frontale, con gli intrecci di varia complessità. Ogni nodo rappresenta una fase del processo creativo.

I Giardini Segreti

Al Loggiato Ovest c’è l’installazione di Christoph Radl con Eugenia Bruni per celebra il 65° anniversario della Maison Pasquale Bruni. Si tratta di un giardino segreto immersivo, dove gemme, metalli e luce dialogano in un paesaggio sospeso tra natura e creazione umana. I gioielli diventano manifestazioni di energia e memoria, frutto dell’incontro tra natura e gesto creativo.

Alcuni progetti alla Hall dell’Aula Magna

Innesti con listelli di legno, piante, luci e profumi

Il Portale della Hall dell’Aula Magna si anima con Innesti di Silvio De Ponte per Idealverde. La struttura è realizzata con listelli di legno di recupero, intrecciati secondo un andamento apparentemente spontaneo che genera una trama porosa e primordiale, simile a un nido o a una radice. Tra le intersezioni emergono piante e rampicanti vivi, non come elementi decorativi ma come parte integrante dell’insieme. Una retroilluminazione a luce calda e un’installazione olfattiva contribuiscono a creare un’esperienza sensoriale in cui tatto, luce e profumo si integrano.

Innesti Silvio De Ponte

Innesti Silvio De Ponte

Kaleido con luce, colore e intelligenza artificiale

All’interno della Hall dell’Aula Magna, Kaleido è progettata da MAD Architects (Ma Yansong e Andrea D’Antrassi) per Canva ed è uno spazio che indaga il rapporto tra luce, colore e intelligenza artificiale. L’installazione utilizza superfici trasparenti, pannelli colorati ed effetti di rifrazione per generare un ambiente dinamico e imprevedibile, dove ogni intervento può dare origine a molteplici esiti, esprimendo la natura fluida e trasformativa della creatività. Il percorso si articola in quattro momenti: Reconsider, che invita a riconsiderare dubbi e percezioni iniziali sull’AI; Act, in cui si sperimentano direttamente gli strumenti AI di Canva all’interno di una struttura ispirata alla logica del caleidoscopio; Realize è la fase in cui emergono nuove possibilità creative; Share è uno spazio finale per condividere impressioni ed esperienze.

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