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Cose di Casa ha chiesto a Clara Bona, architetto, giornalista e voce esperta di interior, di stilare un ipotetico percorso ideale tra pochi selezionati appuntamenti del Fuorisalone 2026 che, per concept, location e qualità degli allestimenti, promettono particolarmente bene. Una scelta ragionata, dal taglio personale ma insieme editoriale, che attraversa indirizzi iconici e spazi più nascosti della città, suggerendo un modo di vivere la Design Week attento non solo agli oggetti e alle installazioni, ma anche al fascino dei luoghi che li accolgono.
Lasciamo la parola a Clara Bona e ai suoi suggerimenti.
Durante la Milano Design Week si corre sempre il rischio di voler vedere tutto e, alla fine, di non vedere davvero niente. Per questo mi piace scegliere pochi indirizzi, ma giusti: luoghi che abbiano un carattere forte, installazioni capaci di sorprendere e, soprattutto, spazi che da soli valgano la visita. Per me il Fuorisalone è anche questo: l’occasione per entrare in palazzi, giardini, appartamenti e architetture che per il resto dell’anno restano spesso chiusi o solo intravisti da fuori.
In fondo, i posti che consiglio sono quasi sempre quelli in cui il progetto incontra un luogo con un’anima precisa. Ecco allora alcuni appuntamenti che metterei senz’altro in agenda: non solo per quello che raccontano, ma per il modo in cui promettono di farlo.
Hermès alla Pelota, sulla fiducia
Ci sono indirizzi che, anno dopo anno, diventano quasi una certezza. Hermès alla Pelota, per me, è uno di questi. Ogni volta riesce a stupirmi con un allestimento completamente diverso da quello precedente, ma con la stessa capacità di trasformare lo spazio in qualcosa di rarefatto, preciso, elegantissimo. È uno di quei casi in cui vado quasi “sulla fiducia”: so già che ne uscirò con un’immagine memorabile negli occhi. La Pelota, del resto, è da tempo una delle sedi simbolo delle presentazioni del brand durante la Design Week.
(L’esposizione è aperta al pubblico da mercoledì 22 a domenica 26)
Pelota, Via Palermo 10
“Insieme” alla Piscina Cozzi
Mi incuriosisce moltissimo INSIEME, il progetto curatoriale di Sabato De Sarno presentato da Vanity Fair alla Piscina Cozzi. Mi attira per più di un motivo: innanzitutto per la location, che trovo sempre magica, con quel suo fascino milanese così particolare; poi per il concept, che rimette al centro il lavoro umano e il sapere artigiano. Il fatto che qui si intreccino dodici eccellenze, sei materiali e un solo colore promette una mostra molto rigorosa ma anche molto evocativa. E mi sembra proprio il tipo di racconto che, se ben costruito, può restare impresso.
Piscina Cozzi, viale Tunisia 35
Villa Pestarini – Alcova
Per me questa è una tappa obbligata. Alcova ha il merito di aprire sempre luoghi sorprendenti, ma Villa Pestarini ha qualcosa in più: è l’occasione rara di entrare in una casa privata firmata da Franco Albini costruita tra il 1938 e 1939. E già questo basterebbe. Sapere poi che si tratta della sua unica villa milanese, rimasta finora chiusa al pubblico, la rende una meta ancora più speciale. In fondo, una parte del fascino del Fuorisalone sta proprio qui: poter attraversare architetture normalmente inaccessibili e guardarle da vicino, anche al di là delle installazioni che ospitano.
Ingresso a pagamento con prenotazione fascia oraria (ticket online sul sito Alcova).
Villa Pestarini, via Mogadiscio 2/4
“Interno Italiano”: Palazzo Olivazzi
Anche Palazzo Olivazzi rientra per me in quella categoria di luoghi che valgono la visita già da soli. L’appartamento di Borsani è un motivo più che sufficiente per non perderlo, ma qui si sommano diversi livelli di interesse: la bellezza della casa, la sua storia, il fatto che sia stata abitata anche dalla famiglia Einstein e, infine, l’ambientazione scelta per i vasi di Interni Venosta. Mi affascina molto quando il design contemporaneo entra in interni così densi di memoria, senza dover alzare la voce.
Palazzo Olivazzi, via Bigli 21
“Gucci Memoria” ai Chiostri di San Simpliciano
Amo molto i Chiostri di San Simpliciano e già questo basterebbe a farmi segnare la mostra di Gucci. Ma c’è anche la curiosità per Gucci Memoria, curata da Demna, che promette una rilettura della storia della maison in un luogo di grandissima suggestione. Quando un racconto di marca incontra una cornice così forte, il rischio è sempre quello di essere schiacciato dallo spazio; qui, invece, immagino che il dialogo tra luogo e narrazione possa diventare uno dei motivi principali dell’interesse.
Chiostri di San Simpliciano, Piazza Paolo VI
Casa Mutina, in via Cernaia
Ogni anno i progetti di Mutina sono tra quelli che mi colpiscono di più. C’è sempre una qualità altissima nei materiali, naturalmente, ma soprattutto trovo notevole il modo in cui riescono a interpretarli e a metterli in scena senza mai essere prevedibili. Casa Mutina è uno di quegli indirizzi che consiglio sempre, perché riesce a trasformare la materia in atmosfera e a dare alla superficie una profondità che raramente si incontra altrove.
Casa Mutina, via Cernaia 1A

Nuove superfici ceramiche d’autore (ispirate a Josef Albers e altre firmate Neri&Hu) a Casa Mutina in via Cernaia 1A
Torre Velasca
Soprattutto per chi non c’è ancora stato dopo la ristrutturazione, questa mi sembra un’occasione perfetta. Visitare le mostre ospitate nella Torre Velasca permette infatti di entrare anche in uno degli edifici che amo di più a Milano. Al piano 16 c’è la mostra dedicata al modernismo polacco, mentre ai piani alti Cromo porta un altro intervento che aggiunge un motivo in più per salire. In certi casi il Fuorisalone funziona così: ti attira con un progetto e ti regala anche la scoperta, o la riscoperta, di un’architettura iconica.
Torre Velasca, piazza Velasca 3/5
Garden Senato con Elisa Ossino per Molteni&C.
Mi piace scoprire palazzi e case, ma anche i giardini segreti di Milano. Per questo Garden Senato è uno di quei posti in cui torno sempre volentieri: duemila metri quadrati di verde nel pieno centro della città, con alberi secolari e un’atmosfera sorprendentemente appartata. Quest’anno, poi, c’è l’installazione di Elisa Ossino Studio per Molteni&C, Responsive Nature, che sembra perfetta per dialogare con questo contesto. Un motivo in più per fermarsi con calma.
Garden Senato, via Senato 14
“Anima Mundi” all’Istituto dei Ciechi
La Fondazione Istituto dei Ciechi è uno dei luoghi più belli della città e già da sola merita la visita. In una delle sue sale più suggestive prende forma Anima Mundi. A Visionary Impulse, l’installazione di Dotdotdot per Geely Auto. Da quello che si è visto finora, sembra un progetto molto scenografico, costruito sul rapporto tra suono, luce, tecnologia e presenza umana. In uno spazio così, l’effetto potrebbe essere davvero notevole.
Fondazione Istituto dei Ciechi, via Vivaio 7

Anima Mundi. A Visionary Impulse, l’installazione di Dotdotdot per Geely Auto alla Fondazione Istituto dei Ciechi (via Vivaio 7)
Palazzina Appiani con Zara Home
Infine, Palazzina Appiani, davanti all’Arena Civica. Anche qui, per me, contano sia la location sia quello che vi viene ambientato. Le sale neoclassiche di questo edificio hanno un fascino speciale e l’idea di vederle interpretate da Zara Home mi incuriosisce moltissimo. È uno di quegli appuntamenti in cui l’allestimento domestico può trovare una cornice particolarmente felice, e in cui la visita diventa anche un modo per entrare in un luogo storico straordinario.
Palazzina Appiani, viale Giorgio Byron 2

L’allestimento domestico di Zara Home nelle stanze neoclassiche della Palazzina Appiani (viale Giorgio Byron 2)

















































