Elegante, indipendente, radicale nelle sue scelte progettuali. La figura di Eileen Gray è protagonista della seconda monografia della collana «Fuori dall’ombra» di marinonibooks, dedicata alle grandi pioniere dell’architettura e del design europeo del Novecento.
Il volume, uscito a marzo 2026 in edizione bilingue italiano-inglese, restituisce finalmente spazio e profondità a una protagonista rimasta troppo a lungo ai margini del racconto ufficiale della modernità.
Dopo aver raccontato la storia di Charlotte Perriand, le curatrici Gisella Bassanini e Giovanna Canzi scelgono di indagare un’altra figura straordinaria, capace di attraversare con disinvoltura architettura, arte e design: Eileen Gray. Un talento visionario che ha saputo coniugare rigore e sensibilità, tecnica e intuizione, in un percorso personale e professionale fuori dagli schemi.
Eileen Gray: un’eredità ancora da scoprire
La collana nasce con l’obiettivo di rendere omaggio a progettiste che hanno contribuito in modo determinante alla cultura del progetto europeo, spesso senza ricevere il riconoscimento meritato. Donne determinate, animate da un profondo amore per il proprio mestiere, che hanno portato uno sguardo diverso e innovativo su spazio, abitare e relazione tra corpo e ambiente.
La loro è stata una sfida culturale prima ancora che professionale: emergere in un contesto che tendeva a relegarle in un cono d’ombra. E proprio quell’ombra oggi si dissolve, lasciando emergere un patrimonio progettuale ancora sorprendentemente attuale.
La nuova biografia illustrata di Gray si distingue per il dialogo serrato tra parole e immagini. Le illustrazioni di Beppe Giacobbe – tra i più autorevoli illustratori italiani – costruiscono un racconto visivo raffinato, in costante rimando ai progetti, agli incontri e alle passioni dell’architetta.
Il progetto grafico, curato dallo studio òbelo, orchestra testi e disegni in un ritratto a due voci che restituisce la complessità di una personalità libera e inafferrabile. Come sottolinea Beppe Finessi, architetto e docente al Politecnico di Milano, nella postfazione del volume, il lavoro di Giacobbe crea un gioco di richiami mai scontati, attraverso una palette cromatica sofisticata e un segno perfettamente integrato all’universo creativo di Gray.
Chi è Eileen Gray
Nata in Irlanda nel 1878, figlia di una baronessa e di un pittore, Gray si forma a Londra prima di trasferirsi a Parigi, dove inizia il suo percorso tra arte e arredamento. L’incontro con il critico Jean Badovici segna una svolta: dalla relazione nasce uno dei progetti più celebri della storia dell’architettura moderna, la villa E.1027, realizzata a Roquebrune-Cap-Martin. Con E.1027 Gray mette in scena un’idea di casa profondamente innovativa: uno spazio pensato per assecondare la materialità dei corpi, la naturalezza dei gesti quotidiani, l’intimità delle relazioni. Non un manifesto teorico, ma un’architettura vissuta, fluida, capace di dialogare con il paesaggio e con chi la abita.
Per tutta la vita continuerà a progettare abitazioni in cui funzione ed emozione convivono in equilibrio. Scomparsa a Parigi nel 1976, oggi non esiste più una tomba che ne custodisca la memoria fisica. Ma forse è proprio questa assenza a restituirne l’essenza: una figura impossibile da racchiudere in un luogo preciso, libera e moderna ancora oggi.





































