Ecobonus: quanto hanno speso e quanto risparmiato gli italiani in dodici anni

A fare un bilancio dei primi dodici anni di introduzione dell'ecobonus è l'Enea, che ci dice anche quali sono stati lo scorso anno i lavori più eseguiti dagli italiani.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 06/08/2019 Aggiornato il 07/08/2019
vista città lavori detrazioni ecobonus

In dodici anni sono oltre 39 miliardi gli investimenti effettuati per lavori di riqualificazione energetica che hanno fatto risparmiare circa 100 milioni di Megawattora. Questi i numeri concernenti l’ecobonus, l’agevolazione fiscale prevista per lavori di efficientamento energetico introdotta nel 2017.

A fare un bilancio di dodici anni di bonus, l’”Ottavo Rapporto Annuale sull’efficienza energetica dell’Enea” e il “Rapporto annuale sulle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili negli edifici esistenti 2018″. Da essi emerge che l’ecobonus ha permesso un risparmio complessivo di 16 milioni di MWh, pari al consumo medio annuo di energia elettrica e termica delle famiglie di una città di 2,5 milioni di abitanti.

Bene anche le altre tipologie di incentivi come il conto termico – destinato principalmente a iniziative per l’efficienza e per le rinnovabili nella PA – che sempre nel 2018 ha registrato un balzo in avanti del 115% con 93 mila richieste totali e un incremento del 90% delle incentivazioni ottenute a 190 milioni di euro.

Ecobonus: ecco i lavori più in voga nel 2018

Dai documenti emerge che lo scorso anno le famiglie italiane hanno effettuato oltre 300 mila interventi di efficienza energetica, prevalentemente per sostituire i serramenti (1,2 miliardi di spesa), per coibentare solai e pareti (circa 1 miliardo) e per installare caldaie a condensazione e pompe di calore per il riscaldamento invernale (circa 800 milioni).

Circa il 77% degli investimenti (2,56 miliardi di euro su oltre 3,3) riguarda edifici costruiti prima degli anni ‘80. In particolare, circa il 35% delle risorse (oltre 1,1 miliardi di euro) è stato destinato all’edilizia anni ‘60. Il 36% degli investimenti (oltre 1,2 miliardi di euro) ha riguardato una costruzione isolata (ad esempio una villetta mono o plurifamiliare), mentre più del 50% delle risorse (pari a oltre 1,7 miliardi di euro) ha interessato interventi su edifici in linea e condomìni con più di tre piani fuori terra. Lo scorso anno nel dettaglio, i tre quarti delle domande di ecobonus per interventi nelle parti comuni dei condomìni hanno riguardato la riqualificazione energetica dell’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda (detrazione del 70%) e circa un quarto il miglioramento delle prestazioni energetiche invernali ed estive (detrazione del 75%). Sono inoltre stati avviati i primi interventi per accrescere la sicurezza sismica che prevedono detrazioni dell’80% o dell’85% a seconda della riduzione della classe di rischio. Sempre nel 2018, primo anno di monitoraggio del bonus casa (detrazione al 50%) da parte dell’Enea sono stati effettuati 500 mila interventi con un risparmio complessivo di 700 mila MWh.

L’efficienza energetica si conferma come una delle leve più efficaci per ridurre i consumi e la spesa per l’energia di famiglie, imprese e sempre più anche della PA, un volano di crescita per una filiera industriale fortemente italiana”ha dichiarato il presidente dell’ENEA Federico Testa.Come Agenzia Nazionale per l’efficienza energetica l’ENEA è impegnata nel promuovere la diffusione di best practice e l’utilizzo di strumenti come le diagnosi energetiche nelle imprese e l’ecobonus condomìni con la cessione del credito. Il numero crescente di grandi e piccoli player, da Eni a Enel a Snam alle utilities, che offrono servizi incentrati sull’utilizzo dell’ecobonus condomini, dimostra la bontà della nostra intuizione di due anni fa che il Parlamento ha poi saputo recepire”, ha aggiunto Testa.

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