Concorso di idee per San Vittore: spazio alla bellezza, anche in carcere

Il concorso di idee “San Vittore, spazio alla bellezza”, promosso da Triennale Milano e dalla casa circondariale milanese, passa alla fase progettuale.

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 13/04/2021 Aggiornato il 13/04/2021
Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)

Il concorso di idee “San Vittore, spazio alla bellezza”, promosso da Triennale Milano e dalla casa circondariale milanese, è giunto all’ultima fase. La giuria – gli architetti Stefano Boeri, Lorenza Baroncelli e Franco Raggi, il filosofo Leonardo Caffo, il direttore di San Vittore Giacinto Siciliano – ha infatti espresso il suo parere, premiando sei candidature, sulle ventinove pervenute.

Ora l’architetto Fabio Novembre seguirà i vincitori, coordinandoli nell’assegnazione dei casi studio individuati all’interno del carcere, nei rispettivi sopralluoghi e nello sviluppo dei temi progettuali. I lavori saranno poi presentati al pubblico a giugno di quest’anno.

Obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere progettisti, designer, urbanisti, creativi in una nuova concezione della casa circondariale di Milano, al fine di mutarne la percezione da parte di chi purtroppo la vive quotidianamente e nel contempo migliorarne la funzionalità. Parallelamente allo sviluppo del concorso di idee è stata infatti condotta (da parte della Fondazione Maimeri, con il supporto di Shifton e dell’Associazione Amici della Nave) una ricerca tra le mura, per individuare le reali necessità di detenuti e personale, oltre che la percezione del sito da parte dei cittadini del capoluogo lombardo.

La relazione tra Triennale e Casa Circondariale Francesco Di Cataldo – San Vittore non è nuova: nel 2018 era stato infatti avviato il progetto “ti Porto in prigione” dell’Associazione Amici della Nave, mostra fotografica con corollario di incontri e di dibattiti, mentre l’anno seguente lo scambio era proseguito con “PosSession”, dialogo tra fotografia e teatro come riflessione sulla detenzione femminile e sulle potenzialità dell’arte come strumento di recupero. Due realtà che a Milano, come sottolinea il presidente della Triennale Boeri, “si trovano a poche centinaia di metri l’una dall’altra, ma la distanza è enorme”.

E il percorso fruttuoso di collegamento quest’anno vede in aggiunta il progetto Stanze Sospese di ridisegno degli arredi del carcere, coordinato dall’architetto Franco Raggi.

  • corridoio distributivo area dipendenti_Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)
  • corridoio distributivo parte femminile_Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)
  • cortile di passeggio 1_Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)
  • corridoio distributivo_Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)
  • cortile di passeggio 3_Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)
  • corridoio distributivo sotterraneo_Casa Circondariale San Vittore (foto Gianluca di Ioia)
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